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Recensione

L' L' ira funesta. Il primo caso del maresciallo Valdes copertina
  • Roversi Paolo
  • L' L' ira funesta. Il primo caso del maresciallo Valdes
  • Rizzoli
  • 2013

L'ira funesta. Il primo caso del maresciallo Valdes, di Paolo Roversi

La katana fendette l’aria a un centimetro dal naso del ragazzo che si sentì mancare la terra sotto ai piedi. mori va di paura e continuava a darsi mentalmente dell’idiota per essersi ficcato in quella situazione assurda.

Un campionario di personaggi strepitosi e surreali al punto giusto destabilizzano un territorio, quello della Bassa (la striscia di Pianura Padana che corre lungo il Po), che nell'immaginario letterario di molti, era il luogo delle disfide guareschiane. Paolo Roversi ci ambienta un giallo frizzante come un lambrusco, la coca cola che viene servita quasi di default nei bar della Bassa. Un omone con qualche rotella fuori posto e una spada da samurai affilata, una vecchietta che sembra la nipotina del Führer, un regista spiantato, un postino in pensione e il suo fido bracco, un barista su cui pesa una maldicenza di carattere sessuale, un maresciallo con un passato misterioso, il suo poco sveglio brigadiere, un emigrato che ritorna dall'America al paese natio, un sindaco comunista, un ragazzino che vuole diventare grande in fretta, una bella giornalista d'assalto, un costruttore di armi medievali... E l'elenco dei personaggi del romanzo di Roversi, L'Ira funesta, potrebbe ancora continuare. Nella Piccola Russia, soprannome affibbiato al paese in cui si svolgono i fatti, e in quella terra i soprannomi sono più sacri di un battesimo, viene ritrovato il cadavere di un uomo. Il maresciallo Omar Valdes, trapiantato in quel piccolo teatro di mondo da alcuni anni, appassionato di pesca, cerca di trovare il colpevole. Nel frattempo il matto del paese, il Gaggina, si barrica in casa con due ostaggi o presunti tali e la sua terribile nonnina. Come in ogni giallo che si rispetti, e quello di Roversi lo è, niente è ciò che sembra e la verità va indagata nelle pieghe più nascoste. Per quelli che hanno letto Guareschi o hanno apprezzato i film con Gino Cervi e Fernandel, ambientati in "quella terra dove il sole è così forte e la nebbia così densa", non sarà difficile trovare un posto comodo dal quale godersi i fatti di questo libro. Per alcuni versi un certo modo di vivere, quel modo di essere provincia, è rimasto intatto, ma la Storia invece è andata avanti, e Roversi è bravo a sovrapporre senza stonare, tradizione e moderno, Don Camillo e Kill Bill, Peppone e Internet, pesci siluri e SUV. Scrive in coda al romanzo l'autore "Così il mondo, quello che luccica, finisce per darti del provinciale per sempre. Un’etichetta che la gente della Bassa si porta addosso senza vergogna, anzi, con orgoglio, perché sa come va il mondo. L’Italia, l’Europa, il Piccola Russia: tutti siamo periferia."

Paolo Roversi - L'ira funesta. Il primo caso del maresciallo Valdes
280 pag., 16,00 € - Edizioni Rizzoli 2012 (Rizzoli best)
ISBN 9788817063494


l'autore


04 gennaio 2013 Di Francesco Marchetti

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