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Tre storie fantasy appena uscite in libreria che sembrano dimostrare come questo genere letterario sia sempre più declinato al femminile

Il fantasy è donna? Ce lo siamo chiesto dopo aver visto proliferare titoli di successo che scalano le classifiche e sembrano confermare che negli ultimi anni sì, il fantasy è donna.


NIKOLAI KONSTANTINOVICH ROERICH SANGACHELIN

Basterebbe ricordare J.K. Rowling o Stephenie Meyer (scrittrice in bilico fra vari generi) per capire che il fantasy sta prendendo molte strade e quasi tutte sono percorse dalle donne. E che i protagonisti maschili sono stati soppiantati sempre più da coraggiose giovani eroine nei cui panni le lettrici si identificano meglio.

Ci sono storie destinate a un pubblico adolescente - ma che vengono amate moltissimo anche dagli adulti - che raccontano mondi fantastici, magici, straordinari ma con forti legami con la vita quotidiana dei ragazzi di oggi.
Ci sono i romanzi più tradizionali, alla maniera di Marion Zimmer Bradley o Ursula Le Guin (per intenderci) che tra feudi e in castelli, con maghi e cavalieri, raccontano il passato rendendo la storia misteriosa, oscura, inquietante.


Il genere, difficile da codificare del tutto, racchiude molti tipi di romanzi, con ramificazioni in moltissime direzioni: dalla fantascienza al rosa, dal romanzo di formazione a quello storico, dall'horror all'avventura.

Ecco come lo vedono le autrici di tre libri appena usciti in Italia che abbiamo intervistato.
Il fantasy che uscirà: scopri i titoli che saranno nelle librerie entro l'estate  





Il fantasy: l'Enciclopedia Garzanti della Letteratura Universale lo definisce così




Genere di narrazione intermedio tra la fantascienza e la fiaba
, che dà ampio spazio al misterioso, al magico e al soprannaturale, accettati come dati di fatto al di là di ogni possibile comprensione, siano essi favorevoli o ostili all’uomo.
Le storie appartenenti a questo genere letterario hanno una costruzione epica, scandita spesso attraverso favole e leggende che propongono vicende di sapore mitologico, ambientate talvolta in passati remotissimi o in lontani futuri, che possono avere luogo sia sul nostro pianeta sia su altri e persino in universi alternativi, e in cui si muovono creature fantastiche (elfi, goblin, troll ecc.) affiancate a umani di diverse etnie, talvolta dotate di poteri straordinari (fate, maghi, streghe ecc.).

Questo genere vanta al suo interno diversi filoni che tuttavia è difficile «classificare» perché costituiti da immaginari che si sovrappongono e incrociano fra loro.
Si possono comunque evidenziare in generale i seguenti sottogeneri:
high f. (ambientato in mondi fantastici in cui sia presente un eterno scontro fra le forze del bene e quelle del male)
low f. (narrazione in cui l’elemento fantastico emerge nella realtà), heroic f. (animato da eroi dotati di forze straordinarie e fuori dal comune)
sword and sorcery (il cosiddetto «spada e magia»)
dark f. (vicino a generi come il gotico e l’horror, privilegia il lato oscuro e maligno)
historical f. (rilettura «alternativa» e fantastica di epoche storiche)
science f. (a prevalente tema fantascientifico)
contemporary f. (in cui l’epoca contemporanea si scontra con elementi fantastici provenienti sia dal passato sia dal futuro). 


L’origine di questo genere letterario è da ricercare probabilmente fra le pagine dedicate alle gesta di eroi mitici come Ulisse, Sigfrido, Artù, Ercole ecc. Sicuramente opere di diversa estrazione come l’Edda, I Nibelunghi, Beowulf, La morte di Artù, Il dottor Faust, Don Chisciotte, Le mille e una notte, Pentamerone, Paradiso perduto, e Sogno di una notte di mezza estate hanno anticipato temi fantastici che sono poi entrati a far parte dell’immaginario f.

Nel 1808 Friedrich Heinrich Karl de La Motte Fouqué rimase a tal punto suggestionato dalla visione della prima trasposizione teatrale della saga dei Nibelunghi che decise di rielaborare quelle storie pubblicando il poema Sigurd uccisore di draghi (1808), cui fecero seguito L’eroe del Nord (1810) e il romanzo L’anello magico (1813), trilogia che pone le basi per una riscoperta dei miti e delle leggende del popolo germanico.
Alla stessa matrice si rifarà in seguito il compositore Richard Wagner per comporre il ciclo lirico L’anello del Nibelungo (1851-74).
Ma fra le prime opere che hanno raccontato il fantastico attraverso la visione di altri mondi non vanno dimenticati i «classici» Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio (1871) di Lewis Carroll e Il meraviglioso mago di Oz (1900) di Lyman Frank Baum, che costituiranno un punto di riferimento per tutta la successiva produzione f. per l’infanzia, amatissima in verità anche dal pubblico giovane e persino adulto: basti ricordare, per tutti, il successo di La storia infinita di Michael Ende (1979, portato con gran successo anche sullo schermo). 



KARL PFLÜGER BLICK IN EIN TAL 1927

Se già in queste opere sono presenti alcune delle componenti tipiche del f. (l’eroe dotato di coraggio e forza straordinarie, creature fantastiche come draghi e nani) è però l’inglese William Morris, con il suo Il bosco oltre il mondo (1894), di cui è protagonista l’avventuriero Walter Golden, a proporre per primo una saga con caratteristiche innovative.
L’esempio di Morris fa scuola e altri autori lo seguono, per esempio l’irlandese Lord Dunsany, che firma romanzi come La spada di Welleran (1908) e La figlia del re degli elfi (1924); o Robert Erwin Howard che «canonizza» il filone poi battezzato heroic f. nel 1932, con il suo Conan il Barbaro, le cui storie ambientate nella mitica Era Hyboriana hanno ispirato anche una serie di fumetti di culto.
Il fascino del f. tenta persino il maestro dell’horror americano Howard Phillis Lovecraft, che vi indulge con La nave bianca (1919) e Celephais (1922). Puntando soprattutto su elementi gotico-orrorifici Clark Ashton Smith pubblica sulla rivista «Weird Tales» (1932-53) vari racconti dedicati al continente di Zothique, l’unico sopravvissuto agli sconquassi geologici e ambientali della Terra.
Ma a incrociare f. e fantascienza con una decisa «autorità» è Edgar Rice Burroughs, con il lungo ciclo delle avventure di John Carter di Marte (1912-1964).
Componenti messianiche fanno la loro comparsa nella trilogia di Clive Staples Lewis composta da Lontano dal pianeta silenzioso, Perelandra e Questa orribile forza (1938-45) – in cui si contrappongono la Terra, abbandonata da Dio a causa del peccato originale ivi commesso, e Marte, pianeta angelico dove sta per ripetersi il pericolo della Tentazione originale – e seguita dall’imponente ciclo delle Cronache di Narnia (1950-56), che con le avventure dei quattro fratellini che scoprono la porta di accesso al magico mondo di Narnia hanno dato fama e popolarità al loro autore.




È un amico e collega di Lewis a dare un ulteriore sviluppo alla narrativa fantastica con la fondazione del genere high f., dal quale deriverà poi anche lo sword and sorcery.
Si tratta di John Ronald Reuel Tolkien, che dopo Lo Hobbit (1937) concepisce la vasta trilogia Il signore degli anelli (1954-1955), ambientata nella mitica Terra di Mezzo: un mondo per il quale l’autore inventa non solo una dettagliata mappa geografica, ma lingue, religioni e razze.
Il signore degli anelli
è uno dei maggiori best-seller dell’editoria mondiale e il grande successo ottenuto dalla trilogia cinematografica ha ulteriormente confermato la leadership della saga all’interno del genere.
Le scuole di Lewis, Tolkien e Howard sono state le più seguite dagli scrittori successivi, tra i quali si possono citare Terry Brooks (1944) con il fortunato Ciclo di Shannara, Fritz Leiber (1939-88) con le sue saghe del Mondo di Nehwon, Michael Moorcock (1939) con le storie del principe albino Elric di Melniboné.

A cavallo fra f. e fantascienza si collocano cicli come la Terra Morente (1950) di Jack Vance, Last Viking (1980) e King of Ys (1986-1988) di Karen e Poul Anderson, intreccio di saghe nordiche e storia romana, e la complessa Saga di Majipoor ideata da Robert Silverberg a partire dal 1995.

Dagli anni Novanta si sono distinti Harry Turtledove, Robert Jordan e George R.R. Martin.
Il primo si è imposto con avventure di ispirazione storica (Ciclo della legione perduta) in cui fatti del passato hanno uno svolgimento «alternativo», dando vita alle cosiddette «ucronie», possibili diversi passati o presenti.
Jordan ha creato, a partire da L’occhio del mondo (1990), la saga della Ruota del Tempo, in cui gli agenti del Male hanno invertito lo scorrere del Tempo.
Martin, con le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco iniziate nel 1996, ha trasferito la Guerra delle Due Rose in un universo parallelo dove si fa ricorso a terribili tecnologie e alla magia. È da segnalare il recente exploit di Ildefonso Falcones, il cui romanzo d’esordio La cattedrale del mare (2007), di ambientazione medievale, ha ottenuto grande successo.




Nell’universo f. hanno fatto la loro comparsa anche le donne:
tra le autrici spiccano i nomi di Marion Zimmer Bradley, creatrice della saga di Darkover (iniziata nel 1962 con La spada di Aldones), ma abile anche nel reinventare la mitologia celtico-arturiana (Le nebbie di Avalon, 1979) e greca (La torcia, 1987), e Ursula K. Le Guin, cui si deve invece l’ideazione della saga di Earthsea (iniziata con Il mago di Earthsea, 1968), magico arcipelago in cui vivono apprendisti stregoni e arcimaghi.
La magia si scontra invece quotidianamente con i comuni mortali nelle storie ambientate nell’Inghilterra contemporanea di J.K. Rowling, creatrice della fortunatissima saga di Harry Potter: una serie in sette volumi, iniziata nel 1997, che ha letteralmente sconvolto il mercato del f. e da cui è stata tratta una serie di film di successo.

Fra i nuovissimi autori va ricordato anche Christopher Paolini, che ha conquistato un livello di eccellenza nel settore del f. all’età di appena 15 anni, grazie ai primi due romanzi della Trilogia dell’eredità (Eragon, 2002 e Eldest, 2005) che hanno scalato la classifica internazionale dei bestseller.
Anche autori horror «doc» come Stephen King e Clive Barker, da sempre affascinati dalla contaminazione fra i generi, non hanno resistito alla tentazione di creare cicli originali come quello della Torre Nera (1982-2004) e quello di Abarat (2002). E anche un notissimo sceneggiatore di fumetti come Neil Gaiman (Sandman) ha mostrato doti eccellenti per il f. in Nessun dove (1996) e American Gods (2001).

Infine, sul versante umoristico del f. si segnalano Terry Pratchett, con la serie del Mondo del Disco, ma soprattutto l’esilarante Il signore dei tranelli – pubblicato nel 1969 da Henry N. Beard e da Douglas C. Kenney, membri dell’Harvard Lampoon e fra i fondatori del National Lampoon – parodia di Il signore degli anelli autorizzata dallo stesso Tolkien.




La letteratura italiana
iniziò a misurarsi con l’immaginario fantastico già in opere come L’Orlando furioso e La Gerusalemme liberata e ha poi tentato in maniera discontinua di dare forma a un tipo di narrativa accostabile al f. di estrazione anglosassone e statunitense. Nel presente, fra gli sperimentatori del genere emergono Giuseppe Pederiali, che ha dato vita a una sorta di f. padano, seguendo la linea delle leggende e delle cronache medievali, e Valerio Evangelisti, che nelle saghe di Magus (interamente dedicata al personaggio di Nostradamus) e dell’inquisitore Nycholas Eymerich ha costruito romanzi in cui mescola horror, fantascienza e f. in maniera cupa e visionaria.
Sull’onda del grande successo di Harry Potter e delle versioni cinematografiche de Il signore degli anelli e Le cronache di Narnia, sono uscite in Italia numerose serie autoctone.
Fra queste: le storie di Damlo il Roscio di Luca Trugenberger, quelle firmate da Ulysses Moore (alias Pierdomenico Baccalario, che si finge traduttore dei diari di Ulysses), la serie de La bambina della Sesta Luna di Moony Witcher (alias Roberta Rizzo), la Trilogia delle Sette Gemme dell’Equilibrio di Andrea D’Angelo, le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi, e altri titoli ancora.

Fra i settori che il f. ha maggiormente influenzato vanno segnalati quello dei videogiochi e dei giochi di ruolo – cui si devono veri e propri fenomeni di costume come «Dungeons and Dragons», «Magic» ecc. – ma anche quello dell’illustrazione grafica, che ha permesso a disegnatori del calibro di A. Lee, J. Howe, R. Dean, F. Frazetta, M. Kaluta, R. Matthews, A. McBride, G. e T. Hildebrandt di rappresentare creature e mondi incredibili attraverso immagini che non solo hanno sottolineato alcuni dei momenti salienti di questa narrativa di genere, ma talvolta li hanno anticipati e influenzati.

Fonte: Enciclopedia della Letteratura Garzanti , 2007



09 aprile 2009  

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