Ricerca avanzata
Recensione

Gli Gli squali copertina

Gli squali di Giacomo Mazzariol

«Anche restando qui. Devi muoverti. Se stai fermo muori».
«Come gli squali» esclamò Anna di colpo «Certe specie devono nuotare senza sosta per non soffocare o per non cadere sul fondo del mare».
Squali, ecco cosa eravamo, ecco cosa dovevamo essere.

Chi sono Gli squali? Sono i ragazzi del nuovo millennio che devono imparare a nuotare nel mare magnum dei nostri tempi, senza mai stare fermi, altrimenti rischiano di essere schiacciati.
Lo si evince dalla quarta di copertina, ma non è tutto. La definizione “squali” fa riferimento anche alla voglia di conoscenza e di crescita dei giovani, affamati e desiderosi di affermarsi in una società dove il pesce più grande mangia quello più piccolo. Per questo motivo vogliono imporsi come il dominatore degli oceani che divora le prede, in senso letterario, la vita.

Max è uno squalo.
Chiuso nella sua cameretta e incerto su cosa farà da grande, decide di progettare un’app di orientamento all’università. Un software capace di scegliere per lui, che in poco tempo lo porterà a Roma, a lavorare in un incubatore di start-up.
Allontanarsi dal piccolo paese di provincia dove vive, per trasferirsi nella metropoli sembra a Max un magnifico modo di crescere e fare nuove esperienze. Il problema è che si trova a dover fare i conti con una realtà più grande di lui, dove non conduce più la vita del ragazzino, ma quella dell’adulto, con problemi, pressioni e stress. Inizia così a capire che se crescere non è semplice, è ancora più difficile farlo senza gli amici di sempre, o senza l’appoggio dei genitori.

Max rappresenta a tutto tondo i giovani d’oggi. Chi nasce in provincia pensa sempre di dover lasciare il paese per cercare qualcosa di meglio e, spesso, sbaglia. Non si pensa mai che la felicità possa essere racchiusa nelle cose semplici, negli affetti o nei divertimenti con gli amici. Avere diciannove anni spaventa, ma è uno dei momenti migliori perché si è squali e si ha sete di conoscenza.

Gli squali è un romanzo di formazione. Una storia scritta linearmente e in maniera leggera, che pone l’accento su tutte le tematiche della post adolescenza.
Giacomo Mazzariol riesce ad attuare una mimesi completa tra scrittore e protagonista. Ciò che viene descritto è un’istantanea della società attuale: piena di dubbi, aspettative e desideri.
La trama è genuina, cattura la vita quotidiana, le amicizie, i primi amori e i primi problemi. Il lettore ideale è un giovane a cui viene fatta la consueta domanda: “Cosa vuoi fare da grande?”, o un genitore pronto a immedesimarsi nel figlio che deve compiere la “grande scelta”.

Recensione di Martina Armone


Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti