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Recensione

Grand tour d'Italia a piccoli passi copertina

Gand Tour d'Italia a piccoli passi di Philippe Daverio

«Il Museo Diffuso è la più potente risorsa culturale dell’Italia, si articola ovunque sono rimaste le tracce di un passato ricchissimo di testimonianze. È il più forte cimento della nazione. Queste pagine potrebbero servire agli italiani per godere dell’essere ciò che sono, per amare ciò che hanno ereditato e per preservarlo, potrebbero servire a chi vien da fuori per scoprire la culla di gran parte di ciò che ha reso il mondo più bello.»

L’italiano è esterofilo, si sa. Quanti di noi hanno visto il Grand Canyon ma non la Sila o le cittadine degli Stati Uniti ignorando quelle dell’Abruzzo?
Quasi nessuno di noi viaggia più attraverso il Belpaese, eppure l’Italia, soprattutto quella “minore” o lontana dai circuiti del turismo tradizionale, nasconde inimmaginabili sorprese. È un “museo diffuso”, a cielo aperto, ed è proprio lì, attraverso 80 luoghi e itinerari, che Philippe Daverio vuole portarci con Grand Tour d’Italia a piccoli passi, rinnovando, come già suggerito nel titolo, quel viaggio di formazione che la gioventù di buona famiglia europea del XVIII sec. compiva attraverso l’intero continente e l’Italia, dove restava folgorata dai paesaggi e dalle ricchezze del «paese dove fioriscono i limoni» (Goethe, Wilhelm Meister. Gli anni dell’apprendistato)

Un viaggio da fare a piccoli passi, però, lentamente, perché fare turismo non significa correre nel tentativo di arraffare il più possibile nel minor tempo possibile, ma è un percorso lento, quasi meditativo: uno slow tourism che permetta di accogliere dentro di sé la conoscenza approfondita di ciò che si guarda e ammira.

Grand Tour d’Italia a piccoli passi è un volume curato, un’edizione preziosa, ricca di bellissime fotografie a correlare e illustrare i testi di Daverio. Testi densi di contenuto – tra storia, arte, architettura, cultura, letteratura, aneddoti e curiosità – ma riferiti con il tono divertito e scanzonato a cui ci ha abituato Il conduttore di Passepartout.

Dai castelli di Trentino e Piemonte alle cattedrali normanne e ai templi della Sicilia, tra antico e contemporaneo, Daverio ci conduce in un’eccezionale visita guidata attraverso il «paese stivaluto».
Un invito al viaggio – è questo l’intento di Grand Tour d’Italia a piccoli passi – un viaggio “iniziatico” tra i gioielli nascosti dell’Italia – tra i quali, ahimè, nessuno dei meravigliosi castelli o cattedrali nascosti tra i monti della Basilicata. Gioielli spesso a pochi passi dalle più note mete di turismo e vacanze, come la Basilica di San Clemente al Laterano, a due passi dal Colosseo a Roma, o il Camposanto di Pisa, poco lontano dalla più nota torre pendente, oppure il Tempio Malatestiano di Rimini, alle spalle delle spiagge affollate dai bagnanti.

Affidiamoci alle pagine di Daverio senza timore di pedanterie o insostenibili toni didattici. La sua lingua è viva, carica di emozione, giocosa – chi se non Daverio avrebbe potuto soprannominare l’artista siciliano Giacomo Serpotta (1656-1732) “Jack lo stuccatore” del Settecento siciliano? – in alcuni punti mimetica dell’oralità. Una lingua che non ci si stanca mai di ascoltare – ops! – di leggere. E poi seguiamolo, nel suo viaggio.

di Francesca Barbalace

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