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Recensione

La La bottiglia magica copertina

La bottiglia magica - Stefano Benni - Luca Ralli - Tambe

La fantasia è pericolosa. Se ne rendono conto molto presto, e a loro spese, i due protagonisti di questa storia.

“Sento il rumore del mare. Sento la musica. Sento che c’è una storia che vuole iniziare.”

Molto più di un libro. Un filtro magico di parole in cui vengono dosati scrupolosamente il pentagramma con la canzone che il gatto Mouse canta alla protagonista per addolcirle un momento di sconforto, irresistibili fumetti che si intrufolano fra le righe della narrazione, pagine del “Giornale degli Abissi”, lettere, sogni di ogni genere, creature impensabili e molto di più. Sembra di guardare un quadro di Dalì, ma si sta leggendo La bottiglia magica.

Il tema dominante del libro è una storia di amicizia destinata a nascere fra due ragazzi che neppure si conoscono: da un lato del mare, ambivalente simbolo della dinamica della vita ma anche di incertezza, vive il giovane Pin che sogna un futuro di gioia e ricchezza nel Diladalmar; dall’altro lato – quindi proprio dove il protagonista è intenzionato a emigrare per cercar fortuna – vive Alina, chiusa in un College popolato di strani insegnanti e mostruose entità, senza sapere neppure il perché. «Vivevo coi miei genitori in una bella casa di campagna poi una notte sono arrivati dei signori strani e mi han portato via. Hanno detto che il Governo seleziona ragazze intelligenti e un po’ bizzarre come me e le raduna in un College dove impareranno a vivere, obbedire e avere un posto nella società».

Alina così descrive la sua situazione nella lettera che decide di affidare all’incertezza, e quindi al mare, per cercare aiuto oltre i flutti, oltre il buio e la paura, oltre l’ignoto. Anche se, in cuor suo, già sa che quella lettera messa con mestizia e tanta speranza in una bottiglia verrà trovata da un ragazzo non troppo diverso da Pin. E come fa a saperlo con granitica certezza? Semplice: perché l’ha sognato.
Ma nel College dove lei vive, i mostruosi docenti che impartiscono lezioni di qualunquismo e banalità attraverso piccoli schermi collocati nelle camerette degli allievi, non amano quelli come lei: chi pensa troppo, si fida delle proprie sensazioni e sogna di fare da grande lo scrittore (quello poi...) non potrebbe certamente seguire, senza criticare, le lezioni della preside Queen Fascion, ex modella e docente di sfilata, trucco e mobbing delle rivali, né tantomeno le divagazioni epistemologiche sulle boy band, tenute dal professor Adelio Award. Quelli come lei, pensano troppo.

La bottiglia magica, quindi, reca sia un messaggio a Pin che decide di cercare Alina e sfidare le convinzioni del padre e le convenzioni dei pallidi amici del circolo marittimo, sia a chiunque vorrà avventurarsi in questo libro. Un libro del genere non può essere solo letto, ne vanno solcate le pagine con un intrepido spirito di avventura, perché è anche un’acre e salace satira rivolta alla società in cui viviamo: troppo vanesia, troppo social, troppo materiale.docc

Temi così profondi vengono poi stemperati dalla frizzante ironia di Benni, resa ancora più vivace dalle illustrazioni di Luca Ralli e Tambe, capace di immaginare una volgare fata turchina muscolosissima, un terribile cuoco di nome Monsterchef, il nano Brontolo in una veste davvero inattesa, gatti wifi e altre surreali creature di fantasia. Fra topi librai e ricette che insegnano a cucinare un drago di media taglia, l’autore dimostra che il sogno e l’immaginazione possono realmente, e non solo, diventare l’ancora di salvezza per non annegare nell’infelicità, ma anche il motore che spinge l’uomo a non essere statico, a solcare il mare delle sue paure.

«Secondo me il mostro dietro la porta», fa notare il gatto Mouse ad Alina, «è più spaventoso, perché sei tu che lo immagini, gli dai la forma delle ombre che ti terrorizzano […] Ma nel momento in cui apri la porta puoi guardarlo e affrontarlo».

Recensione di Riccardo Zironi

La bottiglia magica - Stefano Benni - Luca Ralli - Tambe
224 p., ill. - 18 € - Lizard
ISBN  9788817089968


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