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Recensione

Wok copertina

Wok. Il nuovo romanzo di Francesco Carofiglio


Zoe dentro le mie braccia e io dentro le braccia di lui.
Piango per tutta la vita, per tutta la mia vita, per questo deserto dentro di me, e per il rumore incessante del mondo.





A volte, quando si prova un dolore autentico, i luoghi dove rifugiarsi non si trovano più e le persone attorno paiono sbiadire, capaci ormai di ripetere a chi soffre solo poche e vuote parole.

Forse è questo quello che prova il quindicenne Wok quando rimane solo dopo la morte improvvisa della madre, che lo abbandona con i fratelli Antonia e Marcos.
A breve gli assistenti sociali verranno a prenderlo in casa per consegnarlo al triste oblio di un collegio o ad una nuova famiglia disposta ad adottarlo. Ma lui non ha intenzione di abbandonare la sua vecchia vita: ha troppi ricordi in sospeso e vuole scoprire quale è il segreto familiare che la madre gli ha premurosamente tenuto nascosto per tanti anni.
Così decide di raccogliere le sue poche cose e di fuggire.

La sua famiglia non è ancora del tutto dissolta: dopo essere scappato di casa e aver acquistato un'automobile sgangherata, Wok raggiunge l'ospizio dove è ricoverato lo zio Bill - un indiano di sangue Navajo - il quale, anni prima, da un momento all'altro, ha deciso di ammutolirsi, smettendo di parlare definitivamente. Wok lo caricherà in macchina e lo porterà via con sé: il suo obiettivo è quello di condurre il nonno alla sua Riserva, al luogo dove è nato e cresciuto. In quella terra, spera, qualcosa gli accadrà e forse ricomincerà a parlare.


Durante il viaggio recupererà l'autostoppista Zoe, un'adolescente "sperduta" a cui Wok sembra legato sin da subito da una simpatia non comune. I due giovani si dimostreranno così sensibili e attenti l'uno all'altro che non avranno il tempo di giudicarsi, disincantandosi: sapranno raccontarsi liberamente il proprio dolente passato e i rispettivi, candidi desideri rivolti al futuro.

L’ On the road dei tre insoliti fuggitivi procederà tra strade deserte e luoghi abbandonati. Wok è a tutti gli effetti un ricercato, ma prima di confrontarsi con la polizia si imbatterà in una figura ancora più minacciosa: quella di un criminale spietato, capace di irrompere in questo romanzo come sanno apparire nel sonno gli incubi più traumatici, quelli capaci di squarciare d'improvviso il velo dei sogni più soavi.


Questo libro di Francesco Carofiglio somiglia ad una fiaba romantica: la storia di Wok è quella di un personaggio alla ricerca di un segreto da svelare e nel suo percorso ci sono antagonisti, aiuti inattesi e un'enigmatica guida, quella muta e quasi "sciamanica" del nonno Bill. Poi c'è Alice, la madre di Wok: quasi un'eterea fata protettrice, da lui evocata nel racconto in delicate e commosse immagini.

Nonostante Wok non manchi di momenti aspri e violenti, le parole scelte da Francesco Carofiglio non sono mai aggressive e sembrano, al contrario, quelle di chi ha il potere di lenire ferite. La storia raccontata in questo romanzo è bella e credibile perché l'autore non esibisce i suoi personaggi, non attribuisce loro abilità eroiche o pose forzate: lasciando che "sorgano" spontaneamente e che emergano al momento giusto sembra dimostrare di tenere al loro bene e di desiderare la loro felicità. Per questo motivo lo stile conciso della scrittura e la natura evocativa di questa storia si abbracciano in modo tanto armonioso e felice.



Francesco Carofiglio - Wok
125 pagg., 10,00 €
Piemme 2013 (Piemme Open)  
ISBN 9788856629187



l'autore



07 febbraio 2013 Di Boris Stoinich

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