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Recensione

Figli dello stesso padre copertina

Figli dello stesso padre di Romana Petri

I loro sguardi ogni tanto si incrociavano e sembravano dirsi solo una cosa: riappacifichiamoci o dichiariamoci guerra per sempre, ma facciamolo per bene, e prima di morire.

CANDIDATO DA LONGANESI AL PREMIO STREGA 2013
Presentato da Alberto Asor Rosa e Silvano Salvatore Nigro


Germano ed Emilio sono figli dello stesso padre ma di due donne diverse. Sono come il giorno e la notte, tra di loro c'è una distanza che parrebbe incolmabile.
Eppure c'è qualcosa di grande e profondo che li unisce: entrambi hanno amato, insoddisfatti, un padre ingombrante, Giovanni, affermato designer, una figura egocentrica, titanica, che ha pesato nelle loro vite quasi come un macigno.
Germano, il primogenito, è sempre stato il preferito del padre e non è mai riuscito ad accettare il divorzio dei genitori. Per questo non ha mai perdonato Emilio, il fratellastro nato dalla seconda relazione del padre, causa principale della separazione dei genitori. E non ha mai compreso l'affetto della madre nei confronti di quella donna - anche lei sedotta e abbandonata, come tutte le altre svariate donne di Giovanni - che aveva rovinato il suo matrimonio e del figlio di lei. Da parte sua, Emilio ha vissuto il dramma di essere il figlio non voluto, e ha cercato disperatamente di ottenere l'amore del padre e del fratello.
Oggi Germano ed Emilio si incontrano dopo un lungo silenzio durato dal giorno della morte del padre. Si ritrovano in occasione dell'inaugurazione della mostra di Germano a Roma. Hanno rispettivamente quarantanove e quarantanni e vite completamente diverse. Germano è testardo e impetuoso, è un artista, ha una vita sregolata e un rapporto quasi morboso con la madre. Non ha mai voluto relazioni stabili per paura di legarsi. Il suo carattere è stato temprato dalla rabbia di un'infanzia distrutta dal divorzio dei genitori. Forse ha invitato in Italia Emilio solo per poterlo umiliare ancora, per ribadire una volta di più che la colpa di tutto è solo sua. Emilio è un uomo riflessivo, vive a Pittsburgh, è sposato con Jenny, ha una famiglia felice, ma ricorda con dolore tutto quello che ha vissuto da piccolo: un rapporto distante con un padre di cui quasi non si sentiva figlio, un fratellastro che lo odiava, i compagni di scuola che lo prendevano in giro. Così, quando riceve l'invito di Germano non ha dubbi: deve tornare e affrontare il passato, il rancore di suo fratello, per quanto possa fare male.
Nei pochi giorni che passeranno insieme, tra furiose litigate e infantili rivendicazioni, qualcosa alla fine cambierà...


Figli dello stesso padre è un libro intenso, travolgente, di passioni forti, che si muove tra presente e passato, sull'onda del ricordo. Il punto di vista di Emilio e Germano si alternano, ognuno con la propria versione di quello che è successo.
Romana Petri scava nella psicologia dei suoi personaggi, costruisce figure piene, cura i dettagli e i dialoghi. La sua attenzione non viene meno nei confronti dei personaggi minori, addirittura verso la figura assente del padre, che giganteggia su tutta la narrazione.


Romana Petri - Figli dello stesso padre
297 pagg., 16,40€ - Edizioni Longanesi 2013 (La Gaja scienza)
ISBN 978-88-3043611-4


L'autrice


05 aprile 2013 Di Sandra Bardotti

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