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Recensione

Joyland copertina

Joyland di Stephen King


La gente pensa che il primo amore sia tanto dolce, e lo diventi ancora di più quando il legame si spezza. Conoscerete almeno un migliaio di canzoni pop e country sull'argomento, con qualche povero scemo dal cuore infranto. Ma quella prima ferita è la più dolorosa, la più lenta a guarire e lascia una cicatrice orribile. Che ci sarà di dolce...


Torna Stephen King con un romanzo intenso che parla di amore, di vita e di morte. E di un mistero da risolvere, ovviamente, ma il thriller stavolta passa in secondo piano.
Chi racconta è uno scrittore sessantenne che ricorda l'estate dei suoi ventuno anni. Un'estate davvero indimenticabile...


È il 1973, a Heaven's Bay in Nord Carolina l'estate regala giornate assolate. C'è poco da fare a Heaven's Bay, soprattutto se sei uno studente universitario squattrinato e con il cuore spezzato. Non resta che trovarsi un lavoro per racimolare qualche spicciolo e passare il tempo... Quasi per caso Devin trova proprio quello che ogni ventunenne sogna: lavorare in un parco giochi per la stagione estiva. Così, mentre la ragazza di cui è innamorato se ne va a Boston sostenendo che la distanza avrebbe fatto bene alla loro relazione, Devin accetta il lavoro a Joyland.
Joyland è molto diverso da un tradizionale parco divertimenti. Chi l'aveva progettato doveva nutrire una vera e propria ossessione per i cani perché tutto sembra ruotare intorno a questo animale: persino la specialità del carrettino degli hot dog si chiama Cucciolotto Goloso. La concorrenza dei grandi parchi come Disneyland è forte.
Devin sarà uno degli Allegri Aiutanti al servizio dei clienti del parco giochi. I suoi colleghi sono personaggi decisamente strambi, come la veggente Madame Fortuna, una delle prime persone che incontrerà. Devin riuscirà a stringere amicizia con i coetanei Tom ed Erin, e diventeranno presto inseparabili.
Giostre, scivoli acquatici, ruote, tazze rotanti ...e non manca ovviamente il Castello del Brivido. Ma gira voce che all'interno del Castello sia rimasto imprigionato il fantasma di una ragazza uccisa quattro anni prima, Linda Gray. Quelli che lavorano a Joyland giurano di averla vista più volte, vestita come il giorno che fu ritrovata morta.
In breve tempo nuovi particolari si aggiungono a questa vecchia tragica storia. Si scopre che l'omicidio di Linda Gray non sarebbe un caso isolato, ma segue un modello ben preciso.
Ma sembra che il Male si sia impadronito del parco e che proprio Devin sia stato scelto per combatterlo. E per salvare un nuovo amore che sta sbocciando...


Che dire? Stephen King muove gli ingranaggi della sua ruota narrativa come un abile giostraio, come sempre. Le sue specialità, si sa, sono ricreare meticolosamente la vita quotidiana e stabilire una magica sintonia con i suoi personaggi; e così ci troviamo immersi nella particolare realtà di Joyland, con i suoi riti, le sue gerarchia, una ricca varietà di personaggi e di linguaggi.
King riesce a divertirci e a farci anche un po' riflettere. Perché sotto la trama avvincente del thriller c'è molto di più: c'è la storia di un giovane nel passaggio all'età adulta che si trova a fare i conti con ciò che conta davvero nella vita. E un senso di inquietudine che serpeggia in tutto il testo.
Una giusta dose di mistero, una scrittura instancabile e un ritmo perfetto: Joyland è la lettura ideale per l'estate, per rinfrescare le torride giornate sotto l'ombrellone.



Stephen King - Joyland

Titolo originale: Joyland
Traduzione di Giovanni Arduino
351 pagg., 19,90 € - Edizioni Sperling & Kupfer 2013 (Pandora)
ISBN 9788820054274


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