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Recensione

Notti e nebbie copertina

Milano nella tempesta di Carlo Castellaneta

«La scelta di ripubblicare Carlo Castellaneta è stata determinata dall’attenzione di riscoprire e ripescare testi di valore di autori contemporanei ingiustamente dimenticati, pur avendo uno stile originale e una scrittura incisiva».

Roberto Cicala, direttore editoriale di Interlinea Edizioni, crede molto in questo servizio culturale volto alla riscoperta di testi d’autore spesso dimenticati troppo in fretta.

L’opera, con una nuova veste grafica e dotata di rilegatura di pregio, è impreziosita da un saggio di Ermanno Paccagnini che svela i retroscena del romanzo grazie a un profondo lavoro d’archivio.

Notti e nebbie è ambientato nella Milano devastata dalla guerra degli anni quaranta, in cui la decadenza dei valori lascia spazio a corruzione e odio. La guerra civile ormai incontenibile e l’avanzata degli alleati, pronti a liberare il mondo dall’incubo nazifascista, sono la spada di Damocle sulla testa degli ultimi irriducibili. Nella consapevolezza della sconfitta imminente non manca una disperata difesa di quei valori che hanno trascinato l’Europa nell’oblio. Tra stupri e torture si svolge la lotta contro partigiani e traditori del regime in un’inutile battaglia prima dell’annunciata sconfitta.

Castellaneta vuole indignarci, e lo fa con un romanzo in prima persona nella mente del protagonista, capo della polizia politica della repubblica di Salò. Il lettore è stordito dai primi capitoli. Violenza e stupri sono il pane quotidiano in un mondo sprofondato nel baratro ma è la musicalità delle pagine e la costruzione del testo a cullarci fino alla fine del libro. Dopo averlo chiuso e riposto nella libreria si è assaliti dalla voglia di riprenderlo per rileggere alcuni passaggi, perché anche il più piccolo dettaglio ha un fine nel grande disegno della narrazione.

Il male, quello vero, si palesa alla fine del libro senza filtri e così ci troviamo di fronte all’ideologia figlia di un partito che ha trascinato il paese alla rovina. I protagonisti sono spogliati da dubbi d’innocenza, lasciando trasparire la malvagità dell’animo umano perso nella coltre nebbiosa della Milano devastata dai bombardamenti. Le notti di Castellaneta si susseguono accompagnando il lettore a un finale privo di giustizia.

Un libro da leggere e rileggere, per capire, per ricordare, per disprezzare e, accompagnati da uno storico del sangue del calibro di Castellaneta, conservare una piccola speranza per il futuro.

Recensione di Alberto Clementi


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