Ricerca avanzata
Riassunto

I viaggi di Gulliver - Riassunto

Jonathan Swift

"Un piccolo uomo con grandi sogni", comincia così il trailer cinematografico di I fantastici viaggi di Gulliver, il film-commedia ispirato alla prima parte del romanzo I viaggi di Gulliver scritto nel 1726 da Jonathan Swift.


I viaggi di Gulliver
(Gulliver's Travels Into Several Remote Regions of the World) è un romanzo che coniuga fantasia e satira, scritto da Swift sotto lo pseudonimo di "Dr. Lemuel Gulliver".
Nel libro l'autore fa il resoconto di alcuni viaggi presso strani popoli ed è suddiviso in quattro parti corrispondenti ad altrettanti viaggi.
Lemuel Gulliver: inglese, di professione dottore, sì da essere stato anche medico di bordo, e poi capitano di navi mercantili, si trova, a motivo di diversi naufragi, a scoprire terre finora inesplorate e popolazioni così diverse da noi da rendere i suoi viaggi qualcosa di veramente eccezionale.
Ci introdurrà, con l'acutezza che gli deriva dalla sua cultura e dalla naturale disposizione a studiare gli usi e costumi della gente che incontra in giro per il mondo, alla scoperta di individui giganteschi o piccolissimi, o di altri ancora che sono dominati da animali sapienti, in un viaggio che è una stupenda metafora del mondo.


I testi sono parzialmente tratti dall'Introduzione all'edizione integrale de I viaggi di Gulliver - Newton Compton 2010 - di Fabio Giovannini, e dalla scheda introduttiva all'audiolibro edito da Il Narratore nel 2008

PRIMA PARTE - VIAGGIO A LILLIPUT


La prima parte è anche la più conosciuta del romanzo. Gulliver, dopo essere partito da Bristol il 4 maggio 1699 sulla nave Antilope verso i Mari del Sud, si ritrova naufrago e solo e, raggiunta una spiaggia dove stanco si addormenta, si risveglia prigioniero di una razza di uomini alti 15 centimetri, abitanti le isole di Lilliput e Blefuscu divise sino al fratricidio da un'annosa e irresolubile controversia sul modo più corretto di rompere le uova.

Capitolo I
L'autore fornisce alcune informazioni su di sé e sulla sua famiglia. Parte per il suo viaggio in nave, fa naufragio e nuota per salvarsi la vita, sino alle coste del paese di Lilliput, dove si addormenta stremato e si sveglia legato e prigioniero dei piccoli abitanti del luogo.
"Allora, volgendo gli occhi in giù più che potevo, scorsi una creatura umana, alta nemmeno sei pollici [circa 15 cm], con in mano un arco e una freccia, e una faretra sulle spalle. Nello stesso tempo sentii che almeno una quarantina della stessa specie seguivano il primo". Questo è il primo incontro che Gulliver ha con gli abitanti dell'isola di Lilliput, traguardo del suo primo naufragio; gente in grado di giocare a nascondino tra i suoi capelli, con le nostre stesse sembianze ma con usi differenti: per esempio seppeliscono i morti a testa in giù "perché son convinti che fra undicimila lune tutti dovranno nuovamente risorgere e che, in quel periodo, la terra (che immaginano piatta) si rovescerà sotto-sopra: così, alla risurrezione, si troveranno dritti in piedi".


Capitolo II
L'Imperatore di Lilliput (descritto ampiamente negli atteggiamenti e negli abiti "supera di quasi quanto è lunga una mia mia unghia ogni altro personaggio della sua Corte, cosa che basta da sola a empir di riverenza chi lo vede. I tratti del suo volto sono virili ed energici [...] era ormai sui ventott'anni e nove mesi"), accompagnato dalla nobiltà locale, si reca a vedere l'autore. Si decide di affiancare a questo ingombrante ospite degli insegnanti per fargli apprendere la lingua. L'atteggiamento collaborativo di Gulliver gli fa guadagnare favori e disponibilità. Viene perquisito e gli vengono sotratte spada e pistole.
"Mi guardai in giro, e devo confessare di non aver mai contemplato una più gradevole scena. Il paese, tutt'intorno, mi parve un susseguirsi di giardini, e i campi cintati mi sembravano aiuole fiorite. Scorsi alla mia sinistra la città, simile a uno scenario di teatro".


Capitolo III
L'autore diverte l'imperatore e il suo seguito mettendosi nell'atteggiamento del Colosso di Rodi e facendo marciare le truppe sotto di sé. Vengono descritti i passatempi della corte di Lilliput. All'autore viene accordata la libertà a seguito di determinate condizioni.


