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Lo strega visto da casa: cronaca di una vittoria annunciata

Il parterre è quello delle grandi occasioni: bermuda, aria condizionata, birra e ciotola extra large di pop corn. Ma quello che stiamo aspettando non è il fischio di inizio della finale dei mondiali bensì la tanto attesa serata finale del premio Strega. Non potendo assistere di persona non rimane che sistemarsi sul divano di casa, sintonizzarci su Rai3 e attendere che il simpatico Strabioli, accompagnato dalla intramontabile Piera Degli Esposti, ci sveli il trionfatore tanto atteso. Come si saranno mosse le case editrici? Quali ordini di scuderia avranno impartito per far trionfare il loro purosangue?

grande.
Il super favorito è Antonio Scurati che potrebbe beneficiare della dispersione dei voti di Mondadori che si potrebbero dividere tra i tre romanzi della casa di Segrate in concorso. Anche la scaletta delle interviste, decise dal palinsesto Rai, vede Scurati come ultimo intervistato; che sia anche questo un segno del destino?

Quando la mezzanotte è ormai passata, e le palpebre iniziano la lenta discesa, il copione non tradisce le attese e M. il figlio del secolo viene proclamato vincitore. Scurati è commosso e ha gli occhi lucidi, dopo due secondi posti (2009 e 2014) la voglia di riscatto doveva essere incontenibile. Helena Janeczek emozionata e dalla voce tremolante legge il verdetto: Scurati con M. il figlio del secolo (Bompiani) 228 voti, Cibrario Il rumore del mondo (Mondadori) 127 voti, Missiroli con Fedeltà (Einaudi) 91 voti, Durastanti con La straniera (La nave di Teseo) 63 voti, Terranova con Addio fantasmi (Einaudi) 47 voti.

Da Villa del Ninfeo si chiude il sipario su questa edizione, tra applausi e dichiarazioni di rito. Il libro che ci resta tra le mani, quel M. il figlio del secolo, che si aggiudica questa vittoria (meritata) ha già raggiunto un grande successo vendendo quasi centoventimila copie. Scurati parla della sua creazione con orgoglio e il messaggio che lancia è fermo e attuale. «I nostri padri ci hanno regalato la democrazia. Un dono prezioso che ci permette di essere antifascisti anche senza schierarci sotto una bandiera». La dedica della vittoria è per la figlia Lucia ed è con un pizzico di commozione assorbita da un uomo vero e onesto che spegniamo il televisore e andiamo a dormire, per nulla sorpresi dal risultato ma soddisfatti per una vittoria meritata.

Articolo di Alberto Clementi

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