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Jeff Gomez: transmedia storytelling, il futuro della narrazione

Jeff Gomez parla come parlano gli americani che sono partiti dal nulla e sono arrivati a rivoluzionare qualcosa, una piccola parte di mondo, grazie a un’idea geniale a cui hanno dedicato tutte le loro energie. Parla come un guru, insomma, con un tono affabile e didascalico che cattura il pubblico, e ricorda l’atteggiamento di Steve Jobs.
Lo abbiamo incontrato a Milano in occasione di un evento organizzato da Meet the Media Guru.



New York, 1963. Jeff Gomez apre la conferenza parlandoci di un'infanzia difficile, di "disturbi ossessivi" e incapacità di relazionarsi con gli altri. Spesso vittima di bullismo, il piccolo Jeff trovava rifugio nelle storie. Uno dei primi amori? Godzilla. Essere emarginato a causa della sua passione per i libri e di un handicap fisico lo aveva spinto a sviluppare una particolare sensibilità nell’ascoltare gli altri, nell’assorbire quanti più dettagli possibile da chi ti circonda e stabilire connessioni.


E poi la prima scoperta della transmedialità: i fumetti. Al college aveva iniziato a giocare a Dungeons & Dragons, ed era subito emerso il suo talento nella creazione delle storie, mescolando mito, mitologia, realtà. Nei fumetti e nei videogiochi, Jeff avverte il bisogno di rinnovare la narrazione, di interconnettere il mondo dei sogni e della sua infanzia con quello della realtà.

Cosa si intende per transmedia storytelling? Il concetto di transmedia storytelling indica un processo in cui elementi integrali di una storia si diramano sistematicamente attraverso molteplici canali con l’obiettivo di creare un’esperienza di intrattenimento omogenea e coordinata. Ogni medium fornisce il proprio specifico contributo allo sviluppo di una storia e il pubblico si trova immerso in un universo narrativo che presenta molteplici punti di accesso.


L'era broadcast è agli sgoccioli, ci avverte Gomez. Pensare di poter comunicare attraverso un solo canale non ha più senso per le storie contemporanee. La sinfonia narrativa sarà la forma d'arte del futuro, perché la transmedialità è una modalità di pensiero, non solo una tecnica.

Fino al 2000 Gomez è stato una figura di spicco dell’industria dei giochi d’avventura e dei video games. Ha partecipato alla creazione dell’universo dei supereroi dell’Acclaim Comic e ha adattato i supereroi della Valiant Comics rendendoli protagonisti di video giochi per Nintendo e PlayStation.
Nel 2000 fonda con Mark Pensavalle la Starlight Runner Entertainment, studio di animazione e produzione di contenuti digitali leader nella creazione di “fictional worlds”. Con la Starlight definisce la capacità di saper narrare su più media e di costruire architetture complesse e sistemiche per raccontare e far evolvere una storia, raggiungendo trasversalmente tutti i target. Jeff ha lavorato alla creazione di universi narrativi di grande successo, quali Pirati dei Caraibi, Prince of Persia e Tron (Disney), Halo (Microsoft), Avatar (James Cameron), Transformers (Hasbro) e Happiness Factory (Coca-Cola). “Avatar è stato un viaggio straordinario”, confessa. “Ricordate, io ero un bambino, giocavo col mio dinosauro, mi nascondevo da tutti. 30 anni dopo sono in California con Cameron”, racconta divertito ed emozionato.
Un altro caso curioso è quello di Hot Wheels (Mattel). Parallelamente a un restyling generale, si è cercato di introiettare una nuova idea forte nel mondo iconico di Hot Wheels: “Sei più forte quando giochi con gli altri”. Che è poi diventato un libro, una serie animata, un videogioco, un sito internet interattivo, e molto altro.



"Qualcuno mi dirà: sei stato fortunato. Io rispondo: forse si, ma non ho mai dimenticato una cosa. Bisogna essere impazienti di essere fortunati. Bisogna andare a cercare la nostra fortuna, perché la felicità non si presenta alla porta da sola. La felicità è una scelta. Fin da bambino ho creduto che anche io avrei avuto la mia parte di felicità".





Jeff mostra un video creato da una bambina di 8 anni con il telefono cellulare e viralizzato su YouTube.

Jeff Gomez si occupa di transmedia storytelling e non solo. Oltre a sviluppare forme di narrazione transmediali per grandi gruppi, presta consulenza anche a piccole aziende, sviluppando contenuti di nicchia come singoli titoli di giochi, videogiochi e prodotti di animazione, sino a veicolarli su piattaforme multiple, plasmando una filiera di sfruttamento del contenuto integrata e sinergica.

Ha ancora senso oggi parlare di narrativa tradizionale?

Ascoltando il racconto di Jeff Gomez viene da pensare agli scenari che si apriranno per quanto riguarda la narrativa tradizionale. Offrendo una forma estetica e comunicativa più ampia, il transmedia storytelling non solo rappresenta il futuro della narrazione, ma esprime anche la recente tendenza a fondere l’esperienza autoriale con quella del fruitore. Abbiamo già constatato la sempre maggiore fortuna dei social reading, luoghi d'incontro tra gli autori e il pubblico dei lettori. Un processo per cui si generano nuove trame e si aprono nuovi mercati partendo dalla circolazione dei contenuti e delle idee che gli stessi lettori creano e condividono attorno a un prodotto culturale. Un territorio nuovo, specchio di un’era interconnessa, votata alla partecipazione.



14 marzo 2012 Di Sandra Bardotti

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