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La biografia di Radišcev Aleksandr Nikolaevic

Radišcev Aleksandr Nikolaevic
(Verchnee Obljazovo, Mosca, 1749 - Pietroburgo 1802) scrittore russo. A Lipsia, dove fu inviato da Caterina II per completare gli studi, subì l’influenza di filosofi francesi come C.A. Helvétius, G. Raynal e Rousseau. Tornato in patria, lavorò per qualche anno nella burocrazia imperiale. Nel 1790 pubblicò la sua opera più famosa, il Viaggio da Pietroburgo a Mosca, che, oltre a essere un violento attacco contro l’istituzione della servitù della gleba e gli aspetti più retrivi della società russa, era pervaso di sentimenti antimonarchici. Il Viaggio fu immediatamente confiscato dalla censura (che tolse il divieto solo nel 1905) e R. venne esiliato in Siberia. Liberato nel 1796 dal nuovo zar Paolo I, nel 1801 fu chiamato dal successore Alessandro I a far parte della commissione che doveva elaborare la nuova costituzione. Avendovi sostenuto delle tesi radicali, fu di nuovo minacciato di esilio e, colto da una crisi depressiva, si uccise. R., che fu anche autore di trattati filosofici e poeta di un certo rilievo (famosa la sua Ode alla libertà, 1783), fu considerato dall’intellighenzia russa come il suo primo portavoce e martire.


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