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Recensione

La La casa dei bambini copertina
  • La La casa dei bambini
  • Fandango Libri
  • 1900

La casa dei bambini di Michele Cocchi

"Avete mai pensato che cosa potrebbe accadere se sapessimo la verità? Se ci dicessero davvero cosa succede là fuori, o se potessimo uscire prima di essere diventati grandi? Molti di noi non ce la farebbero."

Potrebbe sembrare una prigione, quella casa. Un edificio grigio e cupo dove ai bambini sembra mancare uno scopo che li renda veri e liberi. Arrivano lì perché sono orfani o perché qualcuno li ha abbandonati, senza sapere dove hanno trascorso i primi anni della loro vita né con chi. Con sé portano solo qualche ricordo confuso e cicatrici sulla pelle che raccontano di incendi spaventosi, rumori assordanti e fughe nella notte. O forse è solo la loro immaginazione. Forse, come dicono le mamme della casa, fuori dalle mura che circondano l’edificio non succede niente di terribile, e i bambini devono smettere di lasciar correre la fantasia, perché la fantasia è pericolosa e allontana dalla verità.

È tra quelle mura che sono cresciuti Sandro, Nuto, Dino e Giuliano. Hanno trascorso la loro infanzia tra regole da rispettare, mamme che non sono vere mamme e coppie di adulti che facevano la loro comparsa, ogni tanto, per scegliere qualche bambino da portare via con sé. Hanno imparato a stare insieme, a condividere il loro tempo e il loro dolore, a gustarsi un sorriso e a leccarsi le lacrime a vicenda. Ma nel loro cuore c’è sempre stato il desiderio di fuggire, di trovare un modo per andare oltre il muro che circonda quella casa così simile a un inferno.

Sarà la vita a condurli fuori. Una volta adolescenti metteranno piede nel mondo, per scoprire che i loro ricordi erano veri, che al di là delle mura due fazioni opposte stanno portando avanti una guerra che sembra non avere fine. Da una parte c’è il Partito, con il suo esercito organizzato e senza pietà, dall’altra i ribelli, nascosti sulle montagne e pronti a sacrificare loro stessi per una causa ormai dimenticata. Ognuno di quei bambini deciderà di schierarsi, alla disperata ricerca di uno scopo, di qualcosa per cui lottare, ma soprattutto di una famiglia di cui sentirsi parte.

Il tempo, lentamente, passerà. La guerra lascerà il posto a una specie di pace. Alcuni bambini si ritroveranno adulti, altri si perderanno nelle ferite della Storia. E per qualcuno c'è ancora la possibilità di redimersi, di confessare gli orrori che ha commesso, di affidare ad altri una possibilità di salvezza.

Michele Cocchi scrive un romanzo costruito su tre piani temporali, ognuno dei quali segue le vicende di uno dei protagonisti, per raccontare il passaggio dall'infanzia all'adolescenza alla vita adulta. Un lungo racconto allegorico, dove non esistono un dove e un quando. Solo i nomi dei personaggi e alcuni dettagli ci spingono a collocare la storia nell'Italia della Resistenza, ma non c'è niente che ci assicura che sia davvero così, come a voler dare un'idea di universalità. Un romanzo circolare dove si respirano un'atmosfera malinconica e un senso di sconfitta, dove ognuno è chiamato a fare i conti con il proprio passato, per scoprire che quei luoghi che da bambini consideravamo tristi sono proprio quelli dove eravamo più protetti e felici. Perché quello che ci sembrava un inferno era in realtà la cosa più simile al paradiso.

Recensione di Mauro Ciusani


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