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Recensione

Istantanee copertina

Istantanee - Claudio Magris

«La messa è finita, andate in pace. Solo quando puoi nuovamente ridere, diceva una scritta che avevo letto più di trent’anni fa sulla porta del duomo di Linz, hai veramente perdonato.»

In una società dominata dal culto dell’immagine, e da immagini di ogni genere e sorta che ci sfilano davanti come vanitose pin-up sugli smartphone o sugli schermi nel metrò, la Letteratura risponde a tono. In un’ottica di ibridazione fra le arti (analizzata nel dettaglio dal critico d’arte Germano Celant, oltre che da altri eminenti studiosi), e quindi in un mondo in cui pittura moda fotografia architettura e pubblicità diventano spesso indistinguibili, un libro come Istantanee era da un lato prevedibile, e al contempo attesissimo. Non è un libro di poesie, non è un romanzo, non è una sceneggiatura teatrale. «Ceci n’est pas un livre!», avrebbe detto probabilmente Magritte, sprezzante e divertito, se ne avesse sfogliato anche solo le prime pagine. E gli sarebbe piaciuto tantissimo.

Infatti il titolo e ancor di più la scelta dell’immagine di copertina – uno splendido scatto sognante e sospeso di Luigi Ghirri (Ile Rousse, 1976) – si fanno simbolo di quello che il lettore troverà all’interno: una mostra di racconti parole e pensieri, esposti in ordine cronologico, attraverso i quali l’autore, con trascinante ironia e accademica severità, riflette su un presente in continuo mutamento da lui “fotografato”, ossia fissato sulla carta, e infine datato. Queste Istantanee formano quindi un affresco degli ultimi anni, dal 1999 al 2016, andando a comporre quasi un percorso museale. A ogni tappa, una situazione paradossale, un volto ammiccante o una schiera di teli neri nella celebre galleria di Leo Castelli, inducono il lettore a riflettere su tematiche politiche, questioni sociali, sul rapporto con gli altri o più semplicemente su se stesso.magris

A partire da un’istantanea in cui si descrivono le persone-tipo presenti alle convention più esclusive, si ragiona su una società chiusa e bigotta che solo da poco accetta, e ancora a fatica, che l’eminente professore o la ferrea manager possano esservi accompagnati, rispettivamente, da un signore e da una signora; in un’altra istantanea, osservando un graffito lasciato da uno sconosciuto su un muro berlinese, si dipana invece il ragionamento sull’importanza della lettura e della scrittura nella contemporaneità: «Certo, leggere una storia di una vita non è la stessa cosa che viverla o esserne testimoni, sentire parole che toccano il cuore, mentre escono da una bocca. Ma quelle parole ci nutrono grazie a chi le ha fermate e trascritte».

Le Istantanee, come in un’esposizione d’arte, immortalano sì un particolare raggio di luce radente o una scena insolita che merita di essere ricordata, ma non dicono e non possono raccontare tutto. Perché, all’osservatore, vogliono lasciare sempre il privilegio di “dire la sua”.

Recensione di Riccardo Zironi

Istantanee - Claudio Magris
178 p., rilegato - 18 € - La nave di Teseo
IBSN 9788893440639


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