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Recensioni


    • Follia di


      Inghilterra, 1959. Location: un manicomio criminale vittoriano. Max Raphael, psichiatra e nuovo vicedirettore dell'ospedale, e sua moglie Stella sono venuti a vivere in una residenza vicino all'istituto psichiatrico. Max è così concentrato sul proprio lavoro, dimentico del sesso coniugale, da sembrare diventato un ematologo della realtà e portando lei a un parossismo di disperazione. In queste circostanze Stella Raphael conosce Edgar Stark, un artista detenuto per un efferato uxoricidio. Dal momento che Edgar Stark è detenuto nella struttura in condizione di semilibertà, lavora nell'orto dei Raphael. Lì scocca la scintilla con Stella, e la loro relazione clandestina si consuma nel capanno del campo di cricket. Quello al centro del romanzo Follia (1996) di Patrick McGrath, a detta del nostro principale narratore Peter, è il caso clinico più perturbante della sua carriera. La lenta discesa nella depressione della moglie, e l'accettazione passiva del marito, sono le due facce di una famiglia "bene" che crolla sotto il peso delle sue stesse menzogne. Il tradimento di Stella deflagra in una relazione morbosa e ossessiva con Edgar. Il loro è un amore passionale e oscuro degno dei migliori romanzi gotici. Eppure Follia è più un romanzo psicologico più che vittoriano, aggraziato da una scrittura fluida e magnetica: l'autore non entra mai nei dettagli della disciplina e non si perde nei tecnicismi, ma ci lascia accuratamente vedere i delicati meccanismi di transfert fra paziente e medico, i processi di rimozione e identificazione, tutte le sfaccettature di un amore malato nell'Inghilterra della seconda metà del XX secolo... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/follia-di-patrick-mcgrath/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 14 maggio 2022

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    • Tutti i romanzi e i racconti. Ediz. integrale di


      La raccolta Tutti i romanzi e i racconti di Howard Phillips Lovecraft ed edita da Newton Compton è divisa in quattro sezioni e così noi le svisceriamo per voi, una dopo l’altra, settimana dopo settimana. Cominciamo da: “Tutte le storie dell’orrore puro”. Immancabile l’introduzione al volume di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco sulla vita (poco entusiasmante) dell’autore e sulla sua eredità letteraria (così viva ancora oggi per merito del neo-paganesimo da lui messo su carta). Lo scrittore di Providence si era ispirato ad Arthur Machen, il quale aveva reso “invisibile” l’orrore, ma anche a Il re in giallo di Chambers,relativamente alla creazione del suo personale “libro maledetto” (il Necronomicon). Non a torto si considera l’opera di Lovecraft una rivoluzione copernicana per la letteratura orrorifica: scacciato il male incorporeo (i fantasmi) e le sue incarnazioni metafisiche (come i vampiri), grazie forse anche ai suoi interessi verso la chimica, Lovecraft individuò l’orrore in delle forze cosmiche e aliene. Se Van Helsing deve comprendere Dracula per ucciderlo, Lovecraft ci dice che comprendere il male (ovvero il suo pantheon di divinità venute dall’abisso) significa perdere il senno. Perché la realtà è follia. Figlio di un pazzo, segnato da un rapporto morboso con la madre, Howard Phillips Lovecraft sposò e divorziò da una vedova russa, soffrì di esaurimento nervoso, trasse la sua maggiore attività dalle traduzioni pur se i suoi racconti venivano pubblicati sul leggendario magazine pulp Weird Tales. L’interessante biografia riportata all’inizio di Tutti i romanzi e i racconti ci introduce alla vita del solitario di Providence, sottolineandone la sua evoluzione lungo uno dei contesti più floridi per la letteratura di genere. Mentre Lovecraft cresceva, infatti, nascevano parimenti: Conan il barbaro, Fu Manchu, John Carter da Marte, Tarzan delle scimmie, Buck Rogers, Il Signore degli Anelli, Il meraviglioso mondo di Oz, ecc. Molti sono i racconti che Lovecraft ha ricevuto dai suoi corrispondenti e sui quali operava corpose modifiche, finanche riscritture, talmente radicali da stravolgere la fonte originale: la cosa scontentava i corrispondenti, ma questo ha fatto sì che la paternità di tali racconti fosse attribuita a Lovecraft e non ad altri. Scopriamoli (quasi) per ordine. La tomba è uno dei due racconti sopravvissuti agli anni giovanili (Lovecraft distrusse tutti gli altri) nel quale emergono vividamente tute le sue passioni (cita Plutarco, e sappiamo bene della sua inclinazione verso il classicismo) e ossessioni (si sforzava di vedere diadi emergere dalla fonte vicino casa)... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/tutto-lovecraft-1-4/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 16 maggio 2020

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    • La notte alle mie spalle di Simi Giampaolo


      Ingredienti: un marito-padre impegnato con la famiglia e il lavoro, un mostro suo alter-ego ossessionato da una adolescente, una doppia vita (e narrazione) tra normalità e follia, amore e violenza, giustizia e vendetta, un dramma familiare in cui vittime e carnefici hanno confini molto sfumati. Consigliato: a chi combatte nel presente contro i fantasmi del proprio passato, a chi dentro la famiglia trova sia sicurezza che devastazione.



