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Chiesa e Vangeli, Augias e Filoramo a ruota libera

Corrado Augias – così come era accaduto in Le ultime diciotto ore di Gesù – torna a narrare l’umanità che popola i Vangeli, concentrandosi sui protagonisti, grazie all'aiuto dello storico delle religioni Giovanni Filoramo. Abbiamo raccolto – e vogliamo riproporvi – qualche brano della loro conversazione-dibattito che al Festivaletteratura di Mantova quest’anno ha raccolto un pubblico curioso e attento.

«I personaggi delle Scritture ci vengono incontro irrigiditi dalla loro funzione, non uomini e donne ma simboli, figure piene di fascino che però si presentano con la fissità delle statue. Viene da chiedersi se non sia possibile raccontarli come se fossero protagonisti d’un dramma o d’un romanzo, fatti come ciascuno di noi di carne e di sangue, ma completati, come ogni personaggio della letteratura, da un plausibile rivestimento fantastico».

«Il libro parte dal messaggio rivoluzionario di Gesù, cercando poi di raccontare i personaggi contenuti nei quattro Vangeli come se il testo fosse un romanzo». Così Augias apre il dialogo con Filoramo, riprendendo le fila della narrazione dalle sue origini e dai protagonisti, spogliati dalle interpretazioni teologiche e raccontati in tutte le loro incongruenze. A partire da Giuda che avrebbe «tradito il suo Maestro per un pugno di monete». Poi Maria, relegata a un ruolo marginale, appena abbozzato, definita dagli autori «una figura piccola e insignificante nella narrazione». Non può mancare Ponzio Pilato che da funzionario romano «mediocre» mai si sarebbe sognato di interpellare il popolo giudaico per una questione di res publica, gesto interpretato dagli autori quale: «escamotage degli evangelisti per incolpare il popolo giudaico». Lo sguardo si posa attento sulla Maddalena, «spesso ingiustamente additata a prostituta», descritta invece nei Vangeli come una delle donne presenti nel seguito di Gesù e prima ad assistere alla resurrezione: «è la prediletta di Gesù e il suo ruolo è centrale». Di Giuseppe, che Filoramo arriva a definire figura «patetica» nella narrazione in quanto non compare mai in nessun Vangelo e non viene nemmeno mai nominato dal figlio (adottivo).

La storia del nuovo testamento prende forma sotto una nuova luce grazie alle parole degli autori, rivelando le incongruenze insite nelle scritture: «Non credo che le cose siano andate come ce le raccontano gli evangelisti, ma credo nella potenza del messaggio di Gesù» conclude Augias.

Articolo di Alberto Clementi

Il grande romanzo dei Vangeli
Corrado Augias, Giovanni Filoramo
Einaudi, 2019

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