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Ornella Vanoni secondo Alda Merini e Dacia Maraini


Ornella Vanoni: ritratto di Hugo Pratt

Due ritratti d'autore per Ornella Vanoni: quello della poetessa Alda Merini e quello della scrittrice Dacia Maraini


Ornella Vanoni, 50 anni di carriera

Per Ornella - Poesia di Alda Merini

La tua voce che scalda i cuori
non scalda te stessa.
È vano cercare parole di sole
dove c'è la caccia al genio.
Il genio è un animale impaurito
che scappa di casa in casa
rincorso dai cacciatori
che odiano la poesia.


Ritratto di Ornella di Dacia Maraini

Quando ero ragazza la voce di Ornella Vanoni mi arrivava dalla radio: “Ma mì, ma mì, ma mì, quaranta dì, quaranta nott”… mi ero fatta l’idea di una donna forte, intensa e autosufficiente. Mi piaceva il modo che aveva di aggredire il mondo con quella voce ironica, profonda e melodiosa. Ero già adulta quando ho avuto modo di conoscerla di persona. E ho visto che, pur essendo una donna forte e intelligente, aveva le sua debolezze di cui si vergognava, aveva i suoi momenti di crisi, di disperazione. Ma sapeva venirne fuori con energia e nuove speranze per il futuro.
Una volta mi ha chiesto di scrivere con lei le parole per un suo spettacolo. Cosi ci siamo conosciute meglio. Ho scoperto la sua sincerità radicale, la sua dirompente autoironia. Ornella non sa mentire e per questo a volte mette paura. Ma la sua sincerità non è mai maligna, mai aggressiva, è fatta di rispetto per il reale e di uno sguardo critico e sarcastico sulle cose del mondo.
Mi ha sempre sorpreso la naturalezza del suo artificio musicale. Sembra che inventi lì per lì le sue canzoni, che tutto le venga facile e naturale. Ma chi conosce la musica sa quanto lavoro occorra per comunicare questa sensazione di spontaneità. L’ho vista sedersi con noncuranza ad una cena fra i fiori, l’ho vista entrare in un palcoscenico ingombrato dagli strumenti musicali. Sempre indomita, sempre decisa anche se in cuor suo, come ormai sapevo, regnava lo sgomento e l’incertezza. Ma i grandi artisti conoscono queste paure. Sono solo i mediocri che vanno sicuri per la loro strada senza un dubbio, senza una lacerazione.
E sono proprio i dubbi e le paure che l’hanno portata ieri come oggi a uscire dal languido egoismo dell’artista di successo per lasciarsi visitare e interpretare da un gruppo electro come i Delta V, quasi senza rispetto per la sua icona che il pubblico vorrebbe cristallizzare. Ornella infatti eccola qui, impetuosa nel pieno della sua giovinezza intellettuale, muoversi e cantare con l’energia e la gioia di chi sa che lo spirito e il gioco sono il solo modo di sentirsi vivi.


19 novembre 2008 Di fm

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