      Scritto da angebet, lunedì 10 giugno 2019

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    • Shantaram di Roberts Gregory David


      Ingredienti: un evaso-latitante australiano alla ricerca di una nuova vita in India, le tante facce della città-formicaio Mumbai (slum, mafia, Bollywood), un mondo di contrasti (povertà-ricchezza, utopie-crimini, generosità-crudeltà) vissuti sulla propria pelle, una trama così fitta da trovarci dentro tanto di sé e di ogni uomo. Consigliato: a chi sente forte il richiamo di libertà, amore e follia, a chi sa fare la cosa sbagliata per un motivo giusto.



      Scritto da angebet, lunedì 27 maggio 2019

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    • Disturbo della quiete pubblica di Yates Richard


      Ingredienti: un pubblicitario newyorkese nell’era kennediana, un equilibrio precario fatto di sedute psicanalitiche, relazioni extraconiugali e riunioni di alcolisti anonimi, il tentativo di sfondare nel cinema per “dare ordine al caos”, un fallimento definitivo (lavorativo, amoroso, familiare) che porta al disordine più stabile. Consigliato: a chi frequenta le frontiere della follia e della miglior letteratura americana, a chi conosce il sottile confine tra felicità e disperazione, successo e fallimento.



      Scritto da angebet, giovedì 10 agosto 2017

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    • Follia di


      Splendida ricostruzione della storia di una donna che viene trascinata nella pazzia dalla forza di un amore malato e pericoloso. Nessuno è completamente sano in questa storia, compreso il dottore e amico di Stella, che la prende in cura dopo un terribile evento che ci viene mostrato verso la fine del libro. Nessuno ne esce indenne. Peccato per alcune parti allungate troppo, ma mi è piaciuto tantissimo il modo in cui questo folle amore viene mostrato con la freddezza del clinico occhio esterno. Non c'è morale, non ci sono buoni, non c'è pietà. Quella di Stella è la storia di una donna che abbandona letteralmente chiunque e qualunque cosa per il suo amore. Famiglia, buonsenso e pazienza vengono sacrificati sull'altare dei bassi istinti. Che moralisti e benpensanti si tengano lontano da questa lettura.



      Scritto da LelaCosini, lunedì 29 maggio 2017

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    • L' L' uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Sacks Oliver


      Ingredienti: un neurologo celebre ed appassionato del suo lavoro, vari pazienti colpiti da traumi o disturbi mentali, interessanti e sorprendenti casi clinici, i tentativi da pionieri per riavvicinare ogni malato alla “normalità” o autonomia. Consigliato: a chi vuol esplorare i sottili confini tra genio, salute e follia, a chi vuol camminare con la mente tra letteratura e medicina.



      Scritto da angebet, giovedì 15 ottobre 2015

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    • Fuoco pallido di Nabokov Vladimir


      Ingredienti: un poema di un insegnante commentato da un collega, un racconto parallelo nascosto nei commenti ai versi, due storie che si intrecciano per terminare insieme, uno stile narrativo tanto complesso quanto affascinante ed ipnotico. Consigliato: a chi vuol trovare un punto di incontro tra prosa, poesia e follia, a chi vuol perdersi in un gioco di specchi e riflessi tra vita e arte.



      Scritto da angebet, lunedì 20 aprile 2015

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    • L' L' urlo e il furore di Faulkner William


      Ingredienti: una famiglia americana sul viale del tramonto, due stili narrativi in successione (flusso di coscienza e cronaca), tre generazioni colpite da peccato, malattia o follia, quattro capitoli di un’unica vicenda vista con gli occhi di un protagonista diverso. Consigliato: a chi ama i romanzi labirintici e complessi, ben costruiti ma non lineari, a chi apprezza libri da capire solo ad una seconda lettura o partendo dalla fine.



      Scritto da angebet, lunedì 5 gennaio 2015

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    • Il Il mugnaio urlante di Paasilinna Arto


      Ingredienti: un mugnaio lappone col vizio di ululare, un paesino di perbenisti che lo condanna al manicomio, la fuga nei boschi per mantenere la libertà, la vendetta della natura sugli uomini carnefici. Consigliato: a chi teme gli effetti di un mondo sempre più umanizzato e sempre meno naturale, a chi considera ogni diversità come una malattia, follia o pericolo.



      Scritto da angebet, martedì 23 dicembre 2014

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