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Recensione

Due partite copertina

Due partite di Cristina Comencini

"Forse sono un'idealista, ma penso che a poco a poco tutto questo cambierà... queste cose che ci fanno soffrire così tanto, non esisteranno più."

I testi teatrali sono sempre penalizzati dai lettori. In realtà non è affatto difficile o noioso leggere un copione, ma chissà perché chi lo prende in mano spesso lo scarta, preferendogli un romanzo o una raccolta di racconti.
Non fatelo in questo caso!
Se non avete avuto la fortuna di vedere questo spettacolo rappresentato a teatro nella versione interpretata da un quartetto d'eccezione composto da Isabella Ferrari, Margherita Buy, Valeria Milillo e Marina Massironi (e potete leggere sulle pagine di Wuz la presentazione a quattro, anzi cinque voci - con l'autrice - della commedia) potrete goderlo almeno nelle pagine scritte di un libro denso e intelligente.


Il testo, come lo spettacolo, è nettamente diviso in due, le due partite del titolo, con quattro giocatrici diverse tra la prima e la seconda parte.
All'inizio - siamo negli anni Sessanta - conosciamo le madri, quattro casalinghe quasi "disperate" come quelle di oggi, e sicuramente, come tutte le donne, immerse nei problemi di famiglie e mariti più o meno felici. Il primo tempo si chiude con le doglie di un parto imminente, in un'ottimistica visione generatrice.
Nella seconda parte conosciamo le quattro figlie, ormai donne "liberate" - ma si può davvero dire così? - indipendenti, capaci di scelte autonome, realizzate nel lavoro.
La prime, amiche per passatempo, con molte ore libere a disposizione; le seconde amiche senza tempo, troppo impegnate nella quotidianità travolgente per trovare ore libere e fare due chiacchiere tranquille o una partita a carte.  Il secondo tempo chiude il sipario sull'impossibilità di avere figli, in un'ottica pessimistica di sterilità.
Anche il ruolo degli uomini, che non vediamo mai ma che sono al centro dei discorsi delle protagoniste, cambia sostanzialmente. Nella prima parte sono i "forti" capofamiglia che nel bene e nel male gestiscono l'andamento della coppia. Nella seconda parte il ruolo si inverte e sono le donne a tenere in mano le redini del rapporto.


Marina Massironi, Valeria Milillo, Margherita Buy e Isabella Ferrari provano il secondo atto con Cristina Comencini
(Foto di Pino Le Pera)
Cristina Comencini non parteggia, non ha preferenze, semplicemente fotografa la realtà, la trasformazione della condizione della donna, il suo nuovo ruolo nella società. Ritrae, pennella, racconta, conduce lungo il suo percorso, ma non giudica, non fa la morale, non insegna a vivere. Che meraviglia!


Dal 5 marzo 2007 è on-line un sito dedicato interamente a Cristina Comencini, dove troverete interviste, immagini, filmati e video, tra teatro, cinema e libreria: i tre mondi in cui lei naviga.
Ecco cosa scrive nella presentazione: "Con questo sito vorrei unire due momenti del lavoro artistico, quello della solitudine e quello della grande comunicazione. Nella solitudine penso alle cose, cerco di capire cosa siano e come le voglio fare. La comunicazione con gli altri mi è indispensabile per capire se ciò che ho pensato e sentito in solitudine sia qualcosa di condivisibile. Questo è l’obiettivo del sito: non eliminare la solitudine, ma riempirla delle voci degli altri".



Le prime pagine


PERSONAGGI

Beatrice
Claudia
Gabriella
Sofia

Un salotto borghese degli anni sessanta. Un tavolo da gioco. Un divano, delle poltrone. Un carrello con le tazze da tè e i pasticcini.
Tre donne sui trentacinque anni giocano a carte. Una delle sedie è vuota, scostata dal tavolo, come se la quarta giocatrice si fosse momentaneamente assentata.

GABRIELLA     (a Claudia) Smettila di terrorizzarla! È inutile dirle cosa l'aspetta, lo capirà da sola, com'è successo a tutte.
CLAUDIA    Cosa le ho detto?
GABRIELLA     "Ti sembrerà di morire e quando ti sentirai che proprio non ce la fai più, che sei morta, allora pensa che i dolori sono appena cominciati."
CLAUDIA    (giustificandosi) Ma le ho anche detto che quando avrà il bambino tra le braccia, dimenticherà tutto.
SOFIA   Io non ho dimenticato niente...
CLAUDIA   E ne hai fatta una sola, io tre!
SOFIA   Diciamo che non sono più venuti.
CLAUDIA    Non c'è esperienza della vita che vale il bambino attaccato al seno.
GABRIELLA     Ha parlato la madonna...
SOFIA    Dai, giocate, non cominciamo...

Nel salotto entra la quarta donna, incinta all'ultimo mese, va verso il divano, prende la borsetta, estrae un rossetto.

BEATRICE    Sono così carine! Sapete: giocano a essere noi, si sono vestite da donne, con le borsette, tutte e tre sedute in circolo, danno le carte, prendono il tè, parlano, fanno le signore...
GABRIELLA    Povere bambine, neanche da bambine...
CLAUDIA    A che gioco dovrebbero giocare? Tu a che gioco giocavi?
GABRIELLA    Alle signore...
CLAUDIA    E allora? Lo fanno anche loro...
GABRIELLA    Non se ne esce...
SOFIA    (a Beatrice) Beatrice, tocca a te!
BEATRICE    Ah, sì, scusate... (Sedendosi al tavolo da gioco) Come vorrei anche io una bambina! La tua, Gabriella, si è messa i tacchi alti e il rossetto, e racconta alle altre due che suo marito non c'è mai e a lei tocca fare tutto, che lui è un egoista, e che lei ha sacrificato la sua vita a lui, che ha smesso di suonare e si sente sola, così sola... Sapessi come lo dice fingendo di singhiozzare, è uno spasso tua figlia!
GABRIELLA    (balbettando) Ma io non mi lamento mai con Sara...
CLAUDIA   Ma Sara capisce...
GABRIELLA  (stizzita) Cosa capisce?
CLAUDIA   Che sei infelice...
GABRIELLA    Perché, a te non capita mai di sentirti un po' sola e infelice?
CLAUDIA    (come dicesse "mai") Qualche volta...
BEATRICE    Infatti tua figlia nel gioco è la più contenta: mentre le altre prendono il tè, lei culla i bambini e li cambia, culla i bambini, li fa mangiare e li cambia... Ogni tanto pulisce la casa.
GABRIELLA   (ridendo) Povera Cecilia...
SOFIA   Chiuso.
CLAUDIA   Che fortuna!
SOFIA   Voi discutete, io gioco.
GABRIELLA   Già, a te non interessano questi argomenti.
SOFIA    Infatti, sempre gli stessi discorsi. Tu sei piena di risentimento e Claudia ci da lezioni di maternità perfetta.
CLAUDIA    Non do lezioni ma non mi sento infelice, ho scelto di avere tre bambini, Cesare lavora,
io li cresco, ci ritroviamo la sera e ognuno sente di aver fatto qualcosa di importante.
GABRIELLA     (mischiando le carte) Che quadretto fantastico! L'eterna illusione...
CLAUDIA    (con rabbia, tendendole un mazzetto di carte) Hai dimenticato queste!
BEATRICE    A me sembra una cosa bella, non è bello avere bambini?
GABRIELLA     Sì, è bello Beatrice, è una cosa bellissima!
CLAUDIA    (a Gabriella) Perché illusione? Avanti, cosa vuoi dire?
SOFIA     Basta! Vi prego, giochiamo. Le nostre bambine fanno meno chiasso di noi!

© 2007 Giangiacomo Feltrinelli Editore

Comencini Cristina - Due partite
95 pag., 8,50 € - Edizioni Feltrinelli 2006 (Super universale economica)
ISBN 9788807840739



L'autrice



12 marzo 2007 Di Giulia Mozzato

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