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Appunti scuola

Dmitri Shostakovich Sinfonie n. 5 e n.9 eseguite della Royal Liverpool Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko

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Anno cruciale il 1937 per Shostakovich.
Non solo la sua Lady Macbeth è condannata senza mezzi termini dalla Pravda, ma l’intera produzione musicale del compositore è a rischio di proscrizione perché giudicata assai poco sovietica e in odore di decadentismo borghese.
Già molti artisti ed intellettuali sono stati costretti al silenzio.
Basta poco nella Russia staliniana per cadere in rovina, come è capitato al protettore di Shostakovich, il maresciallo Tukhachevsky, condannato a morte in quanto “nemico del popolo”.



Sinfonia n.5

È questo il clima in cui il trentenne Dmitri si accinge a comporre la sua V Sinfonia, intesa a ristabilire la precaria reputazione del musicista.
Il progetto è ambizioso: non cedere a compromessi rispetto alla propria poetica ma al contempo dare l’impressione al pubblico ed alla critica di essere in linea con l’ottimismo e il vigore richiesti alla produzione artistica made in URSS.
Risultato: l’opera, portata a termine in pochi mesi, godrà di un’accoglienza a dir poco entusiastica sia a Mosca sia a livello mondiale.
Un grande trionfo, il quale riesce a far sì che in patria l’autore venga unanimemente celebrato quale modello dell’autentico stile musicale sovietico.
Se è vero peraltro che la struttura della V si mantiene entro i canoni classici della forma sinfonica tradizionale, questa partitura si rivela fin dalle prime battute d’una modernità inquietante per quanto concerne la scrittura: intensa e drammatica nell’alternanza del registro espressivo ora estremamente squillante/acuto, ora cupamente mesto/grave.
Il primo ampio movimento (il più vasto dei quattro), dopo un inizio nel segno d’un titanismo panico, forte di un crescendo vigoroso, si muta verso la fine del brano in narrazione struggente/dolente.
Segue un Allegretto breve: sorta di scherzo tra il parodico e il grottesco, dai toni mahleriani. Quindi un ampio Largo, tutto giocato sugli archi, estremamente melodico e liricheggiante, il cui respiro profondo sin dalle prime note maschera un sottile senso di angoscia repressa. Segue il costruttivismo imponente di un finale non privo di retorica, dove gli slanci tragici dei movimenti precedenti trasmutano sciogliendosi – a detta dello stesso Shostakovich  “nell’ottimismo e nella gioia di vivere”.


Dmitrij Dmitrievič Šostakovič - San Pietroburgo 1906 – Mosca 1975

Sinfonia n.9
Di tutt’altro genere la IX Sinfonia, che sarebbe dovuta essere monumentale e trattare (sempre nell’intenzione dell’autore) “della grandezza del popolo russo, della nostra Armata Rossa che ha liberato la patria dal nemico”. Ma i propositi encomiastici di Shostakovich per nostra fortuna non vengono mai tradotti sullo spartito, che al contrario rivela una Sinfonia niente affatto celebrativa e mastodontica (per durata la IX è la più breve delle 15), sebbene dal tono assai lieve, ironico e giocoso.

La Royal Liverpool Philarmonic Orchestra, diretta da Vasily Petrenko, in questa nuova registrazione sembra attenta a sottolineare ogni sfumatura di due lavori insieme così dissimili, ma segnati dal medesimo pathos.
La caratteristica principale dell’esecuzione mi pare essere un grande nitore strumentale, valorizzato dall’intento di rendere in modo assai equilibrato le due partiture, che ci mostrano uno Shostakovich particolarmente pacato e meditativo (soprattutto nella V Sinfonia).

Pur non scordando mai di mettere in risalto la drammaticità anche estrema e stridente di certi passaggi, Petrenko sceglie un taglio austero ed alla veemenza preferisce senz’altro la misura.
Così non nuoce l’estrema lentezza del primo e del terzo movimento della V, a sottolinearne i momenti più espressivi.
Della IX, l’interpretazione pare attenta a rimarcare la felicità di una composizione dal respiro sarcastico e disincantato, cui si contrappone a effetto di voluto straniamento il carattere neo classico che permea peraltro un po’ tutta quest’opera.



Vasily Petrenko dirige la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra


brani


Symphony No. 5 in Re minore, Op. 47

1.           I. Moderato - 00:18:01
2.           II. Allegretto - 00:05:12
3.           III. Largo - 00:15:34
4.           IV. Allegro non troppo - 00:12:50


Symphony No. 9 in Mi bemolle maggiore, Op. 70

5.           I. Allegro - 00:05:25
6.           II. Moderato - 00:08:47
7.           III. Presto - 00:02:39
8.           IV. Largo - 00:03:33
9.           V. Allegretto - 00:06:06




17 dicembre 2009 Di Francesco Roat

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