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Recensione

La La versione di Fenoglio copertina

La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio

Una cyclette. Un uomo con le cuffiette alle orecchie che pedala senza entusiasmo. Ma non siamo in una palestra e l’uomo ai pedali non è un uomo qualunque: è un maresciallo dei carabinieri. Il maresciallo Pietro Fenoglio, uno dei personaggi più amati nati dalla penna dello scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio. Fenoglio: il malinconico detective à la Maigret, protagonista di Una mutevole verità e L’estate fredda.

L’investigatore di origini piemontesi torna nell'ultimo libro di Carofiglio, La versione di Fenoglio, ma il suo ritorno è inatteso e spiazzante. Non siamo più direttamente sulle tracce dei criminali, tra cadaveri, indizi, interrogatori e indagini, ma in un centro di riabilitazione ortopedica.
Il maresciallo dal cognome “letterario” ha da poco subito un intervento per la protesi dell’anca e, lentamente, sta riprendendo le forze per tornare a lavoro. Ma ancora per poco: la pensione è ormai dietro l’angolo e il futuro è sempre più un’incognita che provoca sgomento.
Accanto a lui, alla cyclette, ai gradini o alla spalliera svedese, Giulio, un giovane studente universitario, vittima di un gravissimo incidente stradale. Anche lui operato all’anca. Anche lui, inconsapevolmente, con un importante cognome letterario, Crollalanza (non c’è bisogno di indizi, vero?).

Un giovane intelligente, ma fragile, che ha appena iniziato ad affacciarsi alla vita e che dalla vita non sa ancora cosa vuole.
Un vecchio investigatore che la vita, le sue promesse, i suoi inganni, li conosce fin troppo bene.
Cosa può nascere tra due figure così lontane, vi chiederete?
Il piccolo miracolo di una fertile conversazione romanzesca. Un confronto a due voci che non si limita a svelare nel profondo i due personaggi, le loro paure – la vecchiaia che avanza, le incertezze del futuro –, le loro ambizioni – la scrittura –, ma che mette in campo una seria riflessione sul metodo dell’investigazione e dell’osservazione del reale, sul labile confine fra il bene e il male, fra la verità e la menzogna. Un metodo investigativo con l’ambizione di diventare un metodo di interpretazione della realtà: applicare all’esistente lo strumento del dubbio metodico.

Non abbiate paura, però: non avete tra le mani un trattato epistemologico, un saggio di filosofia o uno sterile manuale di investigazione. Carofiglio non viene mai meno al patto con il suo lettore più affezionato, intermezzando il vivace dialogo tra Pietro e Giulio con il racconto di tre indagini del maresciallo, allo stesso tempo piacevoli immersioni nel mondo del giallo e del crime e mirabili exempla utili a mettere in scena quei temi – verità, menzogna, preconcetti, ego, persuasione, manipolazione – tanto cari all’autore.

Indagini raccontate con tutta la serietà e il realismo che caratterizzano le pagine dell’ex magistrato. Uno scrittore che ben conosce come funziona il mondo dell'investigazione e che, tra le pagine del testo, non risparmia qualche frecciatina ai suoi colleghi scrittori (ma anche registi), soprattutto italiani, puntando l’indice su quegli errori grossolani nella ricostruzione delle procedure che fanno passare il gusto della visione o della lettura.

Il maresciallo Fenoglio racconta, ripercorre il suo passato, recupera le tante storie che ha dentro di sé, quelle storie che, se non le racconti, si disseccano a poco a poco, si sbriciolano e scompaiono nel nulla, quelle storie che Giulio, avido di conoscenza e di esperienza, non smette di chiedergli.
Storie narrate attraverso una scrittura piana, nuda, che centellina le parole, che trova nella semplicità (apparente) la chiave per far emergere, in maniera carsica, e penetrare più a fondo nella coscienza del lettore quelle riflessioni sul metodo investigativo e sull’interpretazione della realtà che forse non vi sareste aspettati di trovare.

Ma cos’è allora “La versione di Fenoglio”? Un romanzo? Un saggio?
Antonio D’Orrico su "La Lettura" ha parlato di romanzo-saggio-manuale. E forse proprio questo insolito ma equilibrato mélange di strutture, temi, generi letterari, può spiegarci il successo dell’ultimo libro di Gianrico Carofiglio, da settimane in testa alle classifiche.
Un libro in grado di accontentare sia il lettore affezionato sia quello al primo approccio, sia l’appassionato di gialli sia chi alla narrativa richiede qualcosa in più di un semplice intreccio. Di poter arrivare, magari, a scoprire addirittura che una parte del lavoro investigativo […] ha molto a che fare con le parole. Per certi aspetti assomiglia a quello dello scrittore di romanzi, o dello storico.

Perché tout se tient nel mondo del maresciallo Fenoglio.
E di Gianrico Carofiglio.

Recensione di Francesca Barbalace

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