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Recensione

Desire. L'impero del desiderio copertina

Desire. L'impero del desiderio di Meghan March

Capitolo finale della serie, preceduto da King e Queen, Desire conclude la passionale storia fra Keira Kilgore, intraprendente amministratrice di una distilleria, e il misterioso Lachlan Mount, boss incontrastato della criminalità di New Orleans. Pur provenienti da due mondi diversi, i due sono destinati a incontrarsi e ad attrarsi fatalmente, mentre un’oscura minaccia proveniente dal passato di Mount metterà a repentaglio le loro vite.
All’inizio della trilogia Keira scopre che il marito, scomparso dopo averla tradita, ha contratto un grosso debito Lachlan, figura enigmatica e spietata che non ha alcuno scrupolo nel proporle una compensazione in natura. Keira dovrà dunque sottostare a ogni suo desiderio, senza ribellarsi e acconsentendo a ogni sua richiesta. Per lei, che Lachlan chiama «la mia piccola ribelle», comincia dunque un periodo di iniziazione al mondo e ai metodi di Mount, che la convince a sottomettersi dietro la minaccia di far del male ai suoi cari. Iniziata come un rapporto di totale dipendenza, la loro relazione si va però evolvendo, e Keira si ritrova, suo malgrado, a essere affascinata irresistibilmente dal suo aguzzino.

Se nei primi due libri la figura di Lachlan Mount è rimasta avvolta dall’ombra, in questo terzo capitolo vengono finalmente svelati alcuni episodi della sua vita precedente, che aiutano a comprendere meglio una personalità tormentata. Dietro la maschera del crudele re di New Orleans si cela un personaggio più profondo, che dovrà fare i conti con scelte fatte anni prima e con sentimenti mai sperimentati. Keira dovrà, dal suo canto, affrontare una difficile prova quando tutte le sue certezze verranno messe in discussione dall’incontro con Mount e quando la vita che ha faticosamente costruito verrà minacciata da uno sconosciuto.

Desire si presenta come un romanzo erotico insolito, più sbilanciato verso le storie di suspense che verso i classici del genere. Le scene erotiche non sono frequenti, anzi, continuamente rimandate a favore di colpi di scena e descrizioni di stati d’animo ed emozioni. Anche la trama, poi, non brilla per originalità, e le due voci narranti a volte confondono il lettore. Eppure, Meghan March ha il pregio di saper descrivere scene e personaggi con poche parole essenziali, con uno stile quasi telegrafico. Lungi dal costituire un difetto per un romanzo erotico, la narrazione ottiene così fluidità, e offre al lettore momenti di intenso erotismo, lasciando al contempo spazio allo sviluppo della storia e all’immaginazione dei lettori.

Recensione di Isabella Leone


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