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Recensioni


    • Un giorno arriverò di Mossano Silvana


      Una bella storia familiare che ti porta indietro in un periodo storico che tu hai conosciuto grazie ai racconti dei tuoi nonni. Perchè la guerra è guerra, la fame è fame, ma se vivi in campagna riesci a sopravvivere. Bello leggere del postino che ti consegna la posta in bicicletta (oggi ormai sostituita dai motorini); strano leggere che si scriveva con il pennino e l'inchiostro, sostituiti oggi dalle penne a sfera; ancor più strano l'assenza di energia elettrica senza la quale oggi non si riuscirebbe a fare nulla. E che dire dell'acqua? La si andava a prendere al pozzo! E poi l'aiuto reciproco che ci si dava, perchè quel poco che si aveva lo si condivideva tutti. Oggi invece siamo diventati tutti molto più egoisti!



      Scritto da Streghetta, lunedì 18 settembre 2017

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    • I fratelli Kristmas. Un racconto di Natale di Papi Giacomo


      E se Babbo Natale si ammalasse, chi potrebbe portare i regali ai bambini? Bella fantasia ha avuto l'autore nel costruire una storia natalizia immaginando e descrivendo anche la città di Babbo Natale con tutti i suoi abitanti e aiutanti. Ma saranno tutti fedeli a Babbo Natale oppure la ghiotta occasione farà di qualcuno traditore? Beh leggete questo libro, cimentatevi anche voi nei nomi impronunciabili, cogliete la sottile ironia, e immergetevi nello spirito natalizio quel giusto per farvi apprezzare questo libro.



      Scritto da Streghetta, domenica 18 dicembre 2016

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    • Le tredici di Moloney Susie


      Io l'ho sempre detto che quando si compera un libro bisognerebbe leggerlo subito e non dopo dieci anni. Oggi un libro simile non lo acquisterei mai. Arrivata a pagina 85 decido che ne ho abbastanza di Izzy che mi urta i nervi e non poco. Inoltre la storia non è ancora decollata e non ho voglia di passare le altre 368 pagine per rimanere delusa. Decido così di leggere gli ultimi due capitoli e l'epilogo. Capisco che faccio bene a non continuare perchè sinceramente parlando so già che la storia di per se non mi interessa molto. Inoltre sapendo già come va a finire inutile continuare.



      Scritto da Streghetta, domenica 6 novembre 2016

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    • Lacrime di sale. La mia storia quotidiana di medico di Lampedusa fra dolore e speranza di Bartolo Pietro e Tilotta Lidia


      Questo è uno di quei libri che non vorresti mai finire tante sono le storie raccontate. Sì perchè i telegiornali ti fanno vedere gli sbarchi, inquadrano volti sofferenti, purtroppo spesso i giornalisti raccontano di rivolte dentro i centri di accoglienza, ma pochi sanno che storie ci siano dietro quei volti sofferenti oppure il vero motivo della rivolta. Le storie raccontate sono vere e spesso stentavo a credere a ciò che stavo leggendo. So che purtroppo tante donne, o durante la traversata, o in Libia vengono violentate, ma quando arrivi a leggere di tali violenze, subite soprattutto da ragazzine, i tuoi occhi si chiudono e non vogliono più continuare a leggere. Poi ci sono i tanti minorenni non accompagnati, bimbi piccoli che sono rimasti orfani in quanto la mamma è morta durante la traversata oppure bambini che hanno visto la loro famiglia morire annegata. Per loro, che potrebbero essere adottati, le pratiche burocratiche sono lunghissime. Prima di tutto si parla di affidamento in quanto le autorità competenti devono verificare che siano veramente orfani, che non sia rimasto in vita nessun membro della loro famiglia e, per fare questo, si devono rivolgere alle autorità del loro paese di origine. Il che non è affatto semplice e con tempi poi lunghissimi. Una volta accertato che sono veramente soli, allora si può parlare di adozione. Inizi allora a capire che l'intento di questo medico è quello di raccontare storie, storie che si celano dietro a volti sconosciuti e spesso, purtroppo, queste storie sono tutte accomunate da un unico denominatore: la violenza subita. Ci sono però anche tante storie a lieto fine, storie di bambini che sono riusciti a ricongiungersi con i loro genitori, oppure di famiglie che si sono ritrovate. Anche in questo caso è sempre bene ricordare che, nel Mediterraneo non ci sono solo navi italiane, ma anche navi di altri stati e può capitare che, in caso di naufragio il capofamiglia venga soccorso da una nave italiana ed i suoi figli da una nave greca per esempio e che vengono poi portati in centri di accoglienza diversi. Non è semplice poi cercare di riunire tutti però. Altra notizia che si apprende dal libro è che a Lampedusa non esiste un pronto soccorso, bensì un poliambulatorio che deve provvedere a curare i lampedusani e gli immigrati. Quello che emerge è un quadro a dir poco irreale. Gli immigrati che vengono visitati sul molo e poi con gli elicotteri vengono trasportati negli ospedali di Palermo. L'intento di questo medico è quello di creare un ospedale umanitario a Lampedusa e sono più che certa che ci riuscirà. In Lacrime di sale traspare tutta la forza e l'umanità di quest'isola che non si è mai tirata indietro nonostante le innumerevoli difficoltà.



      Scritto da Streghetta, domenica 23 ottobre 2016

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    • Un figlio di Palomas Alejandro


      Questo è uno di quei libri che acquisti così, senza un vero motivo, ma che senti ti rimarrà dentro. La storia viene raccontata dai quattro protagonisti: Guille, un bambino speciale, Sonia, la sua maestra che intuisce qualcosa, Manuel Antunez il padre di Guille, un uomo che sembra burbero, ma che, dietro tanta durezza nasconde tanto dolore, ed infine Maria, la psicologa od orientatrice come viene chiamata nel libro. Mi è anche piaciuto molto l'inizio uguale dei primi 4 capitoli:" tutto ebbe inizio un giorno..." Il libro poi ti cattura dalle prime pagine ed entri fin da subito nella storia di Guille e suo padre cercando anche tu di capire cosa ci sia dietro certi atteggiamenti del bambino. I capitoli si susseguono uno dietro l'altro e se per certi versi provi rabbia per un padre così asciutto, non puoi non affezionarti a Guille e ad alcuni suoi modi strani per affrontare una situazione troppo pesante per un bambino di soli nove anni. A fare da collante a tutto c'è Maria, la psicologa, e sarà proprio lei a spiegarci quello che Guille cerca di dire a suo padre. E se volete sapere cosa c'entri Mary Poppins in tutta questa storia... beh leggete il libro e lo scoprirete!



      Scritto da Streghetta, venerdì 21 ottobre 2016

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    • Le streghe di Lenzavacche di Lo Iacono Simona


      Storia molto particolare questa che la capisci solo alla fine. Diviso in due parti, la prima come scrittura ricorda molto la Valadiano, la seconda ho faticato a capirla perchè scritta in un italiano risalente all'anno mille circa. Tutto sommato non mi è dispiaciuto affatto.



      Scritto da Streghetta, domenica 2 ottobre 2016

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    • Io sono fango di Allegri Roberto


      "La pietà molto spesso resta solo un pensiero che non diventa gesto. Nasce e muore nel cuore, come un fiore spuntato al buio che non vedrà la luce." "Viviamo commettendo sbagli. E' la nostra natura. E quando questi sbagli sono grandi, ci pensa il mondo a giudicare, odiare, maledire. Ma non la famiglia." Difficile fare la recensione di questo libro perchè quando lo finisci rimani senza parole. Questa è la storia del figliol prodigo, ma è anche la storia del bene e del male, della ricerca di se stessi e di quanto sia difficile ritrovare le proprie radici. Ma è anche una storia di rinascita, di consapevolezza e soprattutto di perdono. Nonostante tutto. Da leggere.



      Scritto da Streghetta, domenica 25 settembre 2016

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    • La collina del vento di Abate Carmine


      Bellissima saga famigliare che racconta le vicessitudini di questa famiglia. Rino ripercorre la storia della sua famiglia partendo dal bisnonno, il nonno ed infine il padre. Non mancano le descrizioni storiche, ma soprattutto si respirano tutti i profumi di una Calabria impervia, dove si lavorava la terra dall'alba al tramonto, dove mancavano i soldi, ma qualcosa da mangiare lo si trovava sempre. E poi la vita di paese, dove ci si conosce tutti e nessuno al tempo stesso. Finisci il libro che ti senti circondata da tutti i profumi e gli odori che la storia racconta.



      Scritto da Streghetta, domenica 18 settembre 2016

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    • L' uomo che inseguiva i desideri di Patrick Phaedra


      Questo è uno di quei libri che io considero "traditori" perchè la copertina ti piace tanto, come pure la trama, ma poi, quando lo leggi, avresti immaginato tutt'altra storia. Non mi è dispiaciuto, ma l'autrice avrebbe potuto spaziare di più e meglio. Il finale poi scontatissimo!



      Scritto da Streghetta, venerdì 16 settembre 2016

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    • La vita felice di Varvello Elena


      "La vita felice è un meccanismo a orologeria: il ticchettio inarrestabile che avvertiamo, pagina dopo pagina, è quello di una famiglia che sta per essere travolta. Accade tutto in una notte, e quella che era una minaccia diventa una ferita che non si può più cancellare. Un romanzo mozzafiato sulle colpe dei padri e l'innocenza dei figli". E' questo che si legge sul retro del libro, ma non è questo che si percepisce leggendo il libro. La storia è raccontata da Elia che immagina cosa sia accaduto quella notte. Di contorno la figura della madre e del padre di Elia, del suo amico Stefano che non ho capito, e di Anna la mamma di Stefano. Ho avuto la sensazione che l'autrice abbia voluto solo accarezzare alcune tematiche senza però andarne a fondo veramente. Se invece di far raccontare la storia solo ad Elia, l'avessa fatta raccontare anche dai suoi protagonisti, forse avrebbe potuto approfondire l'apatia della mamma di Elia, la rabbia di Stefano, la confusione di Anna e la depressione che sfocia in pazzia del padre di Elia. Un libro che alla fine ti lascia poco o nulla.



      Scritto da Streghetta, domenica 11 settembre 2016

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