Ricerca avanzata
Recensione

Sperando che il mondo mi chiami copertina

Sperando che il mondo mi chiami di Mariafrancesca Venturo

«Buongiorno, bambini, mi chiamo Carolina e oggi lavoreremo insieme.»

Quante volte avete ascoltato una frase simile quando eravate tra i banchi di scuola?
Non c’è dubbio che ognuno di noi, ripercorrendo i propri ricordi d’infanzia, possa ripescare l’immagine di una maestra speciale arrivata all’improvviso a sostituire per qualche tempo l’insegnante di sempre.
Ognuno di noi può ricordare il momentaneo spaesamento di quei primi attimi o il sentimento di nostalgia al momento dei saluti.
È questa l’essenza della vita di Carolina, la giovane maestra supplente protagonista di Sperando che il mondo mi chiami, il secondo romanzo di Mariafrancesca Venturo, scrittrice e, anche lei, maestra di scuola.

Solo una maestra, infatti, avrebbe potuto raccontare le esperienze quotidiane di Carolina, dentro e fuori le pareti di una scuola elementare, con la capacità di scavo psicologico, la passione, l’abilità nel ricostruire l’atmosfera all’interno di una classe che ritroverete in Sperando che il mondo mi chiami.
Perché la vita di Carolina è la vita delle migliaia di insegnanti precari intrappolati in un’eterna provvisorietà dal sistema di graduatorie e concorsi su cui si basa oggi il sistema scolastico italiano. Un mondo di pendolari costretti a fare su e giù per il paese alla ricerca della prossima supplenza.
È la vita di una ragazza di 28 anni che ogni giorno è costretta a ricominciare da capo. In una nuova scuola. In una nuova classe.
È la vita di una maestra “tappabuchi” che non può permettersi di affezionarsi ai suoi alunni, pena un addio sempre più doloroso.
È una vita in cui non c’è posto per programmi, appuntamenti, rate, agende; è una commedia buffa dove tutto accade all’improvviso.

All’improvviso e per caso, infatti, avvengono gli incontri più significativi per Carolina: una classe di quarta elementare in una scuola della periferia di Roma, un dirigente scolastico fuori dagli schemi e Sara, una bambina speciale che saprà dare un nuovo impulso alla passione per l’insegnamento della protagonista.

Perché insegnare è il mestiere più bello del mondo […] Perché insegnare è come imparare per sempre, come mostrano le pagine di questo romanzo, delicato ed emozionante, arricchito da una scrittura curata, elegante e attenta ai dettagli. Un romanzo coinvolgente, che vi catturerà, catapultandovi al fianco di Carolina nelle sue corse tra le strade di Roma, negli impossibili equilibrismi tra le regole ferree e i decreti attorcigliati della scuola italiana, ma soprattutto accanto ai bambini, nelle aule di scuola dove se stai molto attento si avverte un po’ il senso della vita.

Recensione di Francesca Barbalace

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti