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Appunti scuola

È morto Edmondo Berselli, le sue passioni nei suoi libri


Scompare all'età di 59 anni, dopo una lunga malattia, Edmondo Berselli, una delle penne più lucide e ironiche del giornalismo italiano. Era editorialista di politica per Repubblica e collaboratore de l'Espresso. Ricordiamo le sue passioni attraverso i suoi libri


Nel 2010 è tornato nelle librerie il volume di Edmondo Berselli Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica di Edmondo Berselli edito da Mondadori, un saggio, quanto mai attuale, che provava ad analizzare il come e il perché della crisi della sinistra italiana. Scriveva Berselli nel suo saggio:

Finisce il berlinguerismo e, di fatto, si esaurisce anche il comunismo italiano. Tramonta l’idea che una tensione etica possa fare da fulcro alla politica, che l’Europa possa essere il luogo della terza via, né sovietica né capitalista, e mentre si dilegua la speranza che la diversità sia un valore politico, si preparano i tempi in cui le mani pulite del Pci non saranno sufficienti a salvare l’Italia da Tangentopoli. (Leggi l'approfondimento sul libro).

Edmondo Berselli ha analizzato con un'ironia e lucidità non comuni la nostra società. Sarà una bella società era il titolo di una canzone di Shel Shapiro, ed è anche il titolo di un libro spettacolo scritto in tandem dal giornalista e dal musicista. In un'intervista pubblicata sulle pagine di Wuz.it in concomitanza della pubblicazione, Berselli sosteneva, a proposito del Sessantotto, che

la sconfitta peggiore è quella di avere creduto per tanto tempo nella rivoluzione impossibile, come se fosse una soluzione politica praticabile, e avere dimenticato che le società avanzate vanno modificate con la fatica lenta delle riforme, non con i sogni rivoluzionari. Ci vuole l'utopia concreta che si approssima con il pragmatismo, mentre troppo spesso i sogni hanno la cattiva tendenza di diventare incubi. (Leggi l'intervista completa a Edmondo Berselli)

Di musica si era occupato molto, memoria storica e scopritore di aneddoti sulle canzoni degli anni sessanta e settanta, sui protagonisti della discografia leggera italiana. Nel libro Canzoni. Storia dell'Italia leggera Berselli racconta atmosfere, climi, gusti, atteggiamenti, oggetti, "pensieri e parole": da Celentano e Mina al beat dei capelloni, da Mogol e Battisti a Vasco Rossi e Baglioni, a Max Pezzali.

Ma il suo obiettivo si spostava a trecentosessantagradi, per esempio anche sullo sport, sul calcio. Ricordiamo il libro Il più mancino dei tiri, una serie di ritratti di grandi campioni del calcio, italiani e non, a partire dal grande Mario Corso, il "piede sinistro di Dio", e poi Suarez, Rivera, Riva, Andreotti, Fanfani, Togliatti e Nenni, Gadda e Mina, Gimondi e Romano Prodi. 

Aveva anche scritto di TV e spettacolo, curando i volumi fotografici Venti di Striscia, in occasione dei vent'anni della popolare trasmissione satirica di Antonio Ricci, e Miss Italia. 1939-2009. Storia, protagoniste, vincitrici, resoconto dettagliato e puntuale sulla storia del concorso di bellezza.

Nato a Campogalliano, in provincia di Modena, Berselli aveva dedicato una monografia alla sua amata Emilia, Quel gran pezzo dell’Emilia. Terra di comunisti, motori, musica, bel gioco, cucina grassa e italiani di classe. Modenese (e i modenesi si reputano i veri emiliani, i bolognesi sono per loro un po’ troppo romagnoli, almeno nel pensiero di Marco Santagata), intellettuale raffinato, ma mai pedante, dagli interessi vasti e molteplici, capace di trasmettere con la chiarezza e la semplicità tipica della sua regione anche i concetti più complessi grazie anche a una ricchezza e a una pulizia linguistica straordinarie, capace di alternare con assoluta naturalezza citazioni dotte a riferimenti al gossip, facendo sì che il lettore si senta sempre a suo agio, come se stesse a chiacchierare con lui davanti a un piatto di tortellini (con la panna?). (Leggi la recensione completa)



Tutti i libri di Edmondo Berselli



12 aprile 2010 Di Francesco Marchetti

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