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Recensioni


    • Addio alle armi di Hemingway Ernest


      Gran romanzo di amore e guerra, Hemingway è un fuoriclasse della narrazione e la classe non è acqua. Reso il doveroso omaggio alla scrittura, qualche riserva ce l'avrei sullo svolgimento. Va bene la caduta degli ideali nell'inutile strage della Grande Guerra, va bene l'antieroe, va bene il Novecento che incombe con tutte le sue disillusioni: ma siamo sicuri che scappare in Svizzera con una ragazza e i soldi di papà sia un'alternativa? All'epoca si trattava di un'opera rivoluzionaria, ma oggi, dopo averne visti tanti di questi personaggi che tagliano la corda e si buttano via, dal Fu Mattia Pascal allo Straniero di Camus al giovane Holden ai soldati di Mediterraneo, cominciamo a sentirli un po' datati. Meglio, molto meglio 'Ndria Cambria di Horcynus Orca, i soldati di Un Anno sull'altipiano o quelli de Il cavallo rosso, gente che certo sperimenta l'assurdità della guerra e delle ideologie del Novecento ma qualche idea su cosa fare nella vita ce l'avevano, magari senza raggiungerlo ma, come scriveva Kafka "se la salvezza dovesse venire, voglio esserne degno in ogni momento"



      Scritto da marco63, mercoledì 4 giugno 2014

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