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Nasce il romanzo disturbante


Pruriginoso?
L'anti Moccia? 
Cento colpi di spazzola più introspettivo?
Un fuoco di paglia o il primo caso letterario degli anni Dieci?

Uscirà a marzo I cani vanno avanti, di Valentina Brunettin, edito da Alet, romanzo che forse inaugura un nuovo genere letterario, la narrativa DISTURBANTE.


Le premesse per un caso editoriale ci sono tutte. Diciamo subito che non si tratta di un’autrice esordiente né di una lolita letteraria. Valentina Brunettin ha già pubblicato due romanzi, entrambi editi da Marsilio, L’Antibo con cui ha vinto il Campiello Giovani (a 17 anni) e Fuoco su Babilonia.
I cani vanno avanti è la prima uscita della collana ICONOCLASTI, curata dall’editor Giulia Belloni la quale prova a intercettare testi di forte rottura, sia tematica che stilistica. Giulia Belloni definisce l’opera di Valentina Brunettin come la cosa più interessante, più disturbante, più emozionante che abbia mai pubblicato sino ad oggi. La nascita di un nuovo genere, seppur non dichiarato apertamente, ma lasciato intendere, suggerito da articoli di avvicinamento all’uscita, incuriosisce sempre. Allo stesso tempo non mancano i sospetti per cui tutto si risolverebbe in una furba strategia di marketing. Da questa accusa sono stati investiti anche i Wu Ming con il loro NIE (New Italian Epic) e più recentemente Raul Montanari con il Post Noir, perché essere capostipiti di un genere, toglie senza dubbio il rischio di anonimato. 

Gli Iconoclasti previsti per il mercato librario del 2010 sono tre, altri quattro usciranno nel 2011. Saranno romanzi di rottura. Ecco come Giulia Belloni definisce il genere DISTURBANTE:

«se lo chiede a me, le dico che la letteratura è per definizione disturbante, non può essere assertiva, demagogica, compiacente: deve provocare, scuotere i sentimenti, costringerci a rivedere, ripensare le cose un'altra volta. I cani vanno avanti è un romanzo disturbante perchè offende il senso del pudore e accende il senso di colpa»

Sul libro le informazioni sono blindate. La quarta originale rimane nella tasca della Belloni. Ma insistendo qualcosa siamo riusciti a strappare: I cani vanno avanti è un romanzo contemporaneo, che parla del nostro tempo e della nostra società. Un affresco almodovariano, una struttura a matrioska, dove il seme più piccolo è rappresentato dalla storia di Laika (subplot), la cagnetta che nel 1957 fu inviata nello spazio, di modo che la Russia potesse sancire la sua superiorità nei confronti degli Stati Uniti nel settore della cosmonautica. Nell’attesa di capire come sarà I cani vanno avantipruriginoso? l'anti Moccia? Cento colpi di spazzola più introspettivo, un fuoco di paglia o il primo caso letterario degli anni Dieci? -  ecco un brano inedito in esclusiva per Wuz.it  


– Proviamo a sentire il cuore?
Tutti i presenti concordano.
Gli elettrodi posizionati nell’imbottitura della tuta a quattro zampe sono misteriosamente collegati a un sistema audio che permetterà alle orecchie attente di percepire, e monitorare, il battito cardiaco.
Nel silenzio sfregiato solo dai lamenti di Laika, chiusa per la prima volta nel suo automezzo spaziale, si distingue ora il pulsare stereofonico del suo cuore.
Non è un battito normale, sembra un rimbalzare disordinato di palline.
Un tracciato viene scritto da curiose penne indemoniate e una lingua di carta tratteggiata da una grafia tremante si srotola davanti a Mushka, che ha alzato le orecchie e sente questo terribile galoppare, quasi una fanteria aggressiva si stesse per scaricare su di lei.
L’elettrocardiogramma disegna il ritmo che tutti ascoltano e le mine bluastre che scorrono sulla carta oleata sembrano scrivere semplicemente ho paura.

© 2010, Alet


26 gennaio 2010 Di Francesco Marchetti

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