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Recensioni


    • Addio a Berlino di Isherwood Christopher


      Isherwood registra la realtà che lo circonda con lo stesso atteggiamento impassibile di una macchina fotografica, cogliendone le grandi trasformazioni e i minimi dettagli. Con sorprendente esattezza il clima della Berlino prenazista, con una Repubblica di Weimar ormai avviata al tramonto, ci è riconsegnato da una voce che a distanza di ottant’anni non ha perso la sua energica incisività e che non sarebbe assurdo considerare a tratti drammaticamente attuale. Lo scrittore regala l’istantanea di un mondo sull’orlo di un precipizio, che tristemente presagisce l’orrore sottostante: sono gli ultimi respiri di una società tedesca che di lì a poco sarebbe stata spazzata via dal vento del totalitarismo e della Seconda guerra mondiale. Berlino sembra una di quelle vecchie signore che si ostinano a voler sembrare ancora giovani e belle ma che hanno il volto della decadenza. E tutta l’umanità disperata che vi si muove ha il fascino del decadente. È il languore crepuscolare di un “Impero alla fine della decadenza”, come avrebbe detto Verlaine. Sebbene sotto la scrittura di Isherwood si avverta una profetica capacità di analisi storica, quello che più gli interessa è il ritratto dell’umanità coinvolta. E così i personaggi si staccano potentemente da una pura contestualizzazione storico-sociale e diventano correlativo oggettivo di tutti i crolli della Storia. Tra cabaret, pensioni malridotte, invivibili case popolari, manifestazioni di piazza, infernali riformatori, botteghe abbandonate e caffè frequentati da intellettuali, il romanzo prende il ritmo dell’esistenza. È si “la prova generale di un disastro” (sono parole dello stesso autore), ma essa prende le note di un’ultima poetica danza. È un sommesso, commovente commiato da una città che lui sa non sarà più la stessa e che – sebbene assediata dalla morte - non ha perso ancora il suo incanto.



      Scritto da ClaConsoli, lunedì 22 luglio 2013

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    • Addio a Berlino di Isherwood Christopher


      "Addio a Berlino" è un testo dal fascino intramontabile, che è un piacere rileggere oggi, ripubblicato da Adelphi. Ambientato nella Repubblica di Weimar tra 1930 e 1933, è il racconto di un mondo che nel giro di pochi anni sarebbe stato spazzato via dal secondo conflitto mondiale. La Berlino dell'ascesa del nazismo è la protagonista del racconto di Isherwood, arrivato in città nell'autunno del 1930 per insegnare inglese. Egli si aggira per le strade della città e ce ne restituisce l'atmosfera, fornendoci quasi distrattamente il resoconto di una catastrofe annunciata. Quello che interessa l'autore è soprattutto l'umanità che si muove in questo contesto storico (verso il quale, peraltro, Isherwood nutre un profondo scetticismo), ripresa nella sua quotidianità. Un libro davvero da riscoprire!



      Scritto da sandra, lunedì 13 maggio 2013

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