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Scritture animali in libreria

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Da venerdì 1 ottobre "scritture animali" entrano in libreria con la nuova collana di :duepunti edizioni, ZOO ||| scritture animali


Se volete gettare uno sguardo sulla letteratura italiana contemporanea di qualità, se pensate che la scrittura sia una creatura meravigliosa, se siete amanti dell’oggetto libro e di pregiate vesti tipografiche, venerdì 1 ottobre non perdete l’uscita in libreria dei primi tre titoli di una nuova, originale, collana di :duepunti edizioni, ZOO ||| scritture animali, diretta da Giorgio Vasta e Dario Voltolini.
La collana ruota attorno al nostro rapporto con il mondo animale: noti autori del panorama contemporaneo italiano si cimentano sul tema nella forma del racconto lungo.

Abbiamo chiesto a Giorgio Vasta di presentarci la nuova collana

Come nasce l’idea della collana ZOO ||| scritture animali?
Nasce un paio d’anni fa, durante il Salone del Libro di Torino del 2008. Dario Voltolini, l’altro curatore della collana, mi aveva domandato di metterlo in contatto con i ragazzi di :duepunti edizioni, come me palermitani, perché aveva scritto un racconto e ammirando il loro lavoro voleva proporglielo. In quel momento :duepunti non aveva una collana di narrativa italiana e dunque il testo di Dario non poteva trovare una collocazione. Ma la possibilità di mettersi a lavorare insieme per dare forma a un progetto di narrativa italiana aveva cominciato a incuriosirci, e così nei mesi successivi si è ragionato in quella direzione. Il racconto dal quale tutto ha avuto inizio – che nel frattempo è stato pubblicato altrove – parlava di un ragno, e dunque abbiamo pensato che fosse giusto tenerne conto e individuare negli animali il denominatore comune della collana.


Innovativa nelle caratteristiche tipografiche, ultratascabile di pregio e stampata su carte ecosostenibili al cento per cento. I libri si presentano in un formato di 9 x 14 cm, con un’elegante impaginato che si rifà alle proporzioni dei testi medievali e sono stampati con inchiostri a base di oli vegetali e materie prime naturali rinnovabili, su carte ecologiche certificate fsc (Forest Stewardship Council). Infine per la prima volta in Italia è stata usata per le copertine la speciale Elephant Dung Paper (premio bbc World Challenge), prodotta artigianalmente in Sri Lanka con “cacca” di elefante nel completo rispetto dell’ambiente per finanziare un programma per la tutela degli elefanti della Millennium Elephant Foundation – World Society for Protection of Animals (wspa).


Quali sono gli obiettivi della collana?

L’obiettivo fondamentale è quello di proporre testi di qualità letteraria. Nel senso che per noi è importante selezionare quelle scritture che consideriamo, in questo momento in Italia, in grado di generare una percezione delle cose inedita e potente. Il fatto di essere una collana che pubblica libri di autori che stanno già seguendo un loro percorso ci permette di ragionare su scritture che conosciamo e che ammiriamo e di costruire, con queste, una specie di bestiario, una cartografia “animale” della narrativa italiana contemporanea.


Perché la scelta del soggetto animale?
Da un lato, come detto, perché la circostanza nella quale è nato il progetto riguardava un racconto “animale”; dall’altro perché in effetti gli animali sono a volte, nelle narrazioni, sintesi e veicolo di qualcosa che riguarda direttamente l’umano. Nel raccontare gli animali – dalla balena bianca di Melville al cane Bendicò di Tomasi di Lampedusa – c’è spesso la nostalgia di una selvatichezza indispensabile e perduta. Molti scrittori, nelle pagine che hanno dedicato alla messinscena degli animali, hanno saputo sprigionare una visionarietà straordinaria. Far esistere narrativamente un animale, quindi, può essere un modo per osservare l’umano, una feritoia attraverso la quale spiarci.


Ecco i primi 3 titoli in libreria il 1° ottobre 2010:






1. Giuseppe Genna, Discorso fatto agli uomini dalla specie impermanente dei cammelli polari: il monito di Giuseppe Genna agli uomini affidato alla voce della specie immagi­naria e “impermanente” dei cammelli polari.






2. Davide Enia, Mio padre non ha mai avuto un cane: per Davide Enia, uomo di teatro, il contatto con il mondo animale avviene attraverso il cane che suo “padre non ha mai avuto”, trascendendo in una sorta di attesa di Godot il clima vissuto da un giovane nella Palermo delle stragi del 1992.








3. Mario Giorgi, Alter E (un fagiano): Giorgi fa dei suoi appostamenti alla ricerca di un fagiano un vero e proprio percorso di autoanalisi.



Anche solo rivolgendo frettolosamente lo sguardo indietro nel tempo, ci accorgiamo che la nostra letteratura è piena di animali, di ogni specie e razza: animali reali, simbolici, portatori di valori e autenticità, specchio fedele del comportamento umano, umanizzazione dei nostri stati d’animo. Pensiamo solo che la nostra letteratura inizia con un poeta perso in una selva oscura, a cui si fanno incontro tre fiere; oppure pensiamo agli affascinanti bestiari medievali...Basta poco per accorgersi che il confine tra umanità e animalità è molto più labile di quello che siamo soliti pensare.

Questi alcuni dei temi presenti nei primi tre volumi della collana, cui si aggiungeranno in vista di natale le voci di altri due grandi autori italiani, Giulio Mozzi e Nicola Lagioia. Seguiranno autori come Abbate, Cornia, D’Amicis, Falco, Franchini, Stelzer e molti altri .


A chi si rivolge?
A tutti quei lettori che vogliono seguire i loro autori di riferimento in un’ulteriore avventura letteraria e in generale a tutti quelli che sono disposti a pensare che la scrittura sia un meraviglioso animale e che ogni animale, reale o immaginario, contenga in sé scrittura.


Attraverso quali canali sarà promossa la nuova collana?
Partiamo da una constatazione. Oltre a voler essere testi di qualità letteraria, i volumi di ZOO cercano di sommare in sé le migliori caratteristiche sviluppate nell’evoluzione del libro, con un occhio particolarmente attento alla natura: agli inchiostri derivati da materie prime naturali si aggiungono le carte FSC dell’interno e la copertina ricavata trattando la “cacca” di elefante (del resto, lo sappiamo, “dai diamanti non nasce niente…”). È a partire da questa coerenza tra la dimensione letteraria e la “fisicità” del testo che vorremmo riuscire a far circolare questa collana anche all’esterno dei tipici canali distributivi: dalle grandi catene che scelgono prodotti ecosostenibili alle botteghe dell’equo e solidale. E per lo stesso motivo vorremmo portare gli scrittori fuori dalle librerie, nei bioparchi, nei canili e nei gallinai.


In quale settore di una libreria immaginate i vostri nuovi volumi?
Ci piacerebbe riuscire a superare gli schemi tipici della libreria. Del resto questi libri sono animali resistenti, con buone capacità di adattamento: se il loro habitat naturale è il bancone della cassa, sono però perfettamente in grado di avventurarsi sul ripiano delle novità, in cui spiccano per forma e grafica; l’ambizione – con il tempo – è quella di conquistare uno scaffale a sé o un espositore personalizzato. Sempre augurandoci che un lettore li noti, si avvicini, li sfogli e decida, uno alla volta, di liberarli.




01 ottobre 2010 Di Sandra Bardotti

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