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I libri delle scrittrici italiane non servono solo alle donne



C'è una letteratura indispensabile come una vaccinazione in età infantile. C'è una letteratura che non può essere ignorata, antidoto per il logorio sociale. Andrebbe prescritta, fatta passare dalla mutua, andrebbe assunta prima e dopo i pasti, perchè i libri delle scrittrici italiane non servono solo alle donne.
E poi ci sono le protagoniste della storia recente e gli scrittori che hanno saputo raccontare personaggi straordinari. Perché non è indispensabile essere donne per capire come stanno le cose.


Come potenziare le proprie difese immunitarie e aumentare il numero di anticorpi sociali. Antidoti contro la perdita di memoria immunologica. Non devi leggere attentamente le avvertenze perchè non esistono avvertenze. Esistono le pagine e dentro le pagine le parole. Rosetta Loy in un'intervista di quasi quattordici anni fa diceva: «i libri sono degli incontri e degli incontri che avvengono in certi momenti. Vorrei incoraggiare moltissimo la lettura, cosicché sia facile prendere un libro in mano. Se i ragazzi prendono più libri in mano trovano quello che loro si aspettano e forse nessun altro riesce a dire. Se non si ha dimestichezza con i libri gli incontri sono impossibili».

I libri come anticorpi sociali
i libri come antidoti
i libri come incontri.

Incontriamo Lalla Romano, una delle figure più significative della cultura italiana del Novecento, poetessa, scrittrice e giornalista. Incontriamo anche Maria, la protagonista del suo primo romanzo, che Gianfranco Contini definì un capolavoro. Quali erano le difficoltà legate alla condizione femminile nel dopoguerra e come si sono evolute le cose? Dobbiamo rinforzare le nostre difese contro morbilli, varicelle, pertossi e quelle infezioni che intaccano la dignità umana. È consigliabile l'assunzione di antibiotici che raccontano vite romanzate e biografie di donne che hanno segnato con il loro esempio la storia del nostro paese. Donne che hanno sofferto per affermare un principio di giustizia e democrazia. Che hanno lottato contro qualcosa. Marianna Ucrìa contro il silenzio e la grettezza dei costumi, Tina Anselmi contro i nazifascisti e le ingiustizie sociali, Fabrizia Ramondino contro le problematiche legate alla disoccupazione e contro la ghettizzazione dei manicomi, Marilina Labruna contro la bellezza a tutti costi...
Qualsiasi battaglia dalla più piccola alla più grande, da quella vissuta in prima persona a quella elaborata in fiction, qualsiasi battaglia per la libertà ha contribuito a limare spigoli sociali.
Per depurare l'organismo non basta bere un bicchiere di acqua tiepida appena alzati. Servono stimolatori d'intelletto. Trascorrete qualche pagina in compagnia di Angela, protagonista del romanzo di Gina Lagorio, La spiaggia del lupo, storia della formazione di una coscienza nei contraddittori anni Settanta, o in compagnia di Antenora (Il catino di zinco, di Margaret Mazzantini), una donna che è riuscita a essere se stessa nonostante l'ostilità del mondo e della storia, in una società arcaica, o ancora della giovane novizia Maria e del suo bisogno di nuovi orizzonti di passione (Storia di una capinera, di Giovanni Verga).
Abbiamo abbracciato le praterie e i miti della letteratura americana grazie a Fernanda Pivano. Una lezione di anima e professionismo la sua. Il professionismo, il lavoro duro, il desiderio di raggiungere un obiettivo, gli spazi che si aprono al talento. Nilde Iotti nel 1979 viene eletta Presidente della Camera dei Deputati. La prima donna a ricoprire questo ruolo nella storia della Repubblica Italiana. In 150 anni di unità d'Italia, che si celebrano appunto il 17 marzo prossimo, solo due donne hanno ottenuto questa carica. Non saranno troppo poche?
Attraverso i libri, e qui suggeriamo alcuni titoli, non veniamo in contatto solo con esistenze straordinarie. Non ci sono solo grandi poetesse, scrittrici, protagoniste della politica e della medicina, aristocratiche o scienziate ma anche i ritratti di donne comuni. La meschinità può perdere vigore, nutrimento, fiato, può cadere a terra indebolita, come un morbo sconfitto da una boccata di aria nuova. Una dose massiccia di rame per curare i rami malati. Germoglia una nuova generazione di autrici. Per favore smettete presto di chiamarle esordienti, altrimenti si bruceranno nel marketing editoriale. Prendiamo le pagine di Valeria Parrella, Lo spazio bianco, sulla maternità, tra tragedia e lucido specchio dei tempi. Prendiamo Accabadora, di Michela Murgia, la storia di Maria e Tzia Bonaria, prova reale e viva che ancora batte una letteratura femminile. E poi ancora Rosella Postorino, Simona Vinci, Antonella Cilento, Cristina Comencini, Milena Agus...

L'importanza di questa letteratura va ricercata nella sua trasversalità, politica e sessuale, appunto. È per questo che i libri delle scrittrici italiane non servono solo alle donne. Un libro cult per molti adolescenti è stato Porci con le ali. Scritto a quattro mani, da Lidia Ravera e Marco Radice Lombardo, è stato letto e consumato, è atterrato nella collana bestseller, da qualcuno è stato adorato. A ripensarci ora, quel romanzo possedeva una sincerità disarmante e sottolineava l'entusiasmo della scoperta erotica e sentimentale, tipico dell'età giovanile, ugualmente affascinante per potenza, sia nella donna che nell'uomo. A ripensarci ora quel libro che leggevi con avidità e curiosità, per qualcuno simbolo dell'anticonformismo, pagine in cui il peccato non era peccato, schiudeva dalle sue pagine, una sensazione di libertà assoluta, coscienza limpida del proprio stato e rispetto per quello dell'altro. Ed era "solo" un romanzo.


Posologia (spesso e volentieri)



11 febbraio 2011  

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