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Via Castellana Bandiera: un libro di scarso successo diventa un grande film



Non aveva goduto di grande attenzione da parte del pubblico Via Castellana Bandiera quando, nel 2008, era stato pubblicato da Rizzoli.
Forse perché Emma Dante era allora già molto nota, ma soprattutto tra gli amanti del teatro italiano piuttosto che tra i lettori. E si sa: i testi teatrali (Emma dante ne ha pubblicati molti) non godono di grande appeal. Forse si pensava che anche questo fosse una sorta di copione, di racconto legato alla scena.
Fatto è che solo oggi ci si accorge che dietro quella copertina si nascondeva una storia dirompente e allucinante, emblema di una realtà condannata dalla Storia all'immobilità, ma anche della lotta contro quello stesso mondo bigotto e ignorante.
Ultimo tassello letterario di questa storia: Emma Dante ha scritto la sceneggiatura del film in collaborazione con lo scrittore Giorgio Vasta.

♣   Via Castellana Bandiera: il romanzo
   La colonna sonora di Via Castellana Bandiera: le musiche di un dramma



Emma Dante ed Elena Cotta

TRAMA DEL ROMANZO
Più che una strada, via Castellana Bandiera è un budello a doppio senso in cui, se due auto si incrociano, una deve per forza cedere il passo.
È una domenica d’estate e lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne si trovano l’una di fronte all’altra, al volante delle rispettive auto.
Ma né Samira, vecchia albanese che abita in quella via, né Rosa, milanese d’adozione con origini palermitane finita lì per errore, accettano di arretrare.
Samira è la suocera dell’uomo che le siede accanto, Saro Calafiore, capostipite di una vociante famiglia costruita su un miscuglio di odio reciproco, opportunismo e costrizione.
Rosa invece ha tagliato presto il cordone ombelicale, lasciando la Sicilia e un padre che non ne voleva sapere di una figlia lesbica.
Attorno a Samira e Rosa si muovono una pletora di personaggi indisciplinati, grotteschi, restii a lasciare la scena alle due donne.
Mentre l’asfalto brucia e l’aria si fa incandescente, gli uomini della famiglia Calafiore organizzano un giro di scommesse per sfruttare a loro favore il faccia a faccia. Ma gli esiti del complotto sconvolgeranno ogni previsione.



DAL FILM



L'ATTESA - 'pignata taliata 'un vugghi mai'

Chiuse all’interno delle loro macchine, due donne si affrontano in un duello muto che si consuma nella violenza intima degli sguardi.
Un duello tutto al femminile punteggiato dal rifiuto di bere, mangiare e dormire; più ostinato del sole di Palermo e più testardo della ferocia degli uomini che le circondano. Perché, come in ogni duello, è una questione di vita o di morte...
È una domenica pomeriggio. Lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando Rosa e Clara, si perdono nelle strade della città e finiscono in una specie di budello: Via Castellana Bandiera.
Nello stesso momento, un’altra macchina guidata da Samira, dentro la quale si ammassa la famiglia Calafiore, arriva in senso contrario e penetra nella stessa strada. Né Rosa al volante della sua Multipla, né Samira, donna antica e testarda al volante della sua Punto, intendono cedere il passo l’una all’altra, mentre la famiglia Calafiore rientra all’interno della palazzina abusiva nella quale abita e prepara, con la complicità della gente del quartiere, una scommessa su chi tra le due donne terrà la sua posizione più a lungo.
La sera arriva, poi la notte penetra nella strada e nelle case del quartiere, ma le due donne, resistendo alla fame, al sonno e alla sete, sembrano obbedire a un’ostinazione che non ha più niente di razionale, e continuano a non cedersi il passo...
Samira ha tanti anni e un dolore grande: ha perso sua figlia, uccisa dal cancro e da una vita tribolata nella periferia di Palermo. Da sette anni la ritrova in un cimitero assolato e desolato, dove sfama cani e cuccioli prima di riprendere la strada di casa alla guida della sua Punto e a fianco di un genero ostile.
Rosa ha una madre da lasciare andare e un passato da dimenticare a Palermo, dove accompagna Clara, la donna amata, al matrimonio di un comune amico. Inquieta e infastidita da una città da cui è fuggita anni prima, infila via Castellana Bandiera, un strada stretta e senza senso di marcia. In direzione ostinata e contraria arriva Samira e chiede il passo per raggiungere la sua casa a pochi metri dall'impasse. Contrariata e altrettanto risoluta, Rosa è decisa a mantenere la posizione.
Irriducibili sotto il sole tenace di Palermo, Samira e Rosa si affronteranno in un duello che non contempla resa e retromarcia.
leggi tutta la recensione su mymovies.it



COMMENTO DI EMMA DANTE



la scheda del romanzo edito da Rizzoli nel 2008 da cui è tratto il film


Via Castellana Bandiera è una strada dove due donne si sfidano.

Il blocco di Rosa è mentale e l’ostruzione del quartiere una questione di principio. Chiunque potrebbe passare, superare la barriera ed essere libero ma nessuno lo fa.
I legami diventano indissolubili, i patti infrangibili.
Da un lato c’è l’entrata nella nassa dove vivono un partito, una società, una famiglia, dall’altro c’è Rosa, il suo amore in bilico e il precipizio in fondo alla via.
Cardine è una donna anziana. Samira. Muta. Al di sopra di tutto. Come monolite. Come frangiflutto che si oppone alle correnti. Come geroglifico scalfito nella roccia. La sua tana è l’auto dove si è rifugiata. Per sempre.
La vita non ha trama e via Castellana Bandiera è un pezzo di vita.

Dall'intervista al Corriere della Sera
A chi non vogliono darla vinta le due donne?
Al mondo bigotto e ignorante che le circonda.
In fondo diventeranno amiche, i veri nemici si vogliono bene alla fine, è un rapporto forte, anche intimo. Tra noi c'è un silenzio profondo, di sguardi, di gesti, molto eloquente.
La storia è semplice, è un pretesto per raccontare un blocco esistenziale.
Io sono Rosa, una palermitana trapiantata a Roma che rifiuta la sua città natale e ora che ci torna le sale la rabbia, tutto quello che ha allontanato da sé le si ripropone con tutta la sua violenza; Rosa ha una storia con il personaggio di Alba Rohrwacher, tra loro c'è una crisi latente.
E l'impuntarsi nella via?
È la conseguenza di tutto questo racconto.
Dall'altra parte c'è Samira (Elena Cotta), una donna anziana che vive nei bassi di Palermo. È rimasta in un contesto familiare inadeguato. Sua figlia, morta, aveva sposato un padre-padrone (Renato Malfatti) che ora la usa, la sfrutta, le impone la sua prepotenza.
Samira non parla mai perché non ha più niente da dire, vuole morire: Rosa fermerà la sua corsa verso il precipizio. Sono due donne che arrivano a un bivio, è un fermarsi per fare il punto.
Rosa non vede la madre da dieci anni e quella donna anziana che ha davanti agli occhi la riporta all'infanzia.
Samira ha perso la figlia.
Ritrovano gli occhi della madre e della figlia, hanno di fronte non dico un fantasma ma una presenza che evoca qualcosa di molto intimo.


TUTTI I RICONOSCIMENTI OTTENUTI DAL FILM DI EMMA DANTE

Selezione ufficiale alla 70a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Premio Coppa Volpi come miglior interpretazione femminile a Elena Cotta Premio Soundtrack Stars per la Migliore Colonna Sonora, con menzione speciale per i Fratelli Mancuso Premio Franco Pasinetti del SNGC come migliori interpreti femminili a Elena Cotta e Alba Rohrwacher Premio Lina Mangiacapre (Ex Premio Elvira Notari)



Cast artistico



Emma Dante - Rosa
Alba Rohrwacher - Clara
Elena Cotta - Samira
Renato Malfatti - Saro Calafiore
Dario Casarolo - Nicolò
Carmine Maringola - Filippo Mangiapane
Sandro Maria Campagna - Santo
Elisa Parrinello - Concetta
Giuseppe Tantillo - Salvatore
Daniela Macaluso - Maria Grazia
Marcella Colaianni - Patrizia
Giacomo Guernieri - Natale


Emma Dante e Alba Rohrwacher in pausa sul set


Cast tecnico

Regia di Emma Dante
Sceneggiatura di Emma Dante e Giorgio Vasta in collaborazione con Licia Eminenti
Fotografia di Gherardo Gossi
Montaggio di Benni Atria
Scenografia di Emita Frigato
Costumi di Italia Carroccio

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