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Recensione

Nel vento copertina

Nel vento di Emiliano Gucci

Là dentro c'era la mia nuova verità: corri, da oggi corri più veloce che puoi e per sempre. Come per fuggire quest'universo che non può essere il tuo. Come osservando tutto troppo rapidamente per registrare, troppo affannosamente per capire.

Si corre per la salute, si corre per passione, si corre per vincere. Si corre per dimenticare le fatiche giornaliere, si corre per non pensare, si corre per sentire che le cose potrebbero avere un altro ritmo. Si corre per tantissime ragioni. Il protagonista della storia che ci racconta Emiliano Gucci corre fin da quando era bambino. Non è bravo negli sport di squadra a cui sono appassionati i suoi amici: con un pallone tra i piedi sa fare ben poco, ma quando corre nessuno riesce a tenere il suo passo. Correre è l'unica cosa che gli viene bene, e per questo viene notato da Stefano, allenatore di una squadra di atletica leggera. Ma solo quando un giorno suo padre ucciderà il fratello a bastonate nella neve, qualcosa scatterà dentro di lui e capirà di voler correre. Per fuggire dall'incubo, per scappare da tutti i mostri dell'infanzia, per andare più lontano che può.

Ora, ai blocchi di partenza di una gara importante, il protagonista è assalito dai ricordi. L'infanzia, la sua vita intera, gli passa davanti agli occhi mentre scruta gli avversari ripetere meccanicamente i rituali che ben conosce. Per lui correre è un atto così liberatorio e semplice da non necessitare di alcuna preparazione. "La corsa è un botto e fuggire via, emanciparsi, esserci". La vita, quella sì che invece andrebbe preparata.
Sono cento metri in cui si gioca tutto, una manciata di secondi che valgono una vita intera. Il tempo del romanzo si dilata, i dieci secondi del centometrista diventano giorni, anni, chiamati a raccolta per giustificare e restituire tutto il senso di quei pochi secondi che si contano sulle dita di due mani. Dentro il racconto confuisce tutto. Il passato torna vivido alla mente con il suo carico di dolore. Dolore, gioia, fatica, eccitazione, ma anche gare falsate, doping, scommesse, combine, pubblico, pubblicità, soldi. L'atletica è anche tutto questo. In quei dieci secondi c'è tutto il tempo per pensare alla morte del fratello, alla ferocia e alla infinita solitudine del padre, a Caterina e al posto giallo di sole e di quiete dove l'amore perfetto e pulito si conserva, a tutte le possibilità perdute.



È la gara della vita, forse l'ultima, quella prima del ritiro, quella in cui bisogna dire tutto quello che c'è da dire e poi tacere per sempre. Stavolta bisogna vincere, non ci si può accontentare del secondo posto come accade da una vita. È la gara in cui il protagonista si ritroverà a fare i conti con tutti i fantasmi del passato, per primo quello del fratello. Noi lo seguiamo lungo questo volo, pagina dopo pagina, trascinati avanti dal ritmo incalzante e frammentato dei suoi pensieri. 
La corsa diventa metafora della vita
: si corre per andare avanti e scampare al vuoto che, inevitabilmente, ci circonda. È questa la sola verità. Ognuno corre per un motivo, ognuno corre per sopravvivere, ognuno cerca un alito di vento a cui aggrapparsi per stare a galla. Ma alla fine niente contano le giustificazioni, gli alibi e il posizionamento; a volte il traguardo più importante è tagliare i ponti con il passato, prendere atto del tempo sprecato nel terrore di voltare pagina e andare avanti, continuare a correre.


"La corsa è finita e questa storia non vale più niente.
Hai tagliato il traguardo, non hai più bisogno del tuo magnifico dolore.
Quel passato non ti serve più.
"


Emiliano Gucci - Nel vento
144 pagg. 12 € - Edizioni Feltrinelli 2013 (I narratori)
ISBN 978-88-07-01936-4


L'autore


09 gennaio 2013 Di Sandra Bardotti

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