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Recensione

Cate, io copertina

Cate, io di Matteo Cellini

Sono irriconoscibile quando saluto mamma sulla porta, e non perché ho mezza faccia sotto la sciarpa, semplicemente, come il più triste dei supereroi, la mia identità scompare non appena esco di casa, appena supero la cancellata - e non sono più Caterina.

CANDIDATO DA FAZI AL PREMIO STREGA 2013
Presentato da Filippo La Porta e Paola Mastrocola


Tutte le mattine Caterina si sveglia, fa colazione con la sua famiglia, si veste e va a scuola. Appena esce di casa non è più Caterina, si trasforma in una supereroina: Cater-pillar, Cate-ciccia, Cate-bomba. Trasformarsi in una supereroina è il solo modo che ha per sopravvivere. Perché Caterina è obesa e i vestiti che la stringono sono il costume da supereroe che indossa quotidianamente per proteggersi dalle cattiverie del mondo. Ogni giorno è una nuova lotta. La sola normalità che Caterina conosce è quella all'interno delle mura domestiche, in una famiglia di obesi.

Quando Caterina si trasforma acquisisce singolari superpoteri. Caterina è il paragone che salva: nessuna è più brutta, più grassa o più sola di lei. La sua arma è l'autoironia che precede l'offesa per attutirne il potere distruttivo. Caterina gioca d'anticipo. Prevede le malignità che dicono sul suo conto per non rimanere scottata. Non manca mai a scuola affinché non si parli di lei, per tenersi vicini i nemici ed evitare che la situazione le sfugga di mano. È molto intelligente, è la migliore della classe, sempre avanti sul programma.
Ha diciassette anni, vive in un piccolo comune vicino a Urbino con la madre, il padre e i due fratelli, Gionata e Oscar. Nessuno di loro entra nelle poltrone del cinema del paese. Caterina evita i coetanei, non vuole fidarsi di nessuno, non vuole la compassione dei compagni di classe. Per questo non esce, rifiuta ogni tentativo di approccio, è scortese con tutti. Non è simpatica, non è socievole, non le interessa (apparentemente) l'approvazione degli altri. L'indifferenza è la sua salvezza. Solo quando è a casa, quando studia e legge Caterina si sente una persona come tutte le altre. Si sente finalmente una persona.
Alcuni pomeriggi a settimana Caterina va a casa dell'insegnante di italiano: è l'unico rapporto che ha con l'esterno. La professoressa Mazzantini è una donna profonda, sensibile, che non ha paura di mostrare le sue cicatrici.
Non c'è spazio per nessuno nel mondo di Caterina. Chiusa in se stessa, piena di rabbia, ha eretto un muro contro il mondo esterno. Pensa ai doppi fini di chi, tra i compagni di scuola, le mostra affetto. Non comprende la scelta della madre di coprire i figli d'amore, senza prepararli alla crudeltà del mondo reale, a quello che avrebbero trovato fuori da adolescenti. Pensa che il fratello maggiore, schivo, sempre chiuso nella sua camera davanti al pc, sia l'esempio lampante di come un obeso viene esiliato dalla società. Per questo il piccolo Oscar dovrebbe essere avvertito al più presto di quello che lo aspetta: essere preso in giro per tutta la vita.
Caterina si è costruita in testa un castello di pregiudizi, discriminazione e malvagità difficile da abbattere. Intanto il diciottesimo compleanno si avvicina e per non dare nell'occhio sarà costretta a festeggiarlo come fanno tutti, con una grande festa.
Solo andando fino in fondo al rifiuto di se stessa, riuscirà a vincere la sua guerra, a percepire l'affetto di cui è circondata, finalmente pronta per iniziare a vivere una vita che credeva preclusa: a essere Caterina.


Matteo Cellini racconta un'adolescenza difficile attraverso lo sguardo spietato e feroce della sua protagonista, lasciandoci alla fine con un sentimento di grande rispetto per questa eroina della dismisura e per la battaglia che affronta quotidianamente senza cedere alla compassione. Cate, io è un romanzo triste ma pieno di tenerezza, un esordio che colpisce, incanta e ci ricorda il potere dell'intelligenza e dell'umorismo.

Matteo Cellini - Cate, io
216 pagg., 16 € - Edizioni Fazi 2013 (Le strade)
ISBN 978-88-6411544-3


L'autore


26 febbraio 2013 Di Sandra Bardotti

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