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Laura Curino, consigli di lettura tra design e grandi classici... oltre "La donna della domenica"

Sono diversi gli eventi che vedono Laura Curino protagonista in questi mesi, come lo spettacolo al Piccolo Teatro di Milano e il ruolo importante nel film tv La donna della domenica, dal romanzo di Fruttero e Lucentini.

Palcoscenico privilegiato della storia del design italiano, Milano ospiterà dal 12 al 17 aprile 2011 il Salone Internazionale del Mobile, che quest'anno compie 50 anni. Celebrare 50 anni di Salone del Mobile vuol dire anche raccontare i grandi protagonisti milanesi, designer e imprenditori del design. Ci ha provato la Fondazione Bassetti, in collaborazione con Cosmit, FederlegnoArredo, la Camera di Commercio di Milano e quella di Monza-Brianza, con il progetto "Realizzare l'improbabile. Il design a Milano: ascendenze e prospettive". Il Piccolo Teatro di Milano accetta con entusiasmo la sfida, con lo spettacolo Mani grandi, senza fine. Nascita e ascesa del design a Milano. I Castiglioni, Magistretti, Menghi, Sottsass, Viganò, Zanuso, di e con Laura Curino, andato in scena l'11 e il 12 febbraio al Teatro Studio Expo di Milano. Sul palcoscenico hanno preso nuova vita le storie e le idee dei grandi designer che hanno realizzato il cambiamento, gettando un ponte verso il futuro pur rimanendo ancorati al mondo milanese e alla sua industria.




Abbiamo incontrato Laura Curino durante la conferenza stampa di presentazione del suo spettacolo e le abbiamo chiesto qualche consiglio di lettura. È emerso che design e letteratura non sono così lontani come si potrebbe immaginare: architettura e design sono, infatti, "costruzioni" che rispecchiano un'epoca e una società, esattamente come insegna la più grande letteratura.


  • Quali sono alcuni testi significativi che ha letto durante la preparazione del suo spettacolo Mani grandi, senza fine. Nascita e ascesa del design a Milano. I Castiglioni, Magistretti, Menghi, Sottsass, Viganò, Zanuso?


Sicuramente il racconto autobiografico di Ettore Sottsass, Scritto di notte, una rievocazione della sua esperienza nel campo del design tra Torino, la Milano del dopoguerra e l'America. Poi, il volume La fabbrica del design. Conversazioni con i protagonisti del design italiano, che raccoglie la testimonianza dei grandi designer contemporanei.

 
  • Quali sono alcuni classici su cui si è formata?


Certamente molti. Sono molto legata alla poetessa Emily Dickinson. Quando apri i suoi libri di poesia, puoi sempre trovare un componimento che fa al caso tuo e sembra scritto proprio per te. Poi considero un grandissimo classico Le affinità elettive di Goethe, che è anch'esso una grande "costruzione", una solida architettura narrativa.


  • E tra i contemporanei, cosa legge quando legge per piacere?


Mi piace molto Joe R. Lansdale. I suoi romanzi hanno allietato spesso le mie serate libere.



11 aprile 2011 Di Sandra Bardotti

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