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Riassunto

Robin Hood - Riassunto

Alexandre Dumas


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I personaggi del romanzo  

Protagonisti  

ROBIN HOOD. Personaggio semi-leggendario probabilmente vissuto nell'undicesimo secolo e successivamente protagonista d'un ciclo di bal­late popolari. Dumas così sintetizza il personaggio: è «un nobile pro­scritto, protettore dei poveri, sostegno degli infelici, vendicatore degli oppressi». E poco prima gli fa proclamare: «Io sono uno di quelli che gli uomini chiamano proscritti, banditi, briganti, e sia! Ma se porto via denaro al ricco, non tolgo mai nulla al povero. Odio la violenza, cerco di non versare sangue, amo la patria mia: solo la gente normanna mi è odiosa perché è gente tiranna».  

LADY MARIAN CLARE. Era una fanciulla birichina e vanesia, ma ac­canto a Robin il suo carattere si modifica profondamente ed ella diventa la compagna ideale del suo eroe, soave e intrepida, devota e altruista.   JOHN NAYLOR detto LITTLE JOHN. È l'amico fraterno, il compagno in­divisibile di Robin Hood, a cui è legato anche da vincoli di parentela. Ha undici anni più di Robin: quindi è sui quaranta all'inizio del roman­zo e verso i settanta al suo termine. «Un uomo straordinariamente buo­no: capace di fronteggiare un esercito da solo, ma anche di commuover­si al racconto d'una favoletta da bambini.»  

BARONE DI FITZ-ALWYN. È anche lo sceriffo di Nottingham e il padre di Lady Christabel. Spicca tra tutti i nemici di Robin Hood per proter­via, tenacia, perfidia. Come padre è altrettanto spieiato: non esita nep­pure a vendere la propria figlia. È «grinzoso e pieno di tic come una vec­chia scimmia».  

RE RICCARDO CUOR Di LEONE. Il più simpatico, il più democratico, il più leale dei re.  

Gli allegri compagni della foresta di Sherwood  

WILLIAM DI GAMWELL detto WILL IL ROSSO, e anche IL DOLCE WILL. «I suoi lunghi capelli fulvi cadevano in mille morbide onde attorno al suo viso...» Così Dumas descrive il più romantico tra gli amici di Robin Hood. Ma non inganni la gentilezza del suo aspetto. All'Decorrenza il dolce Will sa menare botte da orbi e far gridare «basta» anche al formi­dabile Robin Hood.  

MICHAEL COCKLE detto MUCH. È il figlio di John Cockle, grosso mu­gnaio di Mansfield. «Un giovane robusto dalle spalle quadrate e dall'aria estremamente bellicosa.»  

FRATE TUCK. Beone, spaccone, sempre allegro. Ha amato senza for­tuna Maud, la compagna di Will il Rosso. «Pesava almeno cento chili e la sua facciona sembrava la luna piena.»  

ARTHUR detto IL CALMO. Un ragazzone con la forza d'un gigante. Ave­va perpetuamente «un'espressione di fanciullesco candore». Questo pa­cioccone dal viso paffuto è un ex-conciatore di pelli che un bel giorno si stancò d'essere perseguitato dal padrone.   

GASPARD detto LO STAGNINO. Questo baldo giovanotto si mise in te­sta un giorno di catturare Robin Hood. Aveva «muscoli d'acciaio, co­raggio da vendere e molta pazienza...».  

GEORGE. È il più giovane della banda e quindi gli vengono affidati compiti di staffetta, spia, vedetta e portaordini. Un ragazzetto smilzo e sveglio sui tredici anni.  

EGBERT, RUPERT, GREGORY, STEVE, HERBERT, HAROLD: sono i Sei fratelli di Will il Rosso. E da principio sono imbranati come reclute, ma poi...  

EDELBERT, ADALBERT, EDROIN. Valorosi gregari, che hanno appreso dal loro capo, Robin Hood, tutte quelle nozioni cavalieresche che fanno degli allegri compagni un manipolo di invincibili eroi.  

Le donne degli allegri compagni  

MAUD LINDSAY. È la compagna di William, la più bella tra tutte. Il suo matrimonio viene sempre ri­mandato all'ultimo momento, ma Maud è una ragazza che sa aspetta­re. E stato il primo amore di Robin Hood.   

WINNY e BARBARA. Sono le so­relle di Will il Rosso. Più dolce e ri­servata la prima, fidanzata con Little John, più vivace e scanzonata la seconda che troverà in Much la sua anima gemella.  

LUCY. «Una ragazza affascinante, dal viso roseo e dai maliziosi occhi neri. Aveva sempre sulla labbra un sorriso dolcissimo.»  

MINNY MEADOR, ANNE MAYDOW, MABEL HAROWFELD. EDITH HAROWFELD. Tutte graziose e con una gran voglia di trovare presto ma­rito.  

Gli amici degli allegri compagni  

HALBERT LINDSAY, fratello di latte di Maud. Leale e coraggioso al­leato nella città di Nottingham.  

GRACE MAY, sua moglie. Donna di straordinaria bellezza amica dei proscritti.  
SIR GUY e LADY MARY DI GAMWELL. Sono gli intrepidi genitori d'u­na coraggiosa brigata e gli zii di Robin Hood.  

ALLAN CLARE, fratello di Marian e aspirante alla mano di Lady Christabel.  

LADY CHRISTABEL, figlia del barone Fitz-Alwyn, una bellezza inde­cisa tra l'amore e la ricchezza.  

SIR RICHARD GOWER DELPLAN. Un nobile sassone, dignitoso e sfor­tunato.   HERBERT GOWER, suo figlio. Giovane cavaliere valoroso.  

LYLA, amica d'infanzia e fidanzata di Herbert Gower.  

LADY GOWER DEL PLAN. Questa dama austera si trasforma al mo­mento opportuno nell'energico difensore della propria famiglia.  

I nemici degli allegri compagni   

SIR TRISTRAM Di GOLDSBOROUGH. «Un vecchietto tutt'agghindato, che indossava un abito con ricami in filo d'oro zecchino. Se vera ric­chezza potesse accompagnarsi a un aspetto ripugnante, qualcuno pote­va anche dire che egli era immensamente ricco.» Questa «mummia rin­secchita» aspira alla mano di Lady Christabel.  

PETER detto IL NERO. Abietto sicario del barone Fitz-Alwyn.  

SIR GUY DI GISBORNE. Rappresenta la malvagità allo stato puro. Ro-bin Hood non gli ha recato alcun torto, eppure egli desidera troncar­gli il capo per dimostrare d'essere il più abile spadaccino dell'Inghil­terra.  

SIR MICHAEL DI GISBORNE, suo fratello. Un vigliacco, incapace di af­frontare i nemici.  

WILLIAM GRAY, fratello del favorito di re Giovanni Senza Terra. Un comandante senza cervello.  

IL CAVALIERE NORMANNO. Questo romantico «tenebroso» ha il torto di invaghirsi di Lyla e di rapirla.  

Il Clero  

LA SUPERIORA. Già amante di Sir Guy di Gisborne, questo enigmati­co personaggio domina tutto l'ultimo capitolo del romanzo e ricorda, pur nella breve apparizione, più d'un tratto della Monaca di Monza del Manzoni.  

L'ABATE Di SANTA MARIA. È l'avidità fatta persona.  

L'ECONOMO Di SANTA MARIA. La sua albagia verrà punita.  

IL PRIORE Di SANTA MARIA. Sacerdote retto ed equilibrato.  

IL CUSTODE di SANTA MARIA. Fedele amico di Robin Hood.  

IL NOVIZIO Di santa MARIA. Padre di Lyla, prenderà in seguito i voti e non sentiremo più parlare di lui.  

IL FRATE CONFESSORE. Un nobile vecchio reduce di Terra Santa, ani­mato da sincera pietà cristiana.  

IL VESCOVO Di HEREFORD. Ottuso conservatore, insensibile e vendi­cativo.  

IL MONACO GRASSO e IL MONACO MAGRO. Figurette comiche che an­ticipano Stan Laurei e Oliver Hardy.  

L'ABATE DI RAMSAY, barone di Broughton. Rappresenta degnamente una parte di clero arraffatrice di potere e di privilegi, esperta di compro­messi e diplomazia.  

L'ARCIVESCOVO DI CANTERBURY. Un temporeggiatore, amante del­l’ordine.

La povera gente  

LA VECCHIA CONTADINA. Una donna dalla lingua lunga che seppe ta­cere al momento opportuno.

LA VEDOVA. Rappresenta la generosità e la malinconia dei diseredati.

I PESCATORI. Simpatici e generosi, gente di buon senso e di buon ca­rattere.

LA SPIA DEL BARONE. Svolge la sua funzione con molto zelo.

IL VECCHIO PELLEGRINO. Non era molto pulito, ma era di nobili sen­timenti.

LO SCERIFFO. Questo protervo affarista (tra l'altro è anche locandie­re) verrà giustamente punito. Bisogna avvertire il lettore che Dumas fa un po' di confusione tra i due sceriffi di Nottingham: anche il barone di Fitz-Alwyn ricopre tale carica. 1 frequenti racconti interpolati nella narrazione lasciano suppor­re che la carica sia appartenuta in un primo tempo al locandiere e sia stata successivamente affidata al protervo nobile inglese.  

IL CIECO e LO ZOPPO. Due mendicanti che la sanno troppo lunga.  

I luoghi del romanzo  

SHERWOOD. Nella «foresta smeraldina» il leggendario eroe popola­re inglese conduce una dura guerra contro le autorità. La foresta è di volta in volta rifugio per i proscritti o trappola per i loro nemici. Il luo­go più famoso del bosco è l'albero del Convegno, dove Robin farà sep­pellire la sua Marian. Le ballate sulla foresta cominciarono a diffon­dersi nella seconda metà del XIV secolo, e cioè nell'epoca in cui la sto­ria di Inghilterra è animata da una viva agitazione contadina contro il governo. Nella realtà la foresta è ancora caratterizzata dalle annose querce e dai freschi boschetti che Dumas più volte descrive.  

NOTTINGHAM. Città dell'Inghilterra centrale, capoluogo della contea omonima, sul fiume Trent. Nel IX secolo diventò un'importante base danese, ma fu abbandonata dopo il trattato dell'868. Ricevette il suo primo statuto comunale nel 1155. La contea è la sede del principale ne­mico di Robin Hood, il barone Fitz-Alwyn che è anche lo sceriffo della città, ma il fuorilegge vi fa più d'una visita sotto varii travestimenti.  

BARNSDALE. È il castello in cui si sono rifugiati i Gamwell dopo la distruzione della casa avita. Luogo ospitale e tradizionalmente sicuro per Robin e per i suoi compagni, eppure proprio a Barnsfield William il Rosso viene rapito dagli sgherri dello sceriffo di Nottingham.  

KIRKLEES. È una abbazia dello Yorkshire, realmente esistente e simi­le alla descrizione data da Dumas. Le ballate del XV secolo la identifi­cano con quella in cui una crudele badessa volle vendicarsi contro il leggendario bandito.  

LOCKSLEY. Cittadina del Nottinghamshire in cui sarebbe nato Robin Hood intomo al 1160, secondo l'erudito Joseph Ritson. n vero nome del personaggio sarebbe stato quello di Robert Fitz-Oooth, conte di Huntingdon.  

MANSFIELD. È il borgo dove Robin e Much festeggiano insieme ai loro compagni la fine d'una formidabile bastonatura reciproca. Dumas adopera la dizione Mansfeld, ma non c'è dubbio che intenda riferirsi alla nota cittadina sul fiume Maun. Mansfield ha oggi 55.000 abitanti e possiede numerose fabbriche industriali. Essa fu residenza del re di Mercia durante l'eptarchia anglosassone e teatro di numerosi scontri tra Sassoni e Normanni nel corso di vari secoli.

Tratto da Robin Hood, di Alexandre Dumas, Newton Compton Editori


25 maggio 2010  

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