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Recensione

Prigionieri dell'Islam. Terrorismo, migrazioni, integrazione: il triangolo che cambia la nostra vita copertina
  • Gruber Lilli
  • Prigionieri dell'Islam. Terrorismo, migrazioni, integrazione: il triangolo che cambia la nostra vita
  • Rizzoli
  • 2016

Prigionieri dell'Islam. Terrorismo, migrazioni, integrazione: il triangolo che cambia la nostra vita - Lilli Gruber

L’Islam è una realtà, e sta bussando prepotentemente alle porte del mondo Occidentale. Lo fa attraverso le ondate migratorie e gli attacchi terroristici che stanno sconvolgendo il cuore dell’Europa intera. Che fare dunque? È possibile intavolare un discorso basato su regole e valori condivisibili?

È da questa presa di coscienza, da questo fatto ineludibile che si apre la ricerca della giornalista Lilli Gruber. Un libro a metà tra l’inchiesta, attraverso il piacere dell’indagine, e la documentazione geopolitica che prende avvio con una introduzione efficace e attualissima sugli gli attacchi terroristici parigini del 13 novembre 2015 rivendicati dall’Isis, ultima incarnazione del terrore.

Da questo punto di partenza l’analisi dell’autrice si apre su uno scenario vastissimo nel cuore stesso del Mediterraneo, toccando quasi tutti i punti delle più spinose questioni politiche a livello di integrazione, di emergenza umanitaria e di sicurezza. Dalla Sicilia, o più nello specifico da Augusta, crocevia dei disperati in fuga dal Nord Africa, fino ai problemi dell’Arabia Saudita a proposito delle libertà individuali delle donne.

Nel mezzo tutta una serie di interviste e di storie di uomini politici e semplici cittadini che vivono quotidianamente un islam di provincia. In qualche modo tutti quanti imprigionati, come suggerisce il titolo, da sogni e pregiudizi. È la religione musulmana infatti l’unico filo rosso che collega i racconti personali, gli excursus legati alle problematiche internazionali e i meri fatti di cronaca. Un percorso tracciato da una fede vissuta con coraggio dai nuovi cittadini europei ma con constante timore dai vecchi. Tutti quanti dunque sembrano dover avere a che fare con nuovi luoghi di culto, ma anche con le problematiche mediorientali che con un taglio giornalistico vengono posti al lettore in una ricerca continua tra informazione e riflessione profonda.
 LillGubr

Quale sarà il futuro della Siria? Che ruolo giocherà l’Italia? Gruber, con l’abile penna da reporter, pone sullo stesso piano i rischi della nuova integrazione e della “guerra al terrore”. Lo fa attraverso un unico punto di vista: la causa non religiosa ma politica del conflitto interculturale. Una presa di posizione forte, un’autentica denuncia verso un gioco di potere post-11 settembre che ha minato ogni possibilità di dialogo.

Esistono però dei mezzi per rendere una convivenza possibile. Il contro veleno, il rimedio, per la giornalista è uno solo: la combinazione di uno spirito critico e la rinuncia dell’Occidente della sete di potere e di legittimazione, che possa permettere una cooperazione sopra ogni fanatismo. Una soluzione applicabile anche nel nostro piccolo, in ogni quartiere, per evitare nuove Parigi e Bruxelles. Il modello è quello di Firenze, della moschea in pieno centro a contatto con il tessuto vitale della città. “Fare uscire i ragazzi da luoghi di culto improvvisati in garage”, come quello di Viale Jenner a Milano, è urgente per salvare l’anima del mondo libero.

Recensione di Giuseppe Giordano

Lilli Gruber - Prigionieri dell'Islam. Terrorismo, migrazioni, integrazione: il triangolo che cambia la nostra vita
347 pag., 19,50 € - Rizzoli (Saggi italiani)
ISBN 9788817088541


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