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Recensione

Il Il ragazzo invisibile. Seconda generazione copertina
  • Il Il ragazzo invisibile. Seconda generazione
  • Salani
  • 1900

Il ragazzo invisibile. Seconda generazione di Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo

Il mondo di Michele Silenzi era già stato frantumato in mille pezzi.

Era successo quando aveva scoperto di poter diventare invisibile, quando aveva saputo che la donna che chiamava “mamma” non era la sua vera madre, quando aveva incontrato Andrej, il suo vero padre, che gli aveva raccontato la verità: Michele è uno degli Speciali. Ci era voluto del tempo perché quel mondo distrutto si ricomponesse, fino ad assumere una forma nuova. Aveva dovuto imparare a convivere con il suo potere e con le nuove scoperte, e come un vero supereroe si era dovuto mettere in gioco per proteggere i suoi amici.

Ora, dopo tre anni, le certezze di Michele stanno per crollare di nuovo. Ha sedici anni, adesso, è nel pieno dell’adolescenza, suo padre se ne è andato, la ragazza dei suoi sogni esce con un altro, e Giovanna, la sua mamma adottiva, è morta. E forse proprio per colpa sua: perché se quella sera lui non le avesse risposto male al telefono, forse Giovanna non si sarebbe distratta e la sua macchina non sarebbe precipitata dal dirupo finendo dritta in mare. Michele non riesce a darsi pace. È arrabbiato e solo, se ne sta nel suo appartamento buio, sporco e disordinato in compagnia del cane Mario, mangia quello che trova in frigorifero, beve litri di birra e cerca di evitare gli sguardi degli altri, nei quali sembra esserci solo compassione.

Forse quello di cui ha bisogno è uno scopo, un motivo che lo spinga a continuare a vivere e lottare. Sarà l’arrivo di Nataša a cambiare tutto. Ha il potere di generare il fuoco, è una Speciale proprio come lui, ed è sua sorella gemella. E soprattutto gli farà conoscere la sua madre naturale, ancora viva, a differenza di quanto gli era stato sempre raccontato. I tre, insieme, dovranno intraprendere una missione. Salvare Andrej, il padre di Michele, che è stato rapito da un uomo interessato ad aumentare il proprio controllo sull’Europa e sul mondo.

Già nel primo capitolo Gabriele Salvatores si era cimentato nel raccontare le inquietudini e i limiti dell’adolescenza. Con un Michele tredicenne, ancora troppo giovane e troppo spaventato per affrontare al meglio i suoi poteri. Ma ora il ragazzo invisibile è cresciuto e il suo sguardo è cambiato. In questo romanzo, Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo riescono a far emergere i dubbi e le paure di un adolescente che cerca di affrontare la vita come meglio può, da solo, senza voler dipendere da nessuno. Un adolescente che deve tenere a bada la rabbia e imparare a dare un senso al dolore e alle delusioni. E che, tra una festa e l’altra, tra un cocktail e l’altro, deve capire qual è la sua strada, imboccarla e vedere dove lo condurrà. Forse in un posto dove non sarà più da solo, dove ci saranno tanti altri come lui che sapranno capirlo e con cui potrà confrontarsi. Un posto dove finalmente potrà sentirsi parte di qualcosa.

Recensione di Mauro Ciusani




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