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Recensione

L' L' imperfetta copertina

L'imperfetta - Carmela Scotti

Nessuno può rubare la libertà a chi la custodisce dentro di sé. Un romanzo potente. Finalista al Premio Calvino.

"Notte e giorno dicevo nella testa le parole dei libri di mio padre. Le avevo tutte nella memoria, nessuno può rubare i pensieri senza peso, sottrarli nel sonno a chi li tiene stretti."

Forte e antico, come la Terra. Non c’è forse altro modo di descrivere un romanzo così genuino, così dolorosamente concreto come L’imperfetta, storia di una ragazza siciliana di fine Ottocento contro cui si accaniscono il destino, l’ignoranza e la crudeltà degli uomini. L’esito infelice e profondamente ingiusto della sua vicenda si intravede già dalla prima pagina, dove incontriamo Catena (questo è infatti il nome della protagonista, un nome che sa di oppressione: omen nomen, direbbero i latini) al buio, in prigione, in attesa di ricevere la sentenza che metterà fine alla sua agonia.

Questo è infatti il Fato riservato a chi è strega, a chi è "mavara" e conosce il potere delle erbe, degli astri e della terra. In un’epoca colma di superstizione e sospetto, una donna capace di guarire e curare in cambio non riceve altro che minacce e insulti. Novella Medea, la sua magia (che altro non è se non qualche nozione di botanica e di medicina) spaventa e intimidisce le persone attorno a lei, condannandola a un cammino tragico fatto di ingiustizia e di libertà perdute.

In effetti dal romanzo emerge una certa gravitas da tragedia greca: la si percepisce nella protagonista, che non è l’innocente della tragedia moderna, ma allo stesso tempo vittima e carnefice (“l’assassina”: così la chiamano, e non erroneamente, i suoi compaesani); nella venerazione per le piante, per le stelle e per i libri, portatori di una saggezza quasi sacra, da molti dimenticata; nella polarità tra città e campagna, tra la forza vibrante e autentica della natura e la corruzione della civiltà; nell’amore quasi commovente per una parola che è suono, ricordo e respiro, unico mezzo in grado di schiudere le profondità dell’animo umano.ant

Oltretutto in questa tragedia il personaggio meglio riuscito è sicuramente quello della protagonista Catena, con una personalità dirompente e con la forza e lo spessore di un’eroina sofoclea. Il resto dei personaggi infatti, a eccezione delle poche figure positive (per esempio quella dell’amatissimo padre), fa parte di un coro, da un certo punto di vista molto verghiano, volto a rappresentare la società umana nel suo complesso: una società pronta solo a giudicare e a ferire, dove chi prova a combattere il proprio destino ne esce amaramente sconfitto.

Si tratta quindi di un romanzo di vinti, specchio di un’umanità sconfitta. Una storia che forse oggi può apparire molto lontana, sia per l’ambientazione che per i modi con cui è narrata; e che tuttavia, con grave semplicità, ci offre un insegnamento sull’ingiustizia valido al di là del tempo e delle stagioni. Forte e antico, come la Terra.

Recensione di Elena Malvica

L'imperfetta - Carmela Scotti
194 p., rilegato - 14,90 € - Garzanti
ISBN 9788811688464


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