Ricerca avanzata
Recensione

Un Un mese con Montalbano copertina

Un mese con Montalbano di Andrea Camilleri

«Si può essere sbirri di nascita, avere nel sangue l'istinto della caccia, come lo chiama Dashiell Hammet, e contemporaneamente coltivare buone, talvolta raffinate letture? Salvo Montalbano lo era e, se qualcuno gli rivolgeva stupito la domanda, non rispondeva.»

Trenta racconti che narrano trenta diverse situazioni, trenta momenti di vita del commissario Montalbano, di un paese, di una realtà (quasi sempre è Vigàta, un paesino siciliano), di uomini e donne che hanno in qualche modo a che fare col crimine.

Ma il vero motivo per cui questo commissario di polizia ha conquistato tanti estimatori è il suo essere del tutto fuori dai canoni tradizionali del "poliziotto".
Uomo di cultura, lettore appassionato e raffinato, possiede uno straordinario intuito che gli permette di penetrare non solo nelle situazioni più apparentemente oscure, ma anche nell'animo dei suoi interlocutori, nei loro sentimenti più nascosti e nelle segrete motivazioni. Gli uomini agiscono spinti da sentimenti contraddittori, l'amore e l'odio sicuramente dominano, ma il più insidioso dei moventi è il denaro.
In uno dei racconti più belli del libro l'amore è così forte, così devastante che può richiedere e avere dall'altro un dono assoluto, estremo: ciò che prima di allora nessuno aveva mai avuto, né mai più, dopo, potrà avere.
Ma in un paese siciliano il sesso rubato, l'adulterio, il tradimento, sono sempre motivi di pettegolezzi talvolta maligni, più spesso divertiti, di vendette cruente, ma anche di grande soddisfazione nella trasgressione di regole ormai sentite come superate e arcaiche.

È proprio questa Sicilia, viva e appassionata, nello stesso tempo arcaica e moderna, dai colori forti, dalle donne belle e sensuali che anima tutte le vicende, descritte da Camilleri in una lingua originalissima, fortemente dialettale, ma che, pur non essendo dialetto, riproduce la musica, la tonalità, certe espressioni e certi vocaboli tipici del siciliano.

L'autore non ha concesso nulla, non ha adeguato assolutamente il suo stile a una più facile lettura o a motivazioni commerciali. Eppure le classifiche lo vedono sempre in testa, gli editori se lo contendono: Andrea Camilleri da molti anni ci offre la sua genialità, il suo garbo, la sua intelligenza.
Il grande pubblico aveva già avuto modo di apprezzarne le doti per le sceneggiature e la regia delle serie televisive che avevano per protagonisti il tenente Sheridan e il Commissario Maigret, oggi lo scopre, fortunatamente, come grande scrittore.

Dalla recensione della prima edizione di Grazia Casagrande

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti