Ricerca avanzata
Articolo

Pechino 2008 - Le Olimpiadi delle contraddizioni


Le curiosità, le informazioni, le notizie sulle Olimpiadi riempiono ormai tutti i giornali e durante lo svolgimento delle gare diventeranno un vero e proprio bombardamento mediatico, anche perché l’aspetto spettacolare dell’apertura dei giochi, l’investimento economico su di questi e la necessità di dare a tutto il mondo l’immagine di un Paese, quello ospitante, assolutamente all’avanguardia ha quasi la priorità sull’interesse sportivo.

Le contraddizioni non mancano. Mai, o quasi mai, un’edizione dei giochi olimpici ha visto tante contestazioni al passaggio della celebre fiaccola, mai, o quasi mai, si è pensato all’opportunità di un boicottaggio del Paese ospitante, mai, o quasi mai, tanta esibizione di bellezza, di modernità e di supremazia economica ha visto in parallelo tanto disprezzo per i diritti umani e le libertà individuali.  

Altre edizioni sono state problematiche: pensiamo prima di tutto a quella della Monaco nazista del 1936 e alla più recente di Città del Messico del 1968, insanguinata pochi giorni prima del suo inizio dal sangue degli studenti in rivolta. In quella edizione poi il pugno chiuso levato al cielo di Tommie Smith e John Carlos fu un atto di denuncia contro le persecuzioni razziali.
Oggi colpisce come il potere economico abbia la capacità di mettere a tacere ogni dissenso, anche internazionale e come nazioni, ideologicamente molto lontane dalla Cina ma economicamente vicinissime e legate da forti interessi, non vedano, non parlino, non sentano.





Anche noi parleremo di Olimpiadi, ma soprattutto abbiamo pensato che fosse opportuno raccontare la Cina, le sue bellezze e le sue tragedie, il fascino antico e le grandi recenti conquiste. Un paese arcaico e all’avanguardia, grande nella povertà e nella ricchezza, popoloso e attivissimo, dominato da una considerazione quasi sacrale del lavoro.
Parleremo, attraverso qualche saggio, della Cina nel nostro paese, prima comunità straniera stanziatasi in Italia. Ne parleremo in positivo riconoscendo i grandi meriti di questi instancabili lavoratori che sono ormai immigrati di terza generazione.
E in negativo, ricordando come la criminalità organizzata cinese sia sempre più forte e sempre più collegata a mafia e camorra.


La Olimpiadi a test
Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi

Il podio celeste. Storia dell'educazione fisica e dello sport in Cina
Cina. Viaggio nell'impero del futuro
Juke-Box cinese
La Cina nei romanzi

Nando dalla Chiesa, Gian Carlo Caselli, Gherardo Colombo, Giampiero Rossi: la mafia cinese in Italia
I cinesi non muoiono mai
Chi ha paura dei cinesi?
I boss di Chinatown        




28 luglio 2008  

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti