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Recensione

Perché ci ostiniamo copertina

Perché ci ostiniamo di Fredrik Sjöberg

“Lo ripeto: il collezionismo rinforza gli argini quando la follia minaccia di far saltare le dighe dell’anima. Non è così raro perdere sia la giusta prospettiva che i propri appigli, per come è fatto il mondo, ma il collezionista ha perlomeno il totale controllo su qualcosa, e di conseguenza un punto fermo nella vita.”

L’entomologo e fine scrittore Fredrik Sjöberg, divenuto celebre per il saggio L'arte di collezionare mosche, torna a deliziarci con una raccolta di nove saggi miscellanei che spaziano dalle riflessioni sul collezionismo all’aneddotica su personaggi ed eventi curiosi e poco noti; dalla riflessione sull’arte all’ambientalismo.

Sjöberg inizia, così, dal collegare le ragioni del collezionismo agli albori della civiltà umana, rintracciando la tendenza all’accumulo nell’invenzione della borsa, per poi raccontare storie e curiosità come l’incontro tra Lenin e Anna Lindhagen, l’antesignana dell’ambientalismo in Svezia; la nutrita collezione di autoritratti fotografici dell’impiegato delle poste Hjalmar Gabrielson; il successo dell’artista Lars Jonsson, che ritrae nei suoi quadri solo uccelli. Il tutto inscindibilmente legato a eventi autobiografici che fanno da spunto per le curiosità raccontate, in una sorta di flusso di coscienza che porta il lettore a spasso tra i saggi del volume.

Perché ci ostiniamo è una sorta di divertissement colto, scritto da un intellettuale e scienziato eclettico. Non è un libro per dogmatici e amanti della linearità. È un labirinto di riflessioni in cui si rischia di perdersi con piacere. Con una scrittura scorrevole, raffinata e umoristica, Sjöberg riesce con maestria a saltare dall’aneddotica a riflessioni di carattere più scientifico senza creare fratture nella narrazione.

Nel groviglio di informazioni che ne risulta è possibile rintracciare un filo conduttore nella passione: passione per l’arte, per la scienza, per la natura e l’ecologia. E tra saggi e storielle che non sembrano apparentemente avere un legame diretto, emerge sullo sfondo la figura del collezionista, l’appassionato per eccellenza.

Il brillante entomologo ha il raro dono di riuscire a coniugare la scrittura tipica del saggio con la narrazione intesa in senso letterario, in un magma di storie in cui il lettore si perde; dove la veridicità di quanto esposto passa quasi in secondo piano, lasciando il posto al puro gusto della lettura.


di Flavia Scotti


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