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Recensione

Sette giorni perfetti copertina

Sette giorni perfetti di Rosie Walsh

Bastano sette giorni per innamorarsi? Ma soprattutto sono sufficienti a conoscere una persona fino in fondo? È ciò che si chiede Sarah, la protagonista del romanzo d’esordio di Rosie Walsh.

Sarah è una trentasettenne in carriera, reduce da un divorzio consensuale, felice della vita che è riuscita a costruirsi dopo “quel giorno” di diciannove anni prima, quando ha avuto quel maledetto incidente in cui ha perso tutto. Da allora la sua esistenza è cambiata, si è trasferita in un altro continente, ha stretto nuove amicizie, ma ogni anno torna in Inghilterra, nel luogo dell’impatto, per ricordare in solitudine.

Quest’anno però le cose andranno diversamente: nell’anniversario dell’incidente, in quel posto, conosce Eddie, un quarantenne affascinante dal quale è subito attratta. In una settimana i due vivono emozioni talmente intense da immaginare una vita insieme. Sarah riconosce di essersi innamorata e ammette di non aver mai provato sentimenti così forti neanche per l’ex marito. Così, quando Eddie, dopo sette giorni, parte per un viaggio programmato da tempo, non dubita del fatto che la chiamerà dall’aeroporto.

Ma il telefono non squilla, rimane in silenzio per giorni e Sarah non sa cosa pensare. Cosa è successo a Eddie? Possibile che dopo tutte le promesse abbia voluto troncare così la loro relazione?

Sarah ritorna adolescente: perde peso, controlla continuamente il display del cellulare, scrive lunghi sms e verifica l’ultimo accesso sui social di Eddie. Ma il silenzio regna sovrano. Perché non vuole più avere niente a che fare con lei? Cosa non si sono detti in quei sette giorni?

Con una narrazione piena di suspense e passione Rosie Walsh mescola le tinte rosa del romanzo al thriller. Una scrittura affascinante e trascinante tiene incollato il lettore alle pagine, curioso, anche lui, di sapere cosa nasconda Eddie. Una raffica di colpi di scena che si ripetono fino all’ultimo capitolo e fanno trattenere il respiro. L’autrice riesce a far riflettere sulla personalità, i sentimenti, le incertezze, scava nel passato e nelle fobie, fino a farne emergere la principale: quanta paura abbiamo di non meritare di essere amati?

Recensione di Martina Armone

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