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La biografia di Amis Martin

Swansea, 25/8/1949
Amis Martin

Scrittore britannico.
Figlio del notissimo scrittore Kingsley Amis, prima di dedicarsi completamente alla scrittura narrativa il giovane Martin ha collaborato con il London Observer, il Times Literary Supplement e il New Statesman, di cui è diventato direttore all’età di 27 anni.
La sua produzione letteraria comprende romanzi, racconti, saggi e sceneggiature, con cui si è guadagnato la fama di autore satirico tra i migliori del suo tempo.
Il debutto come narratore è stato nel 1973 con The Rachel Papers, al quale hanno fatto seguito, tra gli altri, i racconti di Altra gente. Un racconto del mistero (1981) e di I mostri di Einstein (1987), e i romanzi Money (1984), Territori londinesi (1989) e La freccia del tempo (1991), opera sui campi di sterminio nazisti che abbandona lo schema narrativo lineare tradizionale. 
Si ricordano poi il romanzo L’informazione (1995), sulle rivalità che si scatenano nell’ambiente letterario, e le raccolte di racconti Il treno della notte (1997) e Cattive acque (1998). Nel 2000 è uscita l’autobiografia, Esperienza, e nel 2003 il romanzo Yellow Dog.
Altri titoli (pubblicati da Einaudi) sono: Koba il Terribile. Una risata e venti milioni di morti (2003), La casa degli incontri (2008), Il secondo aerero. 11 settembre: 2001-2007 (2009), London fields (2009), La vedova incinta (2011), Lionel Asbo. Stato dell'Inghilterra (2012), La guerra contro i cliché. Saggi Letterari (2014), La zona d'interesse (2015), Successo (2016). Nel 2014 è stato insignito del premio Bottari Lattes Grinzane. 
Sui suoi lavori la critica si è pronunciata nei modi più disparati, demolendoli come oscuri e sgradevoli oppure esaltandoli come capolavori di umorismo degni di Charles Dickens.
Vive fra Londra e New York.

La stanza dell'autore

"Il mio studio è un edificio staccato dalla casa e situato alla fine di un piccolo cortile di cemento.
Il soffitto di vetro è ricoperto da foglie e scoiattoli.
È l’ideale: non si sente il vocio dei bambini e si può fumare.
Mi reco lì verso le dieci e in genere me ne vado alle sette, considerando che non scrivo sempre. Gran parte del tempo la dedico a leggere, pensare, rilassarmi.
Scrivo a mano le prime bozze e poi trascrivo tutto nel portatile. Comprare una macchina da scrivere elettrica è stato un dramma:mi è servita per Money in the early 80s e mi ci è voluto molto tempo per passare al computer.
La foto sulla scrivania è di mia madre. La foto dietro è della gola di Ronda in Spagna, dove ha vissuto molti anni. Non sono una persona che vive di ricordi. Non mi interessano le prime edizioni, non sono un collezionista. Sono più che altro disordinato.”
Martin Amis



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