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Recensione

L' L' interpretatore dei sogni copertina

L'interpretatore dei sogni di Stefano Massini

Senza sogno non c’è l’uomo. Per statuto naturale, il sogno è un po’ come il respiro, costituisce una parte imprescindibile dell’umano essere. Ma se questa proprietà unisce in modo eguale tutti gli uomini, profondamente diverso è il valore che i sogni hanno assunto nel corso della nostra storia.

I sogni e, poi, l’interpretazione dei sogni: quanto ognuno di noi scava nel buio delle notti per fare emergere da quelle immagini, da quelle storie, i significati nascosti, l’irrisolto del giorno e della vita… ha assunto una condizione di normalità, quasi di banalità l’idea che dentro il sogno si nasconda una verità da interpretare, un messaggio da cogliere, una soluzione da adottare.
Quanto dobbiamo per tutto ciò alla Vienna della fine dell’Ottocento e del primo Novecento (solo lì e in quegli anni poteva nascere la psicanalisi) e ai sogni di Freud, di sua moglie e di quei primi pazienti!
Sembra essere un omaggio a questo mondo il romanzo di Stefano Massini, un testo che spesso tracima verso il saggio, inglobando storie, concetti e tesi in una narrazione piuttosto lineare, pur nella sua complessità.
Siamo davanti a un meccanismo da smontare – afferma il Freud di Massini – attribuendo a ogni ingranaggio una funzione esatta e necessaria. Solo così, temo, il linguaggio dei sogni assumerà un senso. Perfettamente logico.

Come in una vertigine (l’immagine della scala in copertina è assolutamente coerente) Freud scopre le resistenze più o meno consapevoli di ognuno (lui stesso) nell’affrontare le vere ragioni di un sogno, che spesso utilizza un linguaggio deformato per lanciare il suo messaggio, un linguaggio che è quasi doloroso comprendere. Del resto i pazienti di Freud - che si affacciano capitolo dopo capitolo come se noi fossimo nel suo studio, insieme a lui ad ascoltarli -, sono avvolti dentro varie forme di psicosi, da irrefrenabili fobie. È proprio questo che aggiunge pathos al racconto, che immette la ricerca medica nella storia, andando a scandagliare il senso per portarlo allo scoperto e liberare dalla reclusione
L’interpretazione dei sogni non può nascere da simboli uguali per tutti. Ogni sogno è solo di chi lo crea, e a lui solo risponde. Quanto affascinante si dimostra questa affermazione e quanto evidenzia la difficoltà nello sgretolare la crosta ed entrare nel nucleo interno del significato.
Pur seguendo un percorso unico, il libro di Massini appare anche come una raccolta di racconti: ogni caso affrontato da Freud costituisce uno o più capitoli di una storia al tempo stesso chiusa in sé e aperta alla comune costruzione di quello che diverrà un caposaldo della psicoanalisi L’interpretazione dei sogni, appunto.

I sogni sono appigli. I sogni sono alleati. Ma di chi? Contro di chi? E in quale guerra?
Né Massini né il suo interpretatore dei sogni ci daranno una risposta, ma sarà bellissimo partecipare alla scalata verso la cima (e la citazione della montagna non è casuale).  

di Giulia Mozzato


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