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Erotismo ed eresia a Cannes

L’insuccesso di Antichrist, il nuovo film di Lars von Trier

L'erotismo intellettuale

Il Festival di Cannes si è spesso distinta per la presentazione di pellicole dal contenuto scandaloso, spesso a sfondo altamente erotico come Ecco l’impero dei sensi, Basic Instinct, con il famoso incrocio di gambe di Sharon Stone e le manie di sadismo della stessa protagonista,  La pianista con Isabelle Rupert o Shortbus di John Cameron Mitchel, con orge vere e proprie sia eterosessuali che omosessuali presentate con una certa vena umoristica.




Quest’anno è la volta di Lars von Trier, regista danese che già più volte ha dimostrato di non avere troppe remore di stampo moralistico. Con il suo Antichrist, tuttavia, sembra aver passato il limite per blasfemia e sessualità, tanto da guadagnarsi uno schiamazzo generale di risate di scherno e buuu da parte della folla presente alla proiezione del 17 maggio. Si tratta di erotismo o di trasgressione fine a se stessa?


Il film si sarebbe aperto con un amplesso della durata di ben sei minuti che porta la coppia in questione a non accorgersi che il figlioletto si sta gettando dalla finestra. Il bambino muore e i due, per superare il trauma, si rifugiano in una specie di Eden personale, rappresentato dal loro Chalet nel bosco. Lei comincia a sentirsi posseduta dal demonio e, per questo, si convincono che la natura sia in realtà la chiesa di Satana.


La trama non promette niente di leggero
o di facilmente metabolizzabile. D’altronde, nessuno si sarebbe aspettato qualcosa di simile da von Trier, ma forse nemmeno un lavoro così estremo e indice, a detta di molti, di una follia fuori controllo. Come lui stesso dichiara: “vi ho fatto entrare negli incubi che mi tormentano”. Il regista, in risposta alle polemiche e alle critiche accese mosse contro Antichrist afferma: “Non mi devo giustificare con voi, io lavoro per me, non ho fatto un film per voi, ma per me stesso”. La routine di fare un film sarebbe stata la sua terapia per uscire dalla depressione.


L’immagine del film più diffusa è quella dei protagonisti Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg mentre fanno l’amore ai piedi di un albero. La perfezione dell’incrocio e il candore della pelle sono esaltati dall’intreccio di rami che li sovrasta. È una fotografia accattivante, alla quale non manca  valore artistico, anche se non è chiaro cosa voglia evocare, forse l’aspetto sensuale del rapporto tra un corpo nudo e la natura che, in questo contesto e nel caso specifico dell’albero, potrebbe rappresentare l’abbraccio di Satana. Quindi il sesso è percepito come atto non solo naturale, ma anche trasgressivo e peccaminoso .


Di certo non si può negare le enormi abilità tecniche del regista di film geniali e di grande spessore come Le onde del destino, Dancer in the dark e Dogville. Forse un film girato come lenitivo ad una grande depressione richiede qualche sforzo in più per essere compreso e apprezzato, almeno in parte.


19 maggio 2009 Di Anna Zizola

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