Capitolo IV
Dscrizione della città di Mildendo, la capitale di Lilliput. Descrizione del palazzo dell'Imperatore. Conversazione tra l'autore e il primo segretario riguardo abitudini e gestione dell'impero. Gulliver si offre di aiutare l'Imperatore nella sua guerra.
"Scavalcai la Grande Porta occidentale e, camminando di lato, con gran precauzione, percorsi le due strade principali, indossando il solo panciotto per paura di danneggiare i tetti e le grondaie con le falde della giacca".




Capitolo V
Gulliver, con uno straordinario stratagemma (tirandosi appresso le navi nemiche agganciate a funi), scongiura l'invasione dell'impero. Viene insignito di un alto titolo onorifico. Arrivano gli ambasciatori dall'impero di Blefuscu per trattare la pace e grazie all'intercessione di Gulliver, nasce una buon rapporto con l'altro Imperatore, mentre si deteriora quello con l'Imperatore di Lilliput.
Blefuscu è un'isola posta a nord-est di Lilliput, e tra le due popolazioni non corre buon sangue da vecchia data. Gulliver avrà modo di dire la sua in questa contesa.
Al termine del capitolo l'episodio dell'incendio della reggia, in particolare degli appartamenti di Sua Maestà l'Imperatrice, spento da Gulliver "versando abbondantemente le mie acque".


Capitolo VI
Notizie sugli abitanti di Lilliput: insegnamenti, leggi, usi e costumi, l'educazione dei figli. Ma anche curiosità sui modi di vita di Gulliver in questo paese. La sua difesa di una grande dama.
"Tutta particolare è la loro scrittura, perché non vanno da sinistra a destra, come gli Europei, né da destra a sinistra come gli Arabi; e nemmeno da sopra a sotto come i Cinesi, né da sotto a sopra come i Cascagiani; ma obliquamente, da un angolo del foglio al'altro, come le signore in Inghilterra."


Capitolo VII
Gulliver, venuto a conoscenza di un complotto per accusarlo di alto tradimento (viene in possesso anche di una copia dei capi d'accusa che sono ampiamente esposti), si rifugia nel paese di Blefuscu, attraversando il canale largo circa un chilometro e mezzo, raggiunto un po' a piedi e un po' a nuoto. La cronaca del suo arrivo e dell'accoglienza trovata lì è molto sintetica.


Capitolo VIII
L'autore, dopo aver ritrovato fortuitamente una scialuppa, si organizza bene per il viaggio e lascia Blefuscu e, dopo molte difficoltà, torna sano e salvo alla sua casa.
"Rimasi solo due mesi con mia moglie e con la mia famiglia, perché l'insaziabile desiderio di veder nuove regioni non mi consentiva di indugiar più a lungo".


SECONDA PARTE - VIAGGIO A BROBDINGNAG


Nella secona parte un altro viaggio lo porta a Brobdingnag dove la scala di grandezza della popolazione è esattamente l'inverso che a Lilliput: gli uomini sono alti circa 22 metri.
Se nella prima parte il problema era la convivenza con esseri piccini, l'alimentazione e l'abbigliamento, oltre la gestione della propria fisicità, nelle terre dei giganti il problema diventa la sopravvivenza.
Gli abitanti sono dei veri giganti, come ce li sogniamo sulla nostra terra. In mezzo a loro Gulliver, che a Lilliput era "l'Uomo Montagna", diventa a sua volta un lillipuziano, e per non essere schiacciato dagli immensi piedi di quegli esseri è costretto a farsi trasportare in una scatola gestita da Glumdalclic, "la mia balietta", questo il significato del termine che Gulliver affibbia alla sua padroncina, la figlia del fattore che l'ha trovato, una bimbetta di 9 anni. "Devo soprattutto a lei se non lasciai la pelle in quel paese: mai ci separammo per tutto il tempo che vi rimasi".
Comunque, a parte le difficoltà che gli derivano dalle dimensioni del suo corpo, l'ex dottore potrà godere di un piacevole soggiorno, circondato dall'attenzione della Corte Reale, e dalla considerazione dei dotti del paese, curiosi di sapere da lui in che modo si vive nella terra da cui proviene.
A tormentarlo con dispetti e soprusi sarà soprattutto il nano della Corte: "Avendo la più bassa statura che si fosse mai vista in quel paese, si ringalluzzì in tal modo al vedere un essere tanto più piccolo di lui, che prese a darsi certe arie altezzose da gradasso".
Dopo più di due anni di permanenza in questo luogo, Gulliver fortuitamente rapito mentre riposa in riva al mare e sollevato dentro la sua scatola da un uccello, viene scaraventato in acqua e recuperato da una nave inglese e può far ritorno a casa.




TERZA PARTE - LAPUTA, BALNIBARBI, GLUBBDUBDRIB, LUGGNAGG E IL GIAPPONE


L'inquietudine spinge Gulliver a partire ancora e finisce nell'isola di Laputa, una terra volante che fluttua nell'aria.
"L'Isola Volante o Fluttuante (è questa la traduzione nella nostra lingua del nome Laputa) è perfettamente circolare, il suo diametro è di circa quattro miglia e mezzo...", e poi Swift si dedica alla descrizione accurata di questa isola, dove, per fare un esempio, il sovrano è in grado di far piovere o no, a suo piacimento.
"Appena arrivato, mi vidi circondato da una gran folla... mi osservavano con tutti i segni di una profonda meraviglia, e io, a dire il vero, non ero da meno: perché mai fin allora avevo visto una razza di mortali così strana nell'aspetto, negli abiti e nei modi".
Di peripezia in peripezia Gulliver ha occasione di conoscere gli abitanti dell'isola di Laputa, gente superintellettuale, al punto di aver bisogno di un apposito domestico, lo scacciapensieri, che riporti la loro attenzione alla vita di tutti i giorni, presi come sono da profonde elucubrazioni. E infatti, tra di loro il nostro autore, che pure non è l'ultimo degli schiocchi, gode da questo punto di vista di scarsissima considerazione.
Anche qui ha ha che fare con un re, anche se molto differente dai precedenti: "Sua Maestà non s'avvide minimamente di noi... era allora tutto sprofondato in un problema, e dovemmo attendere almeno un'ora prima che riuscisse a risolverlo".
Anche qui deve imparare la lingua, ma particolarmente interessante è la sua visita all'Accademia di Laputa, dove gli accademici sono sprofondati nelle proprie ricerche, tutte molto singolari. L'Accademia di Lagado ha addirittura il progetto di abolire del tutto le parole.
Non essendo prigioniero Gulliver può continuare il suo viaggio, arrivando a Glubbdubdrib: "Ne è governatore il capo di una certa tribù composta tutta di maghi [...] si sposano tutti fra loro, e il più anziano ne è, di successione in successione, principe o governatore".
Visita anche l'isola di Luggnagg, della quale però offre scarse notizie, se non che gestisce commerci col Giappone e dunque potrebbe trovarsi in Estremo Oriente. "I Luggnagghiani sono un popolo cortese e generoso e, sebbene non siano esenti da una sfumatura di orgoglio proprio degli Orientali, si mostrano tuttavia pieni di urbanità con gli stranieri, specialmente se questi sono ben visti a Corte".
Al termine Gulliver fa vela per il Giappone, da lì torna ad Amsterdam con un vascello olandese, e dall'Olanda rientra a casa in Inghilterra.




QUARTA PARTE - GLI HUYHNHNM

L'ultimo viaggio porta Gulliver nel mondo degli Huyhnhnms (probabilmente dalle parti dell'Oceano Indiano), i cavalli razionali e parlanti, esseri saggi che non conoscono il significato di parole come 'vero' e 'falso', non conoscono il concetto di guerra e di violenza.
"Si allontanano di qualche passo come se parlassero fra di loro, e camminano a fianco, in su e in giù, come persone che deliberino su qualche affare importante, ma volgendo spesso gli occhi verso di me, come per badar che non scappassi. Io ero sbalordito...".
Huyhnhnm, nella loro lingua vuol dire 'perfezione di natura', e infatti questi cavalli sono dotati di innumerevoli virtù, e non conoscono cosa possa essere il male.
Sbarcato in questo paese Gulliver viene preso in consegna da uno dei cavalli spaienti e così ne parla: "La curiosità del mio padrone era così viva e impaziente, che egli dedicava molte delle sue ore libere a istruirmi. Era persuaso che io fossi uno Yahu, ma lo stupivano la mia capacità di imparare...".
Unico difetto delle loro terre, infatti, è la presenza di esseri brutali che camminano su due gambe invece che su quattro: gli Yahoos (o Yahu), del tutto simili agli esseri umani per cui Gulliver nutre una repulsione profonda. Una volta tornato a casa, seppur felice di reincontrare sua moglie e i suoi figli, non riesce a sopportare l'odore della razza umana e va a vivere per sempre nella stalla dei cavalli.


L'autore



I libri più grandi, più lunghi, più costosi
I libri più piccoli: economici, poche pagine, mini formato
I fantastici viaggi di Gulliver, film con Jack Black



03 febbraio 2011 Di G.M.

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti