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RECENSIONE

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Titolo Persi in un buon libro
Autore Fforde Jasper
Dati 412 p., brossura
Prezzo € 17,00
Prezzo IBS € 14,45
Editore Marcos y Marcos
Collana Gli alianti
EAN 9788871684482
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Jasper Fforde

Persi in un buon libro


Thursday Next, coraggiosa detective letteraria protagonista de Il caso Jane Eyre, è finalmente tornata! Una nuova avventura, nuovi nemici e vecchie conoscenze, ma, soprattutto, tanti altri buoni libri in cui perdersi…  

Jasper Fforde ci riporta nella stramba Inghilterra del 1985: i libri sono al centro dell’attenzione generale, distributori automatici agli angoli della strada offrono letture di Shakespeare per pochi penny e gli scontri tra surrealisti e impressionisti sono all’ordine del giorno. La Goliath Corporation ha il monopolio dell’informazione e vorrebbe dominare il mondo; la guerra di Crimea si trascina da più di un secolo; il dodo è l’animale domestico più chic e il tempo tende a flettersi all’improvviso: rallenta, si ferma e torna indietro. Per fortuna ci sono i detective letterari che vigilano sui crimini contro i libri, la merce più preziosa che esista. 

Chiuso il caso precedente dopo aver salvato Jane Eyre, sequestrata dal perfido Acheron Hades  e aver ritrovato Landen, l’uomo della sua vita, Thursday potrebbe godersi il meritato riposo, la nuova vita matrimoniale e la dolce attesa di un bambino, ma nuove sfide l’attendono.  Sono stati ritrovati altri due falsi del Cardenio di Shakespeare, la Grande Biblioteca indaga e, come se non bastasse, il mondo è minacciato da una fine improvvisa. Un misterioso personaggio, capace di manipolare il caso e cancellare i ricordi, si è messo sulla sua strada e non le lascia un attimo di respiro. La potentissima Goliath Corporation reclama la liberazione di un suo scagnozzo, Jack Schitt, che Thursday ha imprigionato nella tenebrosa poesia Il Corvo di Edgar Allan Poe e per convincerla a liberarlo non esita a ricorrere al più subdolo dei ricatti: sradica Landen dal tempo e dallo spazio, come se non fosse mai esistito.

Thursday ha bisogno di un rifugio, di nuovi alleati, di un luogo sicuro dove partorire il bambino che porta in grembo e un altro mondo esiste, basta saperci entrare. È il mondo dei libri, vasto e misterioso, popolato da protagonisti appagati, ma anche da PageRunner, ansiosi di scrollarsi di dosso un ruolo troppo ingrato, e da personaggi amareggiati, scartati all’ultimo momento dalla stesura definitiva di un romanzo. Un mondo insidiato da Grammassiti in grado di risucchiare tutti gli aggettivi di un capitolo, nonostante la sorveglianza degli agenti speciali di GiurisFiction. L'unica via per risolvere il nuovo intrigo passa per il romanzo Grandi Speranze di Charles Dickens, Il processo di Kafka, Alice nel paese delle meraviglie di Carroll e, perché no, anche per le semplici istruzioni della lavatrice. Tramite note a piè di pagina Thursday riceve messaggi sorprendenti: il mondo dei libri le offre un riparo. Per entrarvi non servono formule magiche: basta leggere, e continuare a farlo, dimenticando se stessi e il mondo reale, fino a… perdersi in un buon libro.

I romanzi di Jasper Fforde sono, come lui stesso li definisce, “coltellini svizzeri del libro” perché sotto la copertina ci si può trovare un po’ di tutto; sono romanzi che incrociano i generi e possono  raggiungere i lettori più diversi: appassionati di fantascienza, fantasy, polizieschi, horror, letteratura romantica, thriller…una volta entrati nel mondo di Thursday Next non si può fare a meno di volerci rimanere il più a lungo possibile e perdersi tra le sue pagine.

Le prime pagine

I

"L'Adrian Lush Show"


Non l'ho chiesto io di essere una celebrità. Non avrei mai voluto comparire all'"Adrian Lush Show". E mettiamo subito in chiaro una cosa: lascerei il mondo andare a catafascio piuttosto che aderire a una video-cavolata tipo "Thursday Next all'opera".
La pubblicità conseguita al felice reinserimento di Jane Eyre nel suo libro, se mi ha a tutta prima divertito, non ha poi tardato a tediarmi. Ben volentieri ho posato per foto ricordo, concesso interviste ai giornali, preso parte - dopo qualche esitazione - a "Cattivi odori dell'Isola dei Famosi", e per fortuna mi è stato risparmiato l'imbarazzo di presentarmi in veste di "celebrità" a "Come si chiama questo frutto?" Il pubblico - sempre affascinato dalla fama - pretendeva di sapere tutto sul mio conto, in seguito alla mia escursione tra le pagine di ]ane Eyre e - dal momento che le Operazioni Speciali hanno un indice di gradimento pari a quello di Vlad l'Impalatore - ai nostri capi sorrideva l'idea di servirsi di me per rinvigorire la loro scemante popolarità. Animata dal senso del dovere, sono andata in tournée nel mondo intero a rilasciare autografi, inaugurare biblioteche, chiacchierare con la gente e concedere interviste. Le solite domande, le solite risposte con il nulla osta delle OPS. Apertura di nuovi supermercati, banchetti letterari, offerte di contratti editoriali. Ho persino incontrato l'attrice Lola Vavoom, la quale mi ha detto che sarebbe stata entusiasta di interpretare me, in un film - se lo faranno. È stata una faticaccia ma - più che altro - una noia, uno strazio. Per la prima volta nel corso della mia carriera di Detective Letteraria ho addirittura rimpianto certe mansioni trantran come la certificazione di autenticità delle opere di Milton.
Non appena terminata la tournée, mi sono presa una settimana di ferie per potermi dedicare, con Landen, alla nostra vita coniugale. Ho trasferito tutte le mie cose in casa sua, cambiato posto ai mobili, aggiunto i miei libri a quelli di mio marito e aiutato Pickwick, il mio dodo, ad ambientarsi nella nuova dimora. Landen e io abbiamo ritualmente suddiviso lo spazio nell'armadio - in camera da letto - deciso di condividere il cassetto delle calze, poi abbiamo bisticciato per stabilire a chi spettasse il lato contro la parete del talamo nuziale. Abbiamo avuto conversazioni lunghe e squisitamente inutili intorno a niente di particolare, portato Pickwick a spasso nel parco, siamo andati a cena fuori, abbiamo cenato in casa, ci siamo guardati a lungo in faccia e abbiamo dormito fino a tardi ogni mattina. È stato meraviglioso.
Il quarto giorno di quella vacanza, dopo pranzo e prima della visita di mia suocera, mentre Pickwick faceva baruffa per la prima volta con il gatto dei vicini, ho ricevuto una telefonata da Cordelia Flakk - l'addetta alle pubbliche relazioni delle OPS qui a Swindon. Mi ha detto che Adrian Lush mi voleva nel suo programma. Non è che l'idea mi entusiasmasse, ma c'era un incentivo. L"'Adrian Lush" sarebbe andato in onda in diretta e - mi garantiva la Flakk - "senza esclusione di colpi", il che mi allettava un bel po'. Nonostante le mie numerose interviste, la storia vera del caso ]ane Eyre non era stata ancora raccontata e io morivo dalla voglia di immischiarci la Goliath e dire la mia su questa gigantesca multinazionale. La Flakk mi assicurò che quella sarebbe stata la volta buona per spazzar via le frottole propinate dalla stampa e ciò mi fece decidere di accettare: sarei andata ali'"Adrian Lush".
Mi recai, qualche giorno dopo, agli studios di Rete Rospo. Da sola. Landen aveva una scadenza imminente e doveva darci dentro. Ma non restai sola a lungo. Non appena ebbi messo piede nell'atrio della Rospo, una figura verde-muffa mi si parò davanti.
«Thursday, tesoro!» esclamò Cordelia. «Sono così contenta di vederti qui!»
Il regolamento delle OPS stabiliva che il nostro abbigliamento doveva essere "dignitoso", ma nel caso di Cordelia Flakk evidentemente avevano fatto un'eccezione. Era impossibile immaginare qualcuno che somigliasse meno a un pubblico ufficiale. L'apparenza, in lei, ingannava davvero. Era una OPS da cima a fondo: dai tacchi a spillo fino al foulard giallo-rosa intorno ai capelli.

© 2007, Marcos y Marcos

Fforde Jasper - Persi in un buon libro
412 pag., 17,00 € - Edizioni Marcos y Marcos 2007 (Gli alianti)
ISBN 9788871684482


L'autore



15 febbraio 2007 Di Sara Marchesi


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