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La voleva Barenboim: Emma Dante dal premio Ubu alla Scala con Carmen

L'edizione scaligera della Carmen di Bizet che ha aperto la stagione 2009-2010, con la direzione di Daniel Barenboim, è stato un trionfo: applausi ai protagonisti, al direttore e all'orchestra. Solo Emma Dante ha ricevuto qualche fischio da parte, soprattutto, dei loggionisti, che hanno poi giustificato il dissenso.
Sarà stata un'edizione troppo teatrale, come loro affermano, nella quale la regista ha voluto prendere il sopravvento sulla musica e sullo spirito originario dell'opera?
Può essere, ma per capire il senso di questa messa in scena molto personale e drammatica, in cui si legge la denuncia dello sfruttamento del lavoro minorile, l'attenzione al ruolo della donna, un senso di passione e di morte strisciante che emerge sin dall'inizio (il primo atto è totalmente brechtiano per colori, luci, costumi, scene e sottintesi) dobbiamo capire meglio chi sia Emma Dante e perché esprima in questo modo la sua arte.
E lo possiamo fare anche con i suoi libri e i saggi sul suo lavoro.



Su Wuz:
In una interessante intervista realizzata da Alberto Mattioli per La Stampa, la Dante ha commentato il dissenso nei confronti della sua messa in scena dell'opera di Bizet:
"L’Italia è sempre così conservatrice, tradizionalista, antica. Non puoi mai fare niente che tutti si mettono subito a strillare. Io spero che le cose cambino e mi dò da fare perché cambino, ma alle volte è sconfortante. Anche se le difficoltà ti fanno vedere le cose nella giusta prospettiva. A Palermo il mio gruppo [Compagnia Sud Costa Occidentale ,ndr.] e io non siamo circondati nemmeno dall’ostilità, ma proprio dall’indifferenza più completa. Vuole che mi spaventi per due fischi?"

Un'indifferenza, forse, da parte del pubblico, ma non certo della critica che spesso l'ha premiata, valorizzando così il suo lavoro di ricerca sulla realtà, una rielaborazione dell'esistenza quotidiana senza limiti, senza freni inibitori, con una importante riscoperta della fisicità, del corpo, del movimento, della nudità, dell'espressività corporea che in minima parte si è vista anche nella messa in scena della Carmen, ma che senza dubbio si può vedere interamente in spettacoli come Mishelle di Sant'Oliva, Il festino, La scimia, Le pulle.

L'opera che l'ha resa celebre in ambito teatrale è senza dubbio Carnezzeria con la quale nel 2003 si è aggiudicata il prestigioso Premio Ubu nella sezione Miglior novità italiana e che con mPalermu (che si era aggiudicato nel 2002 il Premio Ubu come Miglior novità italiana o ricerca drammaturgica) e Vita mia compone una trilogia sulla Sicilia molto apprezzata dalla critica.


Hanno detto di Emma Dante:
"Carnezzeria è un capolavoro costruito con ritegno essenziale, che esplode come  una bomba grazie a un silenzio che denuncia".
Franco Quadri, la Repubblica

"Feroce, paradossale, Carnezzeria  ci consegna una regista in crescita ma già dotata di sicuro talento".
Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore

"mPalermu è un piccolo capolavoro del teatro italiano di questi anni, e certamente è il capolavoro del teatro siciliano da anni anni anni" - Goffredo Fofi

"Ciò che fa di Vita mia un piccolo classico, è l'alto livello di elaborazione formale, la precisione della gestualità, la sonorità in genere (il mix di voci e musica), la ritmica."
Franco Cordelli, Corriere della Sera

Non ultimo tema dei suoi lavori teatrali, la condizione femminile, la violenza sulle donne, lo sfruttamento, lo stupro:
"Io credo che lo scandalo non sia lo stupro che faccio vedere in Carmen, ma gli stupri veri che ancora si commettono. Invece non credo che il teatro lirico sia una specie di Disneyland, un mondo senza nessun contatto con quello reale. Perché il palcoscenico, e soprattutto il palcoscenico della Scala, dev’essere 'staccato' dalla vita vera e messo sotto una teca di cristallo?"

Nel bel sito che la racconta - www.emmadante.it - potete leggere tutto sui suoi lavori, un passaggio necessario per capire la messa in scena della Carmen e giudicarla nel suo corretto contesto.
Senza la sposa della performance Eva e la bambola realizzata con Carmen Consoli nella stagione 2007/2008 non sarà possibile capire l'abito da sposa di Micaela, la fidanzata di Don José nella Carmen, senza le immagini di Cani di bancata non si comprenderà l'origine di quel letto in cui lei giace, senza le "squillo fatate" de Le pulle non capiremo le zingare con le loro carte...

Una biografia completa e dettagli sugli spettacoli anche sul sito www.sipario.it



foto di scena dello spettacolo Cani di bancata


l'autrice










10 dicembre 2009 Di Giulia Mozzato

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