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Recensioni


    • Mercoledì delle ceneri di Hawke Ethan


      La storia è come un diario che racconta i pensieri di James e Christy, due ragazzi immaturi che si amano e litigano spesso. Quando scoprono che lei è in cinta del loro primo figlio, la situazione diventa critica. Lei fugge, lui la insegue, e insieme attraverseranno un pezzo d'America cercando di accettare il cambiamento e le nuove responsabilità. Scopriranno che amare è complicato, e che l’amore può spaventare, ma è necessario. “Amare davvero una persona non va mai confuso con il divertimento. Amare una persona è altrettanto doloroso e deludente che arrivare a conoscere se stessi. Probabilmente è l’unica cosa che valga la pena di fare nella vita, ma questo non vuol dire che sia una passeggiata.” Ritmo e stile in un romanzo modulato da riflessioni minimaliste lucide e taglienti. Ethan Hawke, attore, regista, sceneggiatore, musicista, è uno dei pochi artisti versatili e multiformi, di mia conoscenza, che abbia anche il dono di saper scrivere.



      Scritto da Cirodeniro, lunedì 10 aprile 2017

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    • Voci dalla luna di Dubus Andre


      Richie è un ragazzetto dibattuto tra il desiderio di diventare prete e l’infatuazione per una coetanea. Greg, suo padre, ha una relazione con Brenda, ex moglie dell’altro figlio Larry. In questo lungo racconto, che si svolge nell’arco di una giornata, ogni personaggio s’impegna a “fare il massimo per rimanere un essere umano decente, la cui vita non fosse un danno continuo.” Li unisce un intento comune: “Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo” . Qui Dubus abbandona le immagini dure, e la realtà senza via d’uscita, espresse nella precedente raccolta di racconti “Non abitiamo più qui”; qui ha più comprensione per le debolezze umane, fa intravedere una speranza. La sua scrittura scorre fluida tra presente e passato, agile, asciutta, minimale. Un’ottima lettura.



      Scritto da Cirodeniro, giovedì 30 marzo 2017

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    • L' hotel a zero stelle di Pincio Tommaso


      Hotel a zero stelle è un romanzo a metà tra la critica letteraria e l'autobiografia in cui Pincio fa abitare le camere del suo albergo privato agli scrittori che hanno contribuito alla sua formazione letteraria, intrecciando le loro storie alle sue vicende personali. Incontrando Parise, Greene, Fitzgerald, Kerouac, Simenon, Wallace, D_ick, Landolfi, Pasolini, Melville, Kafka, Burroughs, Marquez, Orwell, romanzieri che hanno influenzato la mia generazione, facilita essere catturati dalla trama, empatizzare con l’avventura.



      Scritto da Cirodeniro, mercoledì 22 marzo 2017

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    • Betibù di Piñeiro Claudia


      Nella sicurezza di un Club esclusivo, avviene un delitto. Una scrittrice in crisi creativa dopo una stroncatura, un giornalista che medita il pensionamento perché degradato dalla cronaca nera ad altra sezione, ed il suo giovane e inesperto sostituto, saranno la squadra, in apparenza mal assortita, che si troverà ad indagare su una serie di delitti e di misteri. Un romanzo che non segue rigidamente i canoni del “giallo” classico, e per questo penso possa piacere anche a chi non è amante del genere. Una gradevole lettura d’evasione.



      Scritto da Cirodeniro, giovedì 16 marzo 2017

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    • La casa del sollievo mentale di Permunian Francesco


      Ludovico, colto bibliotecario sul lago di Garda (la stessa professione dell’autore), si reca alla Casa del Sollievo Mentale per fare visita a zia Arpalice, ivi ricoverata su una carrozzella dopo un colpo apoplettico, donna tanto sessualmente depravata quanto devota alla Madonna. Tra le mura di quel manicomio di provincia, depositario di orribili segreti familiari, si muovono i bizzarri protagonisti di una commedia dell’assurdo, spassosa e irriverente, con tinte di giallo e di erotismo. Così si commenta Permunian: «Sono diventato uno scrivano della follia. […] l’immagine del manicomio è in me sempre presente: come una falla nella stiva della normalità; come un dolore antico che si presenta sotto forma di voragine. A volte la chiamano pazzia, a volte fuga dalla realtà.» Romanzo che sgomenta e divide, che esplora con spirito farsesco e grottesco il catalogo dell’umana follia.



      Scritto da Cirodeniro, mercoledì 15 marzo 2017

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    • Cronaca di un servo felice di Permunian Francesco


      La storia si svolge in una prestigiosa villa in degrado, governata da una vecchia contessa pazzoide che, dopo trascorsi di vizi e dissolutezze, si dedica ora alla preghiera. Mentre la contessa è fedelmente accudita un servo cialtrone, nella villa si aggirano strane figure tra cui pretonzoli, dame depravate, intellettuali corrotti, morti viventi, e animali addestrati a procurare piaceri sessuali. Un romanzo grottesco e visionario con cui Permunian dà sfogo, con un linguaggio sarcastico e affilato, alla sua incontenibile immaginazione.



      Scritto da Cirodeniro, lunedì 13 marzo 2017

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    • Pulp Roma di Pincio Tommaso


      “È un piccolo libro. Non un libro piccolo, attenzione, quantunque sia pure minuto. È piccolo quanto a contenuti e ambizioni. Un libercolo, insomma, o anche un capriccio o meglio uno svago”. Questa è la definizione che Pincio dà di questa sua opera. E non è falsa modestia. In otto capitoli eterogenei si susseguono immagini, sogni, digressioni, sullo sfondo del grande amore-odio dell’autore per la Città Eterna. Apprezzando Pincio, avevo maggiori aspettative. Non è certo un’opera rappresentativa della sua cifra stilistica.



      Scritto da Cirodeniro, martedì 7 marzo 2017

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    • Il valzer lento delle tartarughe di Pancol Katherine


      Proseguono le avventure Josephine, la scombinata protagonista de ‘Gli occhi gialli dei coccodrilli. Alla sua esitante e stucchevole storia d’amore, e alla sua frustrante insicurezza mai mitigata dalle continue conferme delle sue capacità, si aggiungono nuovi problemi: il cambio di casa, conflitti condominiali, una violenta aggressione, alcuni misteriosi omicidi e la complicata ricerca del colpevole. La solita Pancol, senza grandi ambizioni letterarie ma coinvolgente, in uno di quei romanzi che deludono chi è alla ricerca di nuovi autori, ma che fanno tanto bene agli editori.



      Scritto da Cirodeniro, venerdì 3 marzo 2017

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    • Gli occhi gialli dei coccodrilli di Pancol Katherine


      Joséphine, appassionata studiosa di storia medievale, è l’indiscussa protagonista del romanzo. Insicura e maldestra, vive un’esistenza nella sudditanza dei propri familiari e delle persone che si trova a frequentare. Improbabili amicizie e assurdi amori irrisolti confermano le tendenze ad un suo desiderio di invisibilità. Ma ad un certo punto ecco la svolta. La vanitosa e vuota sorella Iris, la prediletta, le propone di scrivere un libro attribuendosene la titolarità. Quando il romanzo diventerà un best seller, le cose cominceranno a cambiare. E anche la trama si farà più incalzante e vivace, tra sentimentalismi, pettegolezzi e finti misteri. Il romanzo, che si rivela una saga famigliare che ha soprattutto donne come protagoniste, ha un linguaggio e usa codici tipici di quella che potremmo identificare, semplificando, come 'letteratura al femminile'. Un’opera leggera, senza pretese, ma divertente. Non un capolavoro, ma una lettura piacevole e ricca di vicende, spesso paradossali, con tutte le potenzialità del best seller. Romanzo di pura evasione.



      Scritto da Cirodeniro, mercoledì 1 marzo 2017

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    • La caduta dei giganti. The century trilogy. Vol. 1 di Follett Ken


      Billy Williams è un giovane minatore gallese, la sorella Ethel fa la cameriera presso i conti Fitzherbert. Il conte Fitzherbert, è un pari del regno e membro conservatore del parlamento inglese, sua sorella Maud è una emancipata femminista. Grigorij e Lev Peskov sono due fratelli molto diversi tra loro che fanno gli operai in una fabbrica di treni. il tedesco Wilhelm Von Ulrich e l’americano Gus Dewar, sono due diplomatici. Tra Europa, Russia e Stati uniti, durante un periodo storico che va dal 1911 al 1924, il romanzo racconta le vite di questi otto personaggi, che si riveleranno interconnesse sebbene le profonde diversità che li dividono. Malgrado alcune cadute stilistiche e narrative, rimane un’opera storicamente ben documentata, in cui le vicende politiche risultano però troppo spesso dominanti su quelle dei personaggi. E nonostante sia presente una buona dose di azione e intrighi, come consuetudine dell’autore, mi aspettavo qualcosa di più. Insomma, del migliaio di pagine di questa lettura non mi è rimasto molto. È emersa la nostalgia di mitici romanzi quali “La cruna dell’ago”, “I pilastri della terra” e “Mondo senza fine”; certo, anch’essi libri d’evasione, ma che ricordo ancora con piacere. E questo non è accaduto con “La caduta dei giganti”. Grande delusione, quindi, e il dubbio se affrontare la lettura degli altri due volumi della trilogia. Forse lo farò, solo per la curiosità di vedere come Follett ha analizzato la Storia.



      Scritto da Cirodeniro, lunedì 20 febbraio 2017

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