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RECENSIONE

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Titolo Manituana
Autore Wu Ming
Dati 613 p., brossura
Prezzo € 17,50
Prezzo IBS € 14,88
Editore Einaudi
Collana Einaudi. Stile libero big
EAN 9788806185848
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Wu Ming

Manituana



"Seduto in poltrona, Jonas Klug ridacchiava nella penombra. Una lama di bagliore lunare colpiva l'ingiunzione di sfratto che teneva tra le mani. Estasiato la rimirava, benché al buio non potesse leggerla né distinguere le righe. La accarezzava, passando i polpastrelli sulla grana del foglio, la annusava come la lettera di un'amante intrisa di profumo. Profumo di ricchezza, profumo di terra, di futuro.
Gli indiani, invece, puzzavano di passato."


Inutile ripresentare per l'ennesima volta i Wu Ming: immagino che ormai quasi tutti i lettori italiani sapranno che sono un gruppo di lavoro che ha dato vita a romanzi di gruppo sulla falsariga di quello Zar non è morto che Giulio Mozzi ha riscoperto e ripubblicato recentemente per Sironi, opera datata 1929 e frutto di un collettivo formato da ben 20 autori futuristi. Certo, quegli esordi della prima metà del Novecento erano meno fluidi e coerenti di questo romanzo - come dei precedenti - firmato Wu Ming. Del resto i Wu Ming (ex Luther Blissett, potete leggere un'intervista collettiva del 1999) sono molto meno di 20 e lavorare insieme è un'altra cosa!

Comunque mai come questa volta, anche con le opere più famose come 54 (pubblicato da Einaudi nel 2002), la classifica di vendita li ha così rapidamente premiati. E mai come questa volta mi è capitato di sentire un passaparola così positivo su un loro lavoro.
È decisamente un romanzo storico, un'epopea, come del resto è nel loro stile, qualsiasi sia l'epoca in cui ambientano le storie. Questa volta siamo nel continente americano, molto dopo la sua "scoperta" da parte degli europei. Il romanzo si apre infatti nel 1775, in un momento di difficile equilibrio tra quel mondo di bianchi, post-pionieristico e gli indiani completamente affogati nel rum, spinti a cedere le proprie terre per un paio di casse di liquore e raggirati in vari modi.
La zona geografica è "Irochilandia", un vasto territorio tra gli attuali Stati Uniti e il Canada, dove abitano relativamente in pace gruppi di indiani, irlandesi e scozzesi. Un'oasi felice quella degli Irochesi, una comunità alla quale gli storici attribuiscono l'idea di libertà della costituzione Usa e le origini del “melting pot” americano. Per di più una società in cui le donne avevano ruoli e potere e in cui si leggeva Voltaire, si suonava il violino e si sviluppava una certa capacità di relazioni diplomatiche. Finché la guerra non azzerò tutto.


In fondo sappiamo ben poco sulla storia americana di quei secoli. E di quel poco una buona parte è costituita da notizie false o falsate dalla visione occidentale della faccenda. Come fu la vera storia degli Irochesi scremata dalle sovrapposizioni falsificanti sia dell'ottica "bianca" che della successiva estremizzazione contraria? In qualche modo questo romanzo risponde a questa domanda, in parte racconta una storia complessa e vitale, ma anche immaginaria.

Sembra inutile riassumerne la trama: se volete potete leggerla nelle varie recensioni raccolte nel sito ufficiale del romanzo.
Di seguito, invece, mi sembra opportuno riportare - anziché le prime pagine che hanno forse meno senso in questo caso estrapolate dal contesto, ma che potete ascoltare sul sito di RadioAlt - la cronologia che viene pubblicata sul risvolto di copertina del libro, per capire tempi e luoghi di questo epico romanzo.



Manituana. Antefatti

31 agosto 1142. Nel territorio che va dall'attuale Stato di New York alla Pennsylvania, in seguito alla predicazione dei profeti Hiawatha e Deganawidah, cinque grandi tribú indiane si uniscono e fondano la Confederazione Irochese, o Lega delle Cinque Nazioni (Mohawk, Oneida, Cayuga, Onondaga e Seneca).

11 novembre 1620. La nave Mayflower approda a Cape Cod, nell'attuale Massachusetts. I Padri Pellegrini fondano la Nuova Inghilterra, inizia la colonizzazione anglosassone del Nordamerica.

26 maggio 1637. I coloni della Nuova Inghilterra, in guerra contro gli indiani Pequot, attaccano il villaggio di Misistuck e lo dànno alle fiamme, sterminando donne e bambini.

1713-15. I Tuscarora, tribú indiana della North Carolina, fuggono dalle loro terre dopo aver perso la guerra contro i coloni bianchi, e si spostano a nord. Diventeranno la sesta nazione irochese.

20 aprile 1710. La regina Anna di Gran Bretagna riceve a corte una delegazione irochese guidata dal capo mohawk Hendrick Theyanoguin.

1738. L'irlandese William Johnson sbarca a New York. La sua destinazione è la contea di Tryon, nella valle del fiume Mohawk, dove lo attende una proprietà terriera dello zio.

1755-56. William Johnson viene nominato baronetto e commissario per gli Affari indiani del Nordamerica.

1754-63. Le Sei Nazioni appoggiano gli Inglesi nel conflitto coloniale noto come «Guerra franco-indiana». Al contrario, molte altre tribú si schierano coi Francesi. L'Impero britannico conquista il Canada.

1763-66. Nella regione dei Grandi Laghi, Capo Pontiac guida una grande rivolta anti-inglese. Alla fine delle ostilità, Pontiac e Sir William Johnson si incontrano sul lago Ontario e firmano un trattato di pace.

5 novembre 1768. Sir William Johnson e una rappresentanza delle Sei Nazioni firmano il Trattato di Fort Stanwix, che stabilisce il confine all'espansione degli insediamenti bianchi.

16 dicembre 1773. «Boston Tea Party». Travestiti da Mohawk, alcuni abitanti di Boston definitisi «Figli della Libertà» salgono su tre navi all'attracco nel porto e gettano in mare il carico di tè. È un'azione di protesta contro il Parlamento di Londra, e l'avvio della catena di eventi che porterà alla guerra tra colonie e madrepatria.

© 2007 by Wu Ming
© 2007 Giulio Einaudi editore

Wu Ming - Manituana
613 pag., 17,50 € - Edizioni Einaudi 2007 (Stile libero Big)
ISBN 978-88-06-18584-8


Gli autori

Wu Ming è un collettivo di narratori attivi alla fine del XX secolo. Nell'ultimo anno del Novecento, col nome di Luther Blissett pubblicarono il romanzo Q.
A partire dal 2000 hanno scritto romanzi di gruppo (il più noto è 54 e ricordiamo anche Totò, Peppino e la guerra psichica 2.0) e individuali, oltre alla sceneggiatura del film Lavorare con lentezza.



12 aprile 2007 Di Giulia Mozzato


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