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Qualche parola nel silenzio dei tempi

Mafia, ‘Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita…





Perché abbiamo deciso di parlare di criminalità organizzata e di mafie? Certamente perché il fenomeno ha tale risonanza sociale da toccare molteplici aspetti della nostra convivenza, perché chi decide di descrivere in un libro o di rappresentare sullo schermo questa piaga sa di rischiare in prima persona la vita e, per salvaguardare quella, la libertà di movimento o d’azione.

Il recente caso di Roberto Saviano, e di ciò che il suo Gomorra ha scatenato, dimostra con cruda violenza la pericolosità di questi poteri, così come dimostra, svettando in testa alla classifica dei libri più venduti ormai da mesi, che l'interesse degli italiani su questo argomento è molto vivo e la loro solidarietà all'autore è costante.


Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Piaga infetta di una società impotente, lampante denuncia della debolezza dello Stato a cui in tanti luoghi si è andata sostituendo o ha subordinato a sé: Mafia, Camorra ‘ndrangheta, Sacra Corona Unita, le nuove mafie, quella cinese e quella albanese, mafia degli ultimi della terra e mafia dei colletti bianchi… tanti i nomi, i luoghi, le modalità di essere e di essere rappresentata, uguale la finalità eversiva e criminale.


Vorremmo attraverso documenti, libri, film, testimonianze autorevoli, riuscire a capirne di più perché ognuno, per quanto può, rafforzi la volontà di combatterla e di sostenere chi, da noi delegato, quotidianamente, con grande coraggio e senso dello Stato, prosegue in questa battaglia...


Riportiamo alcuni brani tratti dalla relazione programmatica del Presidente della Commissione antimafia on. Francesco Forgione, tenuta lo scorso 6 dicembre 2006:

Siamo di fronte a delle vere holdings economiche e finanziarie del crimine e per questo - ovviamente è la mia opinione - non è mai utile affrontare tali fenomeni in termini di emergenza, benché i punti di crisi e i fattori di recrudescenza debbano essere affrontati, di volta in volta, con adeguate terapie d’urto, di contrasto, di repressione”.



Il gen. Carlo Alberto dalla Chiesa
Oggi, delle mafie dobbiamo cogliere e colpire la loro 'normalità', la loro pervasività nel tessuto economico, sociale e produttivo; il sistema di relazioni con la politica e la pubblica amministrazione nonché con settori degli apparati dello Stato.
Del resto, se non fossimo di fronte a questa peculiare, storica natura del fenomeno, ci dovremmo confrontare solo con delle normali forme di criminalità organizzata. Invece parliamo di mafie e ciò motiva l’esistenza e la natura, gli stessi poteri straordinari di questa nostra Commissione di inchiesta. E le decliniamo al plurale, mafie, perché ormai abbiamo imparato a coglierne specificità e differenze nelle strutture, nelle relazioni sociali, nelle forme di collusione con le istituzioni, nel rapporto con l’economia
.”….
… “È questa forza economica, questa capacità pervasiva, questa penetrazione nelle pieghe della società che diventa fattore condizionante della politica, della società, delle libertà, degli individui. E’ questa forza economica che crea aree di consenso sociale, modifica il rapporto tra politica e bisogni, altera le regole della democrazia e contribuisce a creare quel blocco sociale nel quale convivono - in basso - quella plebe che vive ai margini dell’attuale sistema economico-sociale del sud, nelle periferie delle grandi aree metropolitane, nei quartieri a rischio di intere città e - in alto - quel tessuto connettivo del potere fatto di ceti dirigenti, burocrati, amministratori e imprenditori che vengono definiti, non da questo o quel sociologo bensì dagli ultimi rapporti della DIA e della DNA, come borghesia mafiosa”.


Foto di Letizia Battaglia
La recensione di Gomorra di Roberto Saviano
La recensione di Le ribelli di Nando dalla Chiesa
La recensione di Parole e Canzoni di Pippo Pollina


Intervista a Gian Carlo Caselli
Intervista a Nando dalla Chiesa
Intervista a Mario Portanova
Intervista a Serena Gaudino
Intervista a Pippo Pollina


Film italiani sulla  criminalità organizzata
I libri italiani sulla criminalità organizzata







17 gennaio 2007 Di Grazia Casagrande